di Valerio Polici

Ergo Sum è il frutto di sei anni di viaggi tra Europa e Argentina, fotografando diversi writers nelle loro missioni. È il mio tentativo di tradurre in fotografia l’immaginario della mia post adolescenza, essendo stato io steso un membro di questa sottocultura per circa tredici anni. Anni molto intensi di esperienze al limite del reale e corse infinite alla ricerca di una mia forma di libertà. Ad un certo punto, però, qualcosa si è rotto. Claustrofobia e mancanza di respiro hanno preso il sopravvento, la libertà si era trasformata in una prigionia fatta di stessi gesti, luoghi, rituali. Quasi per caso, senza nessuna consapevolezza tecnica del mezzo o del linguaggio ho iniziato a fotografare le nostre notti. Questo cambio mi ha permesso di guardare quello che facevo da un’altra prospettiva e capirlo davvero. Lentamente, l’interesse per la fotografia ha soppiantato quello per i graffiti ed è diventato il mio lavoro.

La scelta delle immagini fa sempre un passo indietro, evitando il descrittivo per aprirsi all’ambiguo. Il punto della mia ricerca è indagare una condizione di prigionia esistenziale, un bisogno di fuga, una necessità di perdizione, un’urgenza di sentirsi speciali. È la storia di un’odissea mentale tra gli spazi intestinali della metropoli alla ricerca di quell’avventura che non giungerà mai perché́ tutti gli scenari possibili sono già stati disegnati. È il valzer della clandestinità esistenziale.

Copyright foto e testo © Valerio Polici