Sono giorni complicati per l’Italia, siamo tutti confinati nelle nostre case abitate da preoccupazione e paure tangibili. Ma ancora una volta Artwave è convinta che si possa alleviare il malessere con l’arte. Allora se è necessario restare chiusi in casa, perché non “entrare” in punta di piedi nei dipinti di Jan Vermeer, il maestro olandese del XVII secolo, il quale dipinse soprattutto scene domestiche e che mai avremmo potuto immaginare potesse suggerirci, dopo quasi quattro secoli, cosa fare nelle nostre case, quando il tempo sembra non passare mai.

VERMEER E LE SUE “FOTOGRAFIE”

Le persone ritratte da Vermeer sono come assorte nelle loro faccende e spesso sono atteggiate come se recitassero una parte e si sistemassero per essere osservate, come in un teatro di posa. Si presuppone che il maestro di Delft usasse la camera oscura per dipingere e l’effetto “fotografico” è senz’altro riuscito. L’artista mette in scena la sua stessa casa che è anche il suo atelier, cambiano i soggetti e gli oggetti disposti a mo’ di natura morta. L’impostazione dei suoi dipinti è sostanzialmente riconoscibile e riconducibile a un’impostazione formale e ad uno stesso impianto stilistico ed architettonico. Immancabili  i brillanti colori tipicamente fiamminghi che catturano l’occhio dello spettatore con i suoi gialli, i rossi e i profondi blu lapislazzulo che Vermeer impastava e sceglieva con cura maniacale fra i pigmenti migliori sul mercato.

LE DONNE E LA MUSICA

Molte le donne ritratte mentre sono intente nelle faccende domestiche come “La Lattaia”, “La merlettatrice”, “Giovane donna con brocca d’acqua”o “Fantesca che porge una lettera alla signora”: questi sono solo alcuni fra i più celebri capolavori di scene di interno borghese tanto amate dal pittore fiammingo, con una luce naturale che penetra dalla finestra posta a sinistra e dà un taglio di luce trasversale alla scena.

Altrettanto celebri sono le coppie impegnate invece a suonare strumenti musicali. La musica era un soggetto frequente nelle opere del Secolo d’oro olandese, quindi non sorprende che la produzione artistica di Vermeer contenga molte raffigurazioni di strumenti e complessi corali. Il tema ricorre in ben dodici opere pittoriche, un numero significativo, considerato che sopravvivono solo trentasei dipinti attribuiti all’artista. Le opere a tema musicale incontravano il gusto dei clienti benestanti di Vermeer, molti dei quali avevano ricevuto un’educazione musicale come parte della formazione tipica dell’alta società.

IL CONCERTO INTERROTTO

Fra questi vi è il dipinto ad olio “Il concerto interrotto”datato dai critici intorno all’anno 1658-59, un piccolo quadro di 39,3 x 44,4 cm conservato nella Frick Collection di New York. Abbiamo notizie del dipinto in diversi cataloghi di commercianti d’arte già a partire da fine Seicento. Sappiamo con certezza che fu acquistato nel 1810, ad un’asta ad Amsterdam, e che quasi un secolo dopo, nel 1901, fu in possesso del mecenate Henry Clay Frick per confluire nella sua collezione d’arte americana.

Jan Vermeer, Il concerto interrotto, 1658-59,  Frick Collection, New York. Fonte: www.Wikipedia.org

Nel dipinto sono presenti un uomo e una donna investiti da un fascio di luce provenienti dall’immancabile finestra sinistra, come un moderno occhio di bue, che lascia il resto della scena in penombra. L’uomo è in piedi e illustra uno spartito alla ragazza seduta vestita con un abito rosso e un bianco copricapo. E’ proprio la donna il fulcro del dipinto, lo spettatore si concentra subito sul suo volto. La dama si volta come distratta da chi osserva il dipinto, come se noi l’avessimo chiamata, disturbata e interrotto la musica del pentagramma, ciò nell’immediatezza di uno sguardo fugace. A guardar bene il pittore ci offre poi tanti altri focus: il blu del vaso sul tavolo, lo strumento musicale di legno che riluce sotto la finestra e sullo sfondo un quadro affisso alla parete, dove si intuisce un piccolo cupido. L’opera, come accade per tutti i dipinti a tema musicale di questo artista, ma dei fiamminghi in generale, cela messaggi nascosti ed allegorici.

INTRIGHI ROMANTICI

La presenza di cupido in secondo piano suggerisce un riferimento a intrighi romantici e spunti che ne suggellano il fascino, insinuando il dubbio che l’osservatore abbia interrotto un momento privato di corteggiamento. Lo sguardo della donna può essere interpretato anche come una vera e propria ammonizione verso lo spettatore. Possiamo quasi azzardare e fantasticare che si possano quasi udire i suoi pensieri: “shhh sto studiando musica con il mio amore”. Ci piace pensare che i lettori di Artwave sappiano cogliere questo messaggio: stare a casa fra i nostri affetti e goderne insieme a tutte le bellezze dalla vita come l’arte, la musica e sopratutto l’amore.

 

Immagine di copertina Jan Vermeer, Il concerto interrotto, 1658-59,  Frick Collection, New York. Fonte: www.Wikipedia.org
Secondary image Jan Vermeer, La lattaia, 1660 circa, Rijksmuseum, Amsterdam. Fonte www.Wikipedia.org
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