Domenica. Tempo di riflessione ma non necessariamente di ozio. Una riflessione che si colora di creatività, disobbedienza e luci stroboscopiche nell’Ex Mattatoio di Roma. Ci si muove tra bombolette spray, mercatini improvvisati e manifestazioni artistiche spontanee all’insegna della riflessione sul nostro Heritage, sul nostro patrimonio. Come ci relazioniamo con il nostro passato e che tipo di patrimonio trasmetteremo alle generazioni future?

Gli artisti che presentano le loro opere all’Outdoor Festival 2018, a metà tra gioco e serietà, hanno la voglia e il talento di prendere il passato e di trasformarlo, scomporlo, alterarlo fino a renderlo a tratti irriconoscibile. Un’operazione difficile, controversa ma anche piena di sorprese. Ogni opera della mostra collettiva si pone in relazione con il tempo, ma lo supera al tempo stesso. Opera un solo piano infatti la mostra, quello orizzontale. Orizzontale, come il collettivo di architetti che si è occupato di allestire la mostra seguendo l’idea del labirinto. Lo spettatore è invitato a perdersi, per poi ritrovare la propria strada attraverso il percorso artistico a lui più congeniale. Il tempo a questo punto diviene secondario, si appiattisce, come i diversi piani della mostra: differenti sì, ma comunque uguali.

Riflettere sul patrimonio è necessariamente un riflettere collettivo, il tornare ad un pensiero che al suo centro ha la comunità, attento ai moti del passato ma con lo sguardo rivolto verso il futuro. In un senso più lato è anche riflessione sul presente, sui tempi che viviamo, seppur tutti in modo differente, comunque insieme. E molto spesso è proprio la quotidianità a nascondere queste costanti della nostra cultura. Cercando i segni di questa quotidianità con lo sguardo, questo non può non posarsi su uno degli oggetti che in qualche modo ha accompagnato lo svilupparsi della nostra cultura e del nostro Heritage: la televisione. In bilico tra odio e amore, questo apparecchio è riuscito a narrare l’Italia, accompagnandola attraverso gli eventi che l’hanno segnata. In questa edizione dell’Outdoor Festival si è posto l’attenzione anche su questo tipo di patrimonio, proiettando e riproponendo quei programmi che nel bene o nel male, sono entrati a far parte della memoria collettiva di un paese, come la celebre diretta di 28 ore andata in onda su Rai1 durante il 20 luglio 1969 in occasione dello sbarco sulla Luna.

In fondo alla sala vedo una signora commossa davanti le immagini proiettate sullo schermo. Mi dice che ricorda questo momento come se fosse ieri. Un grande momento. Forse in questo senso riflettere sul patrimonio non si traduce solamente in un invito a creare e sperimentare, quanto in un invito a prestare ascolto, ad uscire dal proprio guscio e rendersi conto che sulla Luna è possibile arrivare, ma bisogna farlo insieme.

 

Copyright foto ©Alessio De Santis