La Russia è un paese costellato da piccolissimi centri abitati. A parte una manciata di grandi città, per il resto il paese è costituito da piccoli agglomerati, più o meno recenti. Fra questi c’è Kolchugino, paesino fondato verso la fine dell’Ottocento attorno ad uno stabilimento metallurgico. Nel 1930 venne fondato il Kolchugino Polytechnic College, scuola che permise la formazione di specialisti nella lavorazione dei materiali non-ferrosi, fondamentale per la sopravvivenza dello stabilimento locale.

Toma Savelyeva, uno studente di fotografia di origine russe che vive in Olanda, è andato a fotografare nell’ottobre del 2018 questo istituto, dove la nonna era stata insegnante di chimica dal 1972 al 2007. La serie fotografica ci presenta un luogo surreale, dove l’ordine preciso di ogni oggetto fa sembrare il luogo inabitato, se non fosse per qualche piccolo indizio del contrario come uno sportello aperto o uno strumento lasciato ad asciugare. Forse per il fascino dell‘alfabeto cirillico, forse per l’atmosfera congelata, forse per quella sensazione da alchimista che trasmettono i laboratori di chimica, fatto sta che il fotografo russo riesce a raccontare, con poche immagini, una storia che partendo da motivazioni di affetto familiare, arriva a descrivere una Russia istruita ed industriosa.

© Toma Savelyeva – Polytechnic College of Kolchugino – October 2018

© Toma Savelyeva – Polytechnic College of Kolchugino – October 2018

© Toma Savelyeva – Polytechnic College of Kolchugino – October 2018

© Toma Savelyeva – Polytechnic College of Kolchugino – October 2018

© Toma Savelyeva – Polytechnic College of Kolchugino – October 2018

© Toma Savelyeva – Polytechnic College of Kolchugino – October 2018

© Toma Savelyeva – Polytechnic College of Kolchugino – October 2018

Copyright foto © Alessandro Panelli