La fotografia analogica, e lei sola, possiede l’incomparabile capacità di fornirci analogie della realtà, come insegna appunto il nome. Per questo motivo attraverso di essa è possibile imparare a vedere quegli aspetti del reale che quotidianamente ci sfuggono, causa le nostre routine sempre troppo piene. Così ho iniziato a guardare, e quello che ho visto erano corpi umani, forme che ad un tratto smisero di essere carne e ossa, ma si mostrarono come sentimento e poesia.

Nasce così una serie fotografica per celebrare la nudità, la quale altro non è che lo svelamento della vera natura umana. Quando c’è esposizione, c’è verità, e il senso del nudo è nell’inquietudine dell’infinità disponibilità a lasciarsi guardare, toccare, sentire che ogni corpo esibisce. La nudità racchiude in sé la tenerezza dell’essere, che si mostra nella sua genialità con l’altro, è com-posizione, niente affatto appropriazione o afferramento.

[Liberamente tratto da “Il senso del nudo“, Tommaso Ariemma]