Londra, 6 settembre 1968. Il venticinquenne George Harrison è impegnato nella registrazione del White Album, il nono lavoro in studio dei Beatles, quando decide contattare l’amico e collega Eric Clapton per convincerlo a collaborare ad una traccia. Si tratta della numero 7, quella che rimarrà nell’immaginario collettivo come une delle più belle canzoni mai scritte. Harrison è solito usare un’acustica Gibson J-200, ma in quell’occasione aveva bisogno di un suono diverso, più deciso e romantico: ecco perché While my guitar gently weeps venne incisa con Lucy, la Gibson Les Paul Standard di un cherry red mozzafiato, regalatagli da Mr Slowhand.

Kalamazoo (Michigan), 10 ottobre 1902. Il quarantaseienne Orville Gibson ha fatto di tutto nella vita, dal cameriere al commesso in un negozio di scarpe, ma è un intagliatore autodidatta del legno da ormai otto anni e realizza chitarre acustiche e mandolini. Insieme a cinque investitori fonda la Gibson Mandolin-Guitar Manufacturing Company, con la quale continua a lavorare fino al giorno della sua morte. Tra le figure che si alternarono in azienda ci furono Lloyd Loar, il creatore della prima chitarra acustica moderna L-5 e Lester William Polfuss più noto come Les Paul, avanguardista in materia di strumenti musicali ed inventore della registrazione multitraccia; fu quest’ultimo ad ideare nel 1939 The Log, la prima solid body con una cassa armonica piena e a dare il proprio nome, nel 1952, a quella Gibson Les Paul che avrebbe cambiato la storia della musica.

Dunque, vive da più di centosedici anni ma viene ormai data per spacciata. In principio vi era la Gibson; poi venne la rivalità con la Fender, fondata da Leo Fender nel 1946 ed infine l’annuncio, risalente a poco tempo fa, di una possibile bancarotta all’orizzonte. L’azienda, trasferitasi a Nashville (Tennessee) tra il 1974 ed il 1984, risulta stretta dalla morsa dei debiti: il quotidiano locale parla di una maturazione di obbligazioni per 375 milioni di dollari e della necessità di saldare prestiti ricevuti dalle banche per altri 145 milioni entro il 23 luglio di quest’anno.

La criticità della situazione non è stata indotta solo dall’avverso contesto economico in cui attualmente ci troviamo, ma anche da una serie di scelte prese all’inizio del decennio avventate e dispendiose, spesso partorite dall’amministratore delegato Henry Juszkiewicz. L’acquisizione dello Stanton Group e della Onkyo Corporation e la copertura azionaria all’interno della società di elettronica giapponese TEAC hanno reso la Gibson aperta a nuovi fields di mercato quali la produzione di cuffie, speaker, sistemi di home theater ed apparecchiature per Djs e, a dirla tutta, sembrava quasi che le chitarre stessero avendo la peggio. Eppure sono tempi in cui si cerca di arrestare la caduta libera e pare che Juszkiewicz  stia realmente provando a recuperare quota, smaltendo il personale e liberandosi di pacchetti azionari, piccole sezioni del grande impero e proprietà immobiliari. La speranza è che possa essere rilevata da un gruppo più solido ed dal capitale vantaggioso; la vera speranza, quella che va al di là dell’aspetto monetario, è che non possa morire mai. La Gibson Guitar Corporation berrà il nettare dell’eternità e non soccomberà.

Per far sì che questo bellissimo fiore a sei corde non appassisca, vi presentiamo una playlist che racconta, seppur in minima parte, il modo in cui ha cambiato (e cambierà) il mondo della musica attraverso stili, epoche e personaggi diversi: dall’elegante bluesman al virtuoso che infiamma Pompei, il passo non è poi così lungo.

Magic Bus – The Who

Pete Townshend ha iniziato ad apprezzare la facilità con cui si gestivano volume e distorsione nella Gibson SG Special a partire dagli anni ’60, utilizzandola per l’appunto sia nel festival di Woodstock che in quello dell’Isola di Wight. Nel ’65 ha composto Magic Bus, brano che venne pubblicato come singolo solo tre anni più tardi; la sua versione live è contenuta in Live at Leeds, il primo album dal vivo degli Who, registrato all’Università di Leeds nei primi mesi del 1970.

 

Worry, worry – B.B. King

Il 21 novembre 1964 Riley B. King, meglio conosciuto come B.B. King, registra il suo primo album live al Regal Theatre di Chicago, che dà il nome alla pubblicazione. Appena quindici anni prima si era ritrovato faccia a faccia con l’esperienza che gli avrebbe cambiato la vita. Nella fredda sala da ballo in cui stava suonando, venne acceso un barile con del kerosene per riscaldare l’ambiente; due uomini che, poco distanti, si contendevano una donna di nome Lucille, fecero cadere il calorifero di fortuna provocando un incendio che intrappolò la semi acustica di King. L’indomani, attratto dalla storia dei due piromani accidentali, decise di dare il nome della donna contesa alla sua prima chitarra ed a tutte quelle che ne sarebbero venute dopo, a mo’ di monito per l’accaduto: si trattava di una Gibson Custom Shop basata sul modello ES-355.

 

What Is And What Should Never Be – Led Zeppelin

Questa è la seconda traccia del secondo album dei Led Zeppelin, pubblicato nel 1969. Fu scritta da Robert Plant e da Jimmy Page, che aveva una certa poligamia con la Telecaster della Fender e la Gibson Les Paul; fu Joe Walsh degli Eagles ad avvicinarlo a quest’ultima, facendogli acquistare per cinquecento dollari la cosiddetta Number One che soppiantò la rivale fenderiana. Dichiarò, in seguito, il suo amore a primo tatto per quel suono dolce ed affine agli archi che solo una Gibson sapeva dare.

