di Alexander Moore
“Space Oddity” nasce quasi per caso da un semplice editoriale per una rivista di nudi artistici, scattato in una location sorprendentemente ricca, a me inizialmente sconosciuta nella mia terra d’origine, la Sicilia.
Per chi non la conoscesse Space Oddity è una canzone del 69’ di David Bowie. Un artista enigmatico che ammiro follemente sotto il punto di vista artistico e musicale. La musica stessa è la mia principale fonte d’ispirazione e, in questo caso, è stata fondamentale per la creazione dello shooting.
Era un periodo in cui ascoltavo in loop Space Oddity, fin quando mi chiesi che fine avesse fatto l’astronauta Tom. Da lì le idee sono fluite come un fiume in piena e non ho dovuto far altro che navigarci dentro. Volevo uno shooting  “extraterrestre” e la location si prestava perfettamente alla mia idea.
Mi sono ispirato anche alla “Fiumara D’Arte”, un percorso di 12 opere sparse per la provincia di Messina, e in particolar modo alla “Piramide del 38° parallelo” di Mauro Staccioli e al “Labirinto di Arianna” di Italo Lanfredini.
Nella mia mente l’astronauta Tom viene catapultato su un altro pianeta che possedeva alcune delle costruzioni storiche del pianeta Terra, ma con leggi fisiche diverse e in cui alla fine, lontano dai suoi cari, impazzisce.
La fotografia dell’intero servizio sfrutta la luce naturale del sole per rendere il tutto più “vivo” mentre i colori risultano piú splendenti e alterati cosí da far sembrare il territorio più alieno.