Sin dall’inizio della pandemia del Covid-19, i media e i governi internazionali hanno elogiato la Germania per l’esemplare gestione della crisi sanitaria. Nonostante abbia la popolazione più numerosa d’Europa, la Germania ha infatti potuto vantare un numero contenuto di contagi ed un tasso di mortalità bassissimo. Ancora più sorprendentemente le misure restrittive per il contenimento dei contagi adottate dal governo centrale e dagli stati federali sono state ben più blande rispetto a stati come l’Italia, la Spagna e la Francia.

A Berlino non c’è mai stato un vero e proprio coprifuoco. A patto di portare con sé un documento che testimoniasse il domicilio, è sempre stato possibile uscire di casa, anche in famiglia ed anche solo per fare una passeggiata, andare in bicicletta o fare jogging.

Ciononostante l’atmosfera che si respirava in quei giorni era assolutamente irreale. Strade, piazze, mezzi pubblici semi vuoti. Negozi, ristoranti, musei, impianti sportivi chiusi. La Berlino brulicante di vita, postmoderna e metropolitana si era trasformata in uno spazio fuori dal tempo attraversato da ombre e personaggi disorientati, solitari e senza meta.

Perché se è vero che questa crisi ha colpito ogni paese in maniera diversa, la percezione della fragilità delle nostre esistenze, dei nostri privilegi e delle nostre libertà, quella è cambiata per ognuno di noi, e per sempre.

White Box è un libro fotografico che descrive l’esperienza di Berlino nei giorni del lockdown.

Testo e fotografie di © Alessandro Corso

sito web: alessandrocorso.com