 

Fried Neck Bones and Some Home Fries – Santana

Questa che vi presentiamo è la cover eseguita da Carlos Santana del brano Fried Neck Bones and Some Home Fries di Willie Bobo, che è inclusa nel Live at the Fillmore 1968, registrato tra il 19 ed il 22 dicembre di quell’anno. Nel corso della sua carriera Santana ha utilizzato un gran numero di chitarre differenti, dalla Gibson SG Special del ’69 alla Gibson SG Standard, fino ad arrivare alla senza tempo Les Paul.

Burnin’ And Lootin’ – Bob Marley & The Wailers

Per comprendere quanto sia radicato questo amore, vi basterà sapere che Robert Nesta “Bob” Marley fu sepolto, nel 1981, insieme alla sua Les Paul e ad una bibbia. Si trattava infatti della sua chitarra ideale, modificata a dovere con accorgimenti al ponte, al cambio ed al battipenna, e così iconica che nel 2002 la Gibson ha costruito una serie ristretta di sue copie sulla base dell’originale custodita nel museo memoriale in Giamaica. Il brano scelto è Burnin’ And Lootin’, contenuto nell’album dal vivo Live! del ’75, ma precedentemente registrato ad un concerto tenutosi al Politecnico di Leeds il 23 novembre 1973.

 

November Rain – Guns N’ Roses

Il 1991 segnò l’inizio di un periodo di splendore per la band di Los Angeles: la Geffen, la casa discografica che li seguiva, pubblicò simultaneamente Use Your Illusion I Use Your Illusion II, dischi che in origine avrebbero dovuto essere racchiusi in un unico doppio album. Nello stesso anno prese il via lo Use Your Illusion Tour, la serie di concerti più lunga della musica rock, realizzata nell’arco di tre anni ed in qualsiasi parte del globo, insieme a coriste e fiati. Slash ha dichiarato di avere più di duecento chitarre, tra le quali compaiono una Gibson Les Paul ’91 GoldTop usata in questo tour e una GT Tobacco del ’58, suonata nel video di November Rain.  Quella che vi proponiamo è la versione live di questo pezzo, eseguita il 22 Febbraio 1992 al Tokyo Dome in Giappone. Signori e signori, ecco a voi i Guns N’ Roses.

 

Private Investigations – Dire Straits

Love over Gold è uno degli album di maggior successo dei Dire Straits, pubblicato nel 1982. Contiene Private Investigations, da considerarsi tra i brani più sperimentali del gruppo per la varietà degli strumenti ed all’introduzione di suoni ambientali: sono presenti il rumore di una monetina roteante, di un bicchiere che cade e dei passi dello stesso chitarrista Mark Knopfler, che usa una Gibson elettroacustica Chet Atkins CEC per eseguire il pezzo live.

 

Starless – King Crimson

Quando Robert Fripp fondò i King Crimson nel lontano 1969, cambiò la storia della musica; quando, cinque anni più tardi, inserì Starless nell’album Red, cambiò l’ideale di bellezza del progressive, rendendolo tanto affascinante quanto misterioso. Le nostre papille gustative cerebrali godono anche grazie alla sua Gibson Les Paul Custom.

 

The Purple Lagoon/Approximate – Frank Zappa

Impossibile pensare all’italo-americano Frank Vincent Zappa senza parlare di genio e pazzia. Il suo ventiduesimo album è Zappa in New York, un doppio disco live pubblicato il 3 marzo 1978 e con una tracklist registrata durante una serie di concerti newyorkesi del ’76. In The Purple Lagoon Zappa suona avidamente la sua rossa Baby Snakes, una Gibson SG che dà il nome all’omonimo film che avrebbe fatto uscire nelle sale nel 1979. Parafrasando il sottotitolo della sua pellicola, possiamo dire che si trattasse di una chitarra per gente che fa cose che non sono normali. 

 

Another Brick In The Wall (part II) – Pink Floyd

Volevamo chiudere in bellezza col grido straziante della Gibson Gold top 1959, usata da David Gilmour nella versione di questo pezzo presente in Pulse, lo scrigno della tournée del ’94. Inutile dilungarsi quando ci si ritrova davanti a dei mostri sacri come questo: è necessario tacere per ascoltare con l’anima.

 

… volevamo chiudere, è vero, ma non potevamo esimerci dal ritornare al nostro punto di partenza. George ed Eric erano nello studio di registrazione a Londra in quel 6 settembre del 1968, ma si rincontrarono ancora ed ancora fino ad arrivare al 5 giugno dell’87, in occasione del Prince’s Trust Rock Gala tenutosi alla Wembley Arena per raccogliere fondi da destinare ai bambini più bisognosi. George ed Eric di nuovo insieme come una favola che, nonostante tutte le Pattie Boyd e gli inconvenienti della vita, non sembrava volta a finire: ecco che hanno bevuto il nettare dell’eternità e rimangono vividi e forti come il fermo immagine di questo video. Loro non moriranno mai ed allo stesso modo si comporterà la Gibson, colosso dalla pellaccia dura che ancora ne ha di storia da cambiare. Nessuno esalerà l’ultimo respiro. Nessuno fermerà la musica, mentre la mia chitarra piange dolcemente. 

 

 

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