Partiamo dal fatto che il Mattatoio è una location unica. Situata a Testaccio, si compone di padiglioni immensi completamente rinnovati, specchio di anima urban della città dimenticata: una scelta azzeccatissima quindi per ospitare l’ottava edizione dell’Outdoor Festival 2018, il festival romano dell’arte contemporanea, che quest anno ha aperto decisamente in grande stile. 

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Sabato 14 aprile ha ufficialmente aperto i suoi battenti il Festival Outdoor rendendosi a tutti gli effetti il miglior festival italiano degli ultimi anni, degno di porsi all’altezza dei grandi festival europei. Perché? Perché quello che è successo sabato sera è stato senza precedenti: un vero e proprio successo generato dal’amore per l’arte. La città desiderava da tempo un evento di questo tipo ed è stata accontentata. I primi visitatori sono infatti stati accolti nei bellissimi padiglioni in un contesto innovativo e stimolante, fatto di arte, musica, contemporaneità e bellezza, capace di ispirare, stupire, eccitare gli animi dei grandi e dei piccini. 

L’intera area è stata studiata in maniera da accogliere l’evento magistralmente, noi di Artwave siamo stati all’apertura e possiamo raccontarvi che esperienza unica è stata.

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Un intero primo padiglione ci accoglie dapprima in un ampio vestibolo sommersi dagli intriganti video psichedelici “Map Of Null”, per poi farci inoltrare completamente nell’arte urbana dei graffiti tramite il progetto “Express Yourself”. La sala permette infatti di immedesimarsi, il tempo di una bomboletta spray, nei più celebri writers, colmando in prima persona i suoi muri bianchi di scritte, disegni, colori e frasi emblematiche, senza alcun limite alla fantasia.

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Il secondo padiglione, il cui ingresso è scandito da fasce orarie definite da bracciali colorati diversi per ogni gruppo di persone, è una vera e propria scoperta. L’intera struttura è adibita a mega labirinto, stracolmo di opere d’arte contemporanee che spezzano il fiato in ogni angolo, il tutto creato con grande maestria dal collettivo di architetti Orizzontale in quattro intricati percorsi. Si può finire col perdere una buona ora lì dentro, tanto sono coinvolgenti e divertenti le opere esposte. Tutte terribilmente forti, vere e scioccanti, ma belle, veramente, come vuole essere l’arte dei nostri giorni. 

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Continuando il nostro viaggio serale entriamo in un terzo padiglione, strutturato in diverse sale, tra le quali non possiamo non notare la Temple Sound, che si prepara al live previsto più tardi. Si tratta della sala concerti che, buia, lascia intravedere un’installazione fatta di neon colorati che si muovono a ritmo di musica. Non è ancora iniziata l’esibizione, ma la gente rimane ugualmente nella sala, alcune persone sono sedute per terra, con lo sguardo perso per aria ad osservare quella che è , letteralmente, una gigantesca opera d’arte. Sono questi i momenti in cui pensi: quest’installazione sta toccando il cuore dei suoi osservatori, per cui è un’opera riuscita, veramente. 

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A seguito, attraversiamo alcune sale bar e arriviamo al Mercato, o meglio, Wave Market. Se pensate al classico mercato rionale vi sbagliate perché in questo padiglione non è stata creata solo l’atmosfera gioiosa di un mercato, bensì una visione moderna di questo, in cui splendidi oggetti artigianali vengono messi in vendita da espositori selezionati dall’organizzazione a seconda di temi ben precisi, come design, urban, editoria e illustrazione. Una bella passeggiata che, anche per chi non acquista niente, si rivela una sorprendente seconda mostra.
Finiamo così il giro a ritmo di musica spulciando fra i vinili che si fa presto l’ora del live. 

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Chiariamolo: le aspettative erano alte ma certamente non sono state deluse. Pochi giorni fa i Booka Shade hanno pubblicato il loro ultimo album “Cut The Strings” e dopo ben dieci anni di assenza da Roma decidono di presentarlo ufficialmente all’apertura dell’Outdoor. Una nottata a ballare indimenticabile al ritmo del duo tedesco; ciliegina sulla torta è l’intero allestimento sovrastante in azione che genera l’impressione di stare ad osservare il volo di grandi rombi luminosi: pura geometria dinamica.

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In conclusione l’apertura del Festival ha superato enormemente in qualità le precedenti edizioni, piazzandosi ai primi posti tra i festival artistici nazionali, fatto dimostrato anche dal sold out raggiunto in pochissimo tempo durante la serata. 

Decisamente una nottata incredibile, senza contare gli altri eventi che ci attendono previsti lungo tutto il prossimo mese, fino al 12 maggio. Siamo davvero curiosi di poter partecipare alle tante conferenze e alle altre innumerevoli iniziative, oltre che alle prossime serate di musica,  in questa innovativa avventura nel cuore della Capitale.