A 540 anni esatti dalla nascita, ripercorriamo la straordinaria vicenda di Lucrezia Borgia d’Este, uno dei personaggi femminili più controversi della storia italiana. Il senso di rievocare una figura così famosa e abbondantemente discussa, da sempre circondata da un alone di mistero e sospesa nel mare magnum di aneddoti storici, curiosità e ogni tipo di storie e storielle è quello di fare luce su una nobildonna, molto spesso criticata e bistrattata, che ha avuto tuttavia la capacità di riuscire a segnare più di ogni altra la ricchissima ed enigmatica epoca rinascimentale, lasciando la vita a soli trentanove anni.

Lucrezia, figlia terzogenita del noto cardinale Rodrigo Borgia e di Vannozza Cattanei, venne al mondo a Subiaco il 18 aprile 1480: dodici anni dopo, quando il padre fu eletto papa con il nome di Alessandro VI, numerosi pretendenti si fecero avanti chiedendo la sua mano per assicurarsi la protezione papale. La breve vita di Lucrezia, una donna potente e astuta descritta dalla tradizione come una femme fatale di rara bellezza, dai capelli d’oro e dallo sguardo maliardo, fu segnata da enigmi, intrighi e segreti, e la sua vicenda continua a solleticare la curiosità di studiosi del Rinascimento e non.

Dapprima, all’età di soli tredici anni, venne data in sposa al ventisettenne Giovanni Sforza; poi, annullato il primo matrimonio, fu fatta sposare con Alfonso d’Aragona, per approdare (in seguito all’assassinio di Alfonso ordinato da Cesare Borgia) alla corte estense dove sposò Alfonso I d’Este. Diede vita, nel corso della sua esistenza, a otto figli. Nel libro Lucrezia Borgia, edito da Mondadori, l’autrice del Premio Strega Maria Bellonci restituisce ai lettori un ritratto compiuto e avvincente della nobildonna, offrendo una chiave di lettura umana e fondamentale: la sua unica “colpa”, secondo l’autrice, è quella di essere nata nella famiglia sbagliata.

Dosso Dossi, Lucrezia Borgia, National Gallery of Victoria. Fonte: Wikimedia Commons.

Donna di grande intelligenza, per mezzo delle sue scelte oculate e delle sue capacità, Lucrezia riuscì a inserirsi nel mondo della politica estense ed arrivò a gestire l’amministrazione della corte. Attorno a lei si riunirono letterati, musicisti e poeti: Pietro Bembo, il noto umanista che codificò la lingua italiana nel celeberrimo trattato dal titolo Prose della volgar lingua del 1525, subì fortemente il fascino della bella Lucrezia, e se ne innamorò decantando senza scrupoli il suo amore platonico. Una delle opere principali di Bembo, Gli Asolani, è dedicata proprio a Lucrezia Borgia, la quale accolse con entusiasmo il dono del libro regalando al famoso letterato una ciocca di capelli recisa appositamente per lui, conservata ancora oggi presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano.

C’è chi l’ha sempre vista come una cortigiana dai facili costumi, dissoluta e caduta con facilità nella marea di corruzione del Cinquecento: la celebrazione della nascita offre senza dubbio l’opportunità di tornare a riflettere sull’identità della celeberrima duchessa e sulle varie rappresentazioni che di lei sono state fatte nel corso dei secoli, fino all’Otto e al Novecento (basti pensare a Dumas e Hugo).

Bartolomeo Veneto “Ritratto di Lucrezia Borgia” (1510-1520). Fonte: www.lettera43.it

 

Lo scorso anno, a Modena, presso il Chiostro del Monastero di San Pietro, fu presentato un volume su Lucrezia Borgia apprezzatissimo dalla critica e fortemente consigliato per il suo valore documentaristico e storico, dal titolo Incontrando Lucrezia. Luoghi, persone e vicende della Signora del Rinascimento. Lo studioso Antonio Araldi, in tale occasione, si è occupato di analizzare la figura di Lucrezia Borgia esaminando il periodo di stretta adesione della duchessa alla religione cattolica e l’autrice Roberta Iotti, invece, ha avuto il merito di analizzare l’aspetto più oscuro della figura di Lucrezia. Tra i documentari consigliabili per un approfondimento sulla figura di Lucrezia Borgia, va citato indubbiamente quello di RaiPlay dal titolo Isabella d’Este e Lucrezia Borgia: le Signore del Rinascimento (2018).

In copertina:  Bartolomeo Veneto, “Ritratto di giovane donna in veste di Flora” (1520 circa). Fonte: Wikimedia Commons. Secondary image: Dosso Dossi, “Ritratto di Lucrezia Borgia” (1518 circa). Fonte: Wikimedia Commons.
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