Il villaggio di Thorton nello Yorkshire ha notoriamente dato i natali alle tre sorelle del romanzo inglese, le Brontë Sisters, tre donne scrittrici cullate e cresciute dalla ventosa brughiera inglese, tra collegi, istitutrici, disgrazie familiari e voglia di riscatto. Charlotte, Emily e Anne, presto orfane di madre, hanno consegnato alla letteratura mondiale veri e propri capolavori in prosa, rivelando ognuna un’espressione della parola soggettiva e personale, affine al loro spirito, che fosse selvaggio, indipendente o pacato.

Le tre sorelle Anne, Emily e Charlotte Brontë ritratte dal fratello Patrick Branwell. Fonte: Wikipedia Commons.

Sicuramente ai più i nomi di Emily e Charlotte rimangono maggiormente noti grazie al successo, rispettivamente, di Cime Tempestose e Jane Eyre; nell’ombra per troppo tempo si rivela la figura più silenziosa di Anne, la più piccola, educata, a differenza delle sorelle, a casa e poi seguita da Charlotte. Le romantiche storie di Catherine Earnshaw e Jane Eyre hanno inesorabilmente messo all’angolo la scrittura ironica di romanzi come Agnes Gray e La Signora