La forza della natura rinasce nell’olio su tela (128 x 161,9), conosciuto anche come Tigre in una foresta tropicale, realizzato nel 1891 dal francese Henri Rousseau, alias il Doganiere, attualmente esposto presso la National Gallery di Londra.

Dipinto integrale. Fonte: Wikimedia.org

LA STORIA

Il quadro venne esposto nel Salon des Indépendants, una mostra che si tiene ogni anno in Parigi dal 1884 organizzata dalla Societé des artistes indépendants, una libera associazione di artisti indipendenti. Il dipinto è il primo di quelli realizzati dall’artista. Si tratta di un paesaggio tropicale, il Messico, paese in cui Rousseau non si recò mai, ma di cui aveva ascoltato i racconti dai detenuti del carcere di Nantes durante il suo mese di detenzione.

LA SCENA

In quest’opera notiamo una tigre all’interno di una giungla, realizzata con contorni nitidi, molto evidenti, colori accesi ed uniformi, privi di gradazioni. Non c’è profondità, eccetto il cielo cupo. La scena si verifica durante un temporale, percepibile da sottili strisce di acqua piovana e da un fulmine in alto a destra. Per realizzare la tigre l’artista utilizzò un pantografo, utilizzando il disegno di un modello di tigre realizzato dall’artista Eugéne Delacroix che se ne servirà per raffigurare Tigre contro un serpente (1862, Corcoran Gallery of art -Washington Dc). Per la vegetazione Rousseau prenderà spunto dalle piante incontrate durante le sue passeggiate in giardini botanici e zoo.

Particolare della tigre. Fonte: Wikimedia.org

LO STILE

Lo stile di Rousseau, privo di prospettiva, contrasti, luci e proporzioni, venne ribattezzato arte naif, dal francese “ingenuo”, e per questo criticato dagli artisti a lui contemporanei. La particolarità del dipinto è la magia, la forza primordiale della natura e delle creature evocate. La tigre è un predatore feroce che nella simbologia rappresenta coraggio, virilità, forza. Nella cultura greca venne associata a Dionisio, il cui carro era trainato da ben quattro tigri, mentre nel Sud Est asiatico è legata all’iniziazione. Purtroppo il Messico non presenta né tigri, né giungle rigogliose, frutto soltanto della fantasia dell’artista.

Particolare del fulmine. Fonte: Wikimedia.org

LA TEMPESTA

Il vero soggetto non è la tigre bensì il suo movimento, lo scatto felino che le permette di balzare al di sopra del fitto della vegetazione tropicale. L’irruzione, la rottura dell’equilibrio, la scomparsa della tranquillità è la vera protagonista. Il fulmine da inizio alla tempesta e al vento percepibile attraverso il movimento dei rami, che si inclinano verso destra con lunghe foglie pendenti. L’artista, tuttavia, non riesce ad incarnare figurativamente il movimento, ma ciò è solo una sensazione, pura apparenza. Il fulmine, che spaventa il più coraggioso degli animali, scuote lo spirito dell’osservatore. Il sogno fantasioso di Rousseau si trasforma così in realtà.

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