Le fotografie di Angelo Gabriele Mazzolla nascono dalla volontà di documentare, di raccontare un mondo che nella fotografia contemporanea è destinato a rimanere sempre più isolato. Sono immagini intime, racconti circoscritti di un paese che – come altri – ha un forte bisogno della fotografia come strumento di comunicazione e di memoria. É così che i volti, gli sguardi, le tradizioni di un paese e dei suoi abitanti rimangono vivi sottraendosi all’oblio.

“La narrazione del Sud Italia, oggigiorno, è sempre più legata a una retorica nostalgica, generalista e priva di reale spirito d’osservazione, questi fattori contribuiscono ad alimentare un’immagine falsata del luogo, schiava di preconcetti e relegata a un comodo patetismo. Questa situazione genera un circolo vizioso in cui non c’è spazio per un’analisi dell’oggi, della vita quotidiana legata alla contemporaneità, anche da un punto di vista formale. Da qui nasce la volontà di Angelo Gabriele Mazzolla circa una resa precisa, pulita, luminosa e dal gusto moderno, non per virtuosismi tecnici o come furbo mezzo per ottenere consensi sui mezzi di fruizione, ma al fine di spezzare quel meccanismo di rimando a un vaga nostalgia del passato e abbracciare una rappresentazione lucida del presente, orgogliosa di appartenere alla contemporaneità. Le persone, le loro storie, le tradizioni e le attività artigianali dei paesi esistono tutt’oggi, non sono fotogrammi sbiaditi, ma elementi concreti e tangibili che necessitano di una sincera ed interessata riscoperta.”

di Ludovico Balena, fotografo professionista (Milano)

“Le opere di questo artista non sono solo belle visivamente ma offrono uno sguardo ora mistico, ora antropologico ora goliardico alla foto stesse. Ricorda un po’ il lavoro di un famoso antropologo fotografo americano (Bill Hackwell) che nel 1975 si fermò proprio ad Anzi per una indagine umana e fotografica del luogo.”

di Vincenzo Petrone, Gallerista d’arte | Mondrian Suite (Roma)

 

Fotografie di © Angelo Gabriele Mazzolla