di Davide Bergamini

Si è sempre detto che la street photography si possa fare ovunque, che basti scendere sotto casa, catturare gesti di ogni giorno per creare la magia.
Tutto vero. Quante volte ci meravigliamo della semplicità di alcuni gesti una volta che li guardiamo, fermi, catturati in una fotografia.
Ma quante volte abbiamo la macchina fotografica con noi? O meglio, quante volte diciamo “ora non ho tempo”?
Proprio per questo motivo agli inizi del 2018 ho deciso di portare sempre con me la mia X100F.
Così facendo non ho più la necessità di fare qualcosa di diverso da quello che faccio tutti i giorni.
La street photography non è più un genere fotografico ma un modo di vedere la fotografia, e quale momento migliore se non la pausa pranzo, 60 minuti, per scattare?
Non è forse questo lo spirito della street photography?
Scattando in un orario che va da mezzogiorno alle tre, le ore meno consigliate per una foto dal manuale del buon fotografo, la scelta di giocare su contrasti netti è stata per me inevitabile.
Le ombre nascondono e scompongono la figura umana, la rendono anonima, parte integrante di un meccanismo caotico come quello di una metropoli, ma al tempo stesso ne valorizzano i dettagli e ne aumentano la drammaticità.

Copyright foto e testo © Davide Bergamini

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