Il 27 giugno del 1880 nasceva in Alabama Helen Keller, una donna dalla forza esemplare. Segnata irreversibilmente da una pesante malattia che la colpì a soli diciannove mesi, Helen perse l’uso della vista e quello dell’udito ma nonostante il grave impedimento trovò dentro di sé il coraggio di adoperarsi pienamente nel conferire un’incredibile grandezza alla propria esistenza. Helen si distinse con fare straordinario come scrittrice, insegnante e attivista, si fece valere nella società americana a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Nella propria vita, radicalmente segnata da una tanto grande infermità, Helen rintracciò un enorme potenziale, posto al di là di quel limitante e altissimo muro che le impediva di attingere al primordiale senso comunicativo umano dividendola dal resto del mondo.

I primi anni di vita 

La vicenda di questa donna è anche e soprattutto una vicenda foriera d’amore, inteso nel suo senso più alto e incontaminato, e d’empatia: a soli sette anni, su decisione di sua madre (la quale  rifiutò di lasciarla crescere in un istituto) Helen venne affidata a una giovane insegnante di nome Anne Sullivan, anch’essa parzialmente non vedente. Al fianco della tutrice, Helen vivrà gran parte della sua vita: le due rimasero legate per un periodo di tempo di quasi cinquant’anni, fino al momento della morte di Sullivan, avvenuta nel 1936. La loro storia è diventata un celebre film degli anni ’60: Anna dei miracoli, diretto da Arthur Penn.

Helen Keller e Anne Sullivan. Fonte: britannica.com

Fu “acqua” il primo concetto appreso dalla piccola Helen, che imparò man mano a comprendere la realtà circostante e ad esprimersi grazie alla sua straordinaria  intelligenza e all’ambizione di riscatto, assimilando in breve tempo una fitta schiera di parole, non solo inglesi, ma anche francesi, tedesche, latine e greche. A otto anni, Helen venne iscritta dai suoi genitori alla Perkins School for the Blind, a quattordici alla Wright-Humason School for the Deaf e poi alla Cambridge School of Weston. Il grande traguardo sarà quello della laurea, conseguita con lode all’età di ventiquattro anni al Radcliffe College. Helen Keller è la prima persona non vedente e non udente a portare a termine gli studi universitari, peraltro con ottimi risultati.

Una carriera grandiosa

Il successo di Helen trovò il suo fondamento grazie a un’audace intersezione di interessi e capacità. In quanto scrittrice, diede alle stampe il suo primo romanzo, The story of my life, all’età di ventitré anni: seguiranno undici libri. Il movimento delle Suffragette la condurrà a vestire i panni di attivista politica. Inoltre dedicherà molte delle sue energie alla lotta per i diritti dei disabili, impegnandosi nel potenziamento delle sue doti oratorie e anche di quelle forensi.

Sin da giovane Helen Keller non ebbe timore ad addentrarsi nel Partito Socialista d’America, cimentandosi nella rivendicazione delle condizioni della classe operaia e contribuendo al suo sviluppo. Questo atteggiamento intrepido la espose spesse volte a critiche e giudizi negativi, soprattutto da parte di testate giornalistiche dell’epoca. Helen seppe rispondere sempre con determinazione, consapevole delle proprie capacità.

Helen Keller. Fonte immagine: greelane.com.

Gli ostacoli come motivo di sviluppo

Helen si prodigò fino agli ultimi anni della sua vita nell’aiutare il prossimo, mossa da una forte compassione e da una vitalità incredibile. Nel 1964 ricevette la Medaglia presidenziale della Libertà dal Presidente Johnson, mentre continuava a dedicarsi alla raccolta fondi per la American Foundation for the Blind. Poco prima del suo ottantottesimo compleanno, Helen si spense nel sonno. Il suo ammirevole percorso, colmo di barriere e avversità, è la dimostrazione che i grandi problemi della vita altro non sono che mezzi per far fiorire un potenziale molto spesso invisibile. Oggi è la Helen Keller Foundation ad ereditare il suo esempio e la sua lotta per diffondere i valori da lei incarnati e sviluppare ricerca scientifica e sviluppo educativo per le persone sordo-cieche. 

Sta ad ogni singolo individuo riconoscere nelle difficoltà l’occasione per cambiare, per dare spazio all’unicità di ogni esistenza, per scovare la più profonda, pura felicità. Ed Helen Keller ne è la dimostrazione.

In copertina: un ritratto fotografico di Helen Keller. Fonte immagine: www.hystory.com.
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