Mancavano solo 16 minuti quando la nuova esplorazione della Crew Dragon di SpaceX, prevista per mercoledì 27 maggio, è stata posticipata a causa di condizioni meteorologiche avverse. Il lancio, atteso con frenesia e ri-programmato per oggi, è già nella storia. Basta pensare che la rampa di partenza sarà la 39A, complesso divenuto celebre per alcune missioni dei programmi Apollo e Space Shuttle.

Complesso di lancio 39A al Kennedy Space Center della NASA in Florida. Fonte: NASA / Kim Shiflett

La curiosità di esperti e profani in materia e l’indubbio fascino di Elon Musk (fondatore di SpaceX) hanno attirato grande attenzione mediatica e alimentato il discorso sui viaggi nello spazio. Le riflessioni che ne derivano, ad un occhio più attento, non si fermano alla materia e indagano la natura del nostro tempo sulla Terra. Fino a dove può spingersi la sfida, la resistenza? Quanto è reale e quanto è sogno, quando si viaggia oltre le “dimensioni” conosciute?

Sguardi fuori dal mondo

Per averne un assaggio – stando alle metafore culinarie, potremmo dire anche un bel boccone – non è necessario indossare una tuta pressurizzata né attendere anni luce. Ci si può circondare di immagini provenienti da così lontano anche attraverso uno schermo. Visioni che non sembrano neanche appartenere ad uno sguardo terrestre, magnetiche, sconfinate. Rappresentarle è una delle idee alla base della poetica di Jean-Christophe Jeauffre, pluripremiato regista francese appassionato di una scienza che tende al fantastico.

Il suo ultimo documentario Passage to Mars racconta la storia della spedizione NASA attraverso il Passaggio Artico a Nord-Ovest, designata per preparare gli astronauti ad una futura missione su Marte. Perfetto per questi giorni di “spaziale” attesa, il film è ora disponibile su Prime Video. Passage to Mars traduce in immagini (potenzialmente accessibili a tutti) e in 90 minuti quello che un astronauta potrebbe vivere davvero in prima persona. Perchè esploriamo?”– è la domanda che ci siamo fatti un po’ tutti da piccoli e un efficace riassunto del film in quattro parole.

Still dal film “Passage to Mars”. Fonte: Jules Verne Adventures

Passage to Mars, oltre i limiti di genere

Chi partecipa a missioni come questa non parla ma pensa, agisce e lavora per restare vivo. Anche in Passage to Mars la sopravvivenza è la chiave, in un percorso che traccia i limiti della realtà. E forse anche quelli del cinema del reale: non di rado, guardando il film, si ha l’impressione di assistere ad una storia di fantascienza. Altro punto cardine della poetica di Jeauffre, la commistione: molti dei lavori che ha diretto alternano esperienze di vita reale a contenuto di finzione. Inevitabile pensare a Werner Herzog, regista e produttore bavarese capostipite di questa tradizione cinematografica (che diremmo prevalentemente europea). Anche nell’opera di Herzog si intersecano infatti realtà e finzione, incidente e programma, scandalo e poesia, a volte andando in direzione opposta alle convenzioni di genere.

Passage to Mars - group

Fonte: Jules Verne Adventures

L’ignoto spazio profondo

A guardare bene Passage to Mars, è innegabile l’associazione (o l’affinità elettiva) a L’ignoto spazio profondo (2005) del tedesco Herzog, manifesto delle sopracitate tendenze. In entrambi è rappresentato uno spazio sconfinato in un racconto nuovo che sovrappone l’allegoria e l’umanità. Una miscela di azione, suspense e sorpresa a precedere il salto nel vuoto – che questo avvenga sulla Terra, nella gelida tundra, o su Marte. Ad un ritmo perfetto per empatizzare con ciascuno degli astronauti in missione. I protagonisti di Passage to Mars si muovono in paesaggi eterei, più mentali che terrestri. Da immaginare come una finestra sulla storia dell’uomo nello Spazio, quello con la S maiuscola: l’entità che contiene tutte le cose.

Durante un’intervista, il vicepresidente di SpaceX Tim Hughes ha parlato della prossima esplorazione marziana come una frontiera non così lontana. E Passage to Mars può aiutarci ad arrivare pronti a quel momento. Sicuramente, saranno anni entusiasmanti per scoprire il senso del nostro essere piccoli, in un mondo senza confini.

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