La città di Milano è un luogo, si sente dire spesso, inferiore a Roma sotto il punto di vista della goduria estetica che offre. Questo non è del tutto vero. La differenza fondamentale si trova nel fatto che Milano è una città velata, che non urla a gran voce le sue bellezze; è una città fatta di piccoli angoli, attimi da cogliere, dialoghi tra realtà contrastanti. Essa possiede una forma di bellezza meno diretta della Capitale, ma non per questo inferiore. Nonostante le passerelle, i nuovi grattacieli, il glitter della vita mondana, il vero fascino lo si trova nell’incanto dei dettagli nascosti, lontano dalla frenesia della città.

Grazie alla pratica della deriva urbana (il vagabondare dal gusto situazionista attraverso la città, seguendo i segnali che essa riesce a trasmettere agli occhi di chi è attento), questa serie fotografica vuole raccontare l’esperienza di una giornata passata a pedinare lo spirito di Milano, a cominciare già dalla porta di casa e seguendo il ritmo della luce. Nasce così un percorso, che si snoda fra il pieno centro e la periferia, segnato da diagonali e verticali, con uno sguardo che a volte guarda a terra, a volte al cielo, per concludersi in uno dei luoghi più affascinanti della città, la torre Velasca.

Praticare la deriva è uno tra i modi migliori per conoscere un luogo, avvicinarsi emotivamente ad esso e arrivare a comprenderne l’anima, le energie che lo attraversano e compongono, ed infine stabilire un rapporto con esso, tale da poter affermare di averci davvero vissuto.