Venticinque anni fa i miei genitori hanno deciso di lasciare il Brasile.
Sono nato in un paese che mi avrebbe dovuto accogliere come nativo, ma che ha – invece – sempre mantenuto le distanze. Sono nato in una terra che mi ha confinato in una condizione perenne di turista, che non mi ha mai permesso di capire perché ero legato a lei, né come avere un’interazione con lei.

Quel sentimento di saudade , di perduto e magari mai appartenuto così sfumato ed inspiegabile, spesso si è palesato mentre conducevo la mia vita quotidiana.
A partire dall’anno scorso, ho deciso di valicare i confini della mia patria, la Lombardia, alla ricerca di analogie.

I negozi, le case, persino i pali della luce raccontano come noi gestiamo lo spazio e come concepiamo il rapporto con la nostra specie, con la natura, delineando la nostra identità culturale. Lo stile di vita e le architetture della provincia moderna, gli interni kitsch, segno indelebile di una generazione ormai scomparsa, la persistente e netta separazione tra rurale e urbano sono gli elementi su cui mi sono concentrato.

Nel tentativo di dialogare con una terra a cui non ho mai sentito di appartenere, cercando di dare forma alla relazione implicita con la mia routine, ho raccolto dei frammenti di immagini, familiari o meno, che sentivo potessero contribuire alla costruzione di una percezione autentica della realtà, non più lontana e idealizzata, ma presente e in continuo cambiamento, di tutto ciò che rientra nella normalità della nostra epoca e che, per molti, non è nulla di nuovo.

Traduzione di Pietro Cantoni

Gargano, Puglia – 2018

Parco Ticino, Piemonte – 2019

Varese, Lombardia – 2018

Abbiategrasso, Milano – 2018

Pergola, Marche – 2018

Calabria – Provincia Cosenza 2019

Puglia – 2018

Provincia di Pavia – 2018

Provincia di Vercelli, Piemonte – 2019

Emilia Romagna – 2019

Pianura Padana – 2018

 

Erba, Lombardia – 2017

Fotografie di © Gianluca Morini

sito web: gianlucamorini.com