Fra i dipinti del Caravaggio si fa a gara a quale sia il più bello, il più emozionante, il più enigmatico. Ogni volta è un incanto, una sorpresa, un perdersi in ogni sconvolgente particolare. Dalle tele traspare l’inquietudine e il vissuto di un pittore dannato e senza tempo, dove dolcezza di immagini e forza prorompente investono lo spettatore con tagli di luci ed ombre scenografiche.

I dipinti di Michelangelo Merisi che riguardano i temi sacri della cristianità sono i più rivoluzionari. La tecnica pittorica che dà estremo risalto alle luci e al buio, crea degli effetti come quinte teatrali, anticipando addirittura tagli fotografici. La tavolozza di colori usata dal pittore è sempre al servizio del suo linguaggio pittorico estremamente realistico e pone in risalto personaggi che di sacro non hanno proprio nulla, i modelli sono presi dalla strada, spesso sono popolani, prostitute,  con le rughe e i piedi sudici. Tutto ciò paradossalmente concorre a dare veridicità e sacralità a scene bibliche che si rivestono di una nuova aurea, la luce naturale che il pittore domina come una magia, divinizzandola come mai era stato fatto prima di allora.

Spesso le vicissitudini delle opere di Caravaggio hanno seguito il destino rocambolesco e rissoso del suo autore. Fra queste ritroviamo senza dubbio il capolavoro perduto della “Natività con Santi Lorenzo e Francesco” che era conservato nell’Oratorio del convento di San Lorenzo di Palermo. Da poco sono trascorsi i 50 anni dal suo furto, avvenuto nella notte fra il 17 e il 18 ottobre del 1969. La tela era riposta sull’altare maggiore dell’oratorio priva di ogni sistema di sorveglianza. Il furto destò e desta ancora molto scalpore, un vero scandalo, anche perché da subito i sospetti si sono concentrati sulla mafia locale. Ancora oggi non si smette di indagare e nuove testimonianze nei processi di mafia arricchiscono di particolari “l’impresa”, ma purtroppo non si giunge ad un ritrovamento, addirittura si teme che essa sia stata irrimediabilmente distrutta o smembrata in quattro pezzi e venduta in Svizzera, come emerso dal processo contro il boss mafioso Gaetano Badalamenti.

Caravaggio, “Natività con Santi Lorenzo e Francesco”. Fonte: Wikipedia.org

Un rocambolesco crimine che ha ispirato nel tempo romanzi, come “Una storia semplice” di Sciascia, fiction tv, film, come il recente “Una storia senza nome” di Roberto Andò, e documentari internazionali, come quello di Sky Arte che ha ricostruito la vicenda del furto e seguito la realizzazione di una copia dell’opera oggi esposta presso l’oratorio nello stesso posto dove vi era l’originale.

La tela era di notevoli dimensioni 268 x 197 cm, nelle fonti risalenti ai biografi del Merisi, Giovanni Baglione e Giovan Pietro Bellori, si parla di una commissione di una natività durante il breve soggiorno siciliano del pittore in fuga da Malta fra il 1608-1609, con dimensioni del tutto simili a quella rubata a Palermo. Tuttavia recenti studi avanzano la teoria più accreditata che la tela sia stata dipinta nel 1600 a Roma per il commerciante Fabio Noti che aveva rapporti con l’oratorio dei frati palermitani, come voto di devozione per i Santi Francesco e Lorenzo, cui era dedicato il convento siculo.

Anche questo dipinto rientra perfettamente nello stile caravaggesco dove i protagonisti sono i corpi, resi non solo con i colori, ma soprattutto con la luce e il buio che in questo pittore sono come un pennello invisibile. Colori impossibili che il maestro usa a suo piacimento, dominando gli elementi della natura, fissandoli vivi sulla tela.

La scena si svolge, come spesso accade, in notturna, in una capanna con il tetto in legno e paglia, i modelli sono tratti dal popolo come sempre, la Madonna non ha un viso celestiale e nobile, ma è vestita da popolana, ha una postura non regale, lo sguardo mesto a voler presagire il destino del suo bambino. La vera rivoluzione sta nella figura di San Giuseppe che non è come da usuale iconografia un uomo avanti con l’età, ma è giovane, muscoloso, ha i capelli corti, è di spalle con un manto verde scuro e rivolge la parola ad un pastore che è accanto a San Francesco invitandolo con la mano a osservare il bambino. San Francesco è rappresentato con il saio e raccolto in preghiera a mani giunte, mentre venera il Gesù bambino semplicemente adagiato in terra, sul giaciglio di paglia e per la prima volta nella storia pittorica non brilla di luce propria, è anch’egli illuminato dal taglio di luce che l’artista fa partire da sinistra verso destra e soprattutto non volge lo sguardo allo spettatore, anzi il suo volto neanche si vede. A sinistra della Vergine vi è invece San Lorenzo, anch’egli ammantanto, osserva assorto il miracolo appena nato e fra i due spunta la testa del bue, mentre si intuisce l’ombra dell’asinello. Dall’alto plana l’angelo simbolo della gloria divina ed ha le fattezze svolazzanti tipiche degli angeli del Merisi che sono, allo stesso tempo, divini e voluttuosi con le enormi ali che sembrano spazzar via la scena con il loro vento.

Caravaggio, dettaglio di San Giuseppe, della Madonna e del Bambino della “Natività”

Caravaggio, dall’alto in senso orario: dettaglio dell’angelo della ” Natività”, dettaglio degli angeli con Vergine e Bambino  della tela  “Le sette opere di misericordia”, e dettaglio dell’angelo del “San Matteo e l’angelo”. Fonte: Dettagli tratti da immagini da Wikipedia.org

Ad oggi chi si reca all’oratorio di San Lorenzo a Palermo deve accontentarsi di poter ammirare una copia fotografica in hd realizzata da Factum Arte, società specializzata nella creazione di riproduzioni artistiche ad alta risoluzione. Una riproduzione condotta sulla base delle sole due immagini fotografiche a colori note dell’opera di Caravaggio: una foto scattata da Enzo Brai nel 1967, utilizzata da Adam Lowe fondatore di Factum Arte e dalla sua squadra, e un’ulteriore immagine del 1964, conservata presso l’Archivio fotografico Scala.

Quel che è certo è che non si smetterà di ricercare né la verità né il quadro, l’FBI ha infatti inserito “La Natività” nella lista dei furti d’arte più clamorosi di sempre, con un valore di mercato del dipinto che gravita intorno ai 30 milioni di euro e la speranza di ritrovarlo resta il sogno di ogni amante d’arte e non solo.

 

Immagine di copertina Caravaggio, Natività. Fonte Wikipedia.org
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