Era la prima volta che mi trovavo a fotografare luoghi comuni e familiari nei quali mettevo piede ogni giorno. È stato un modo per scoprirne l’essenza attraverso un percorso di conoscenza e riscoperta.
La casa vuota è riempita dai segni di una vita vissuta per molti anni dentro a quelle mura. Questa indagine porta inevitabilmente a confrontarsi con il tema della memoria. Niente infatti fa riaffiorare i ricordi di una persona scomparsa come gli ambienti, gli odori, i colori che sono stati da sempre accostati a lei. È una ricerca della presenza attraverso il respiro, gli intonaci, i ricordi, il legno, le stoffe, le soglie, le carte, che vengono spogliati della loro oggettività. Tutto diventa essenza della presenza/assenza.

La serie di foto non vuole dare delle risposte, ma suscitare delle emozioni, delle sensazioni. Il tentativo è di andare oltre alla descrizione di un luogo fisico per arrivare ad esplorare i luoghi dell’anima. Non è il racconto della perdita di un famigliare anziano, ma è la descrizione dei nostri mondi interiori che nascono in ognuno di noi a seguito di una perdita o di un cambio di equilibri esistenziali.

 

Testo e fotografie di © Enrico Scapinello

Sito web: www.enricoscapinello.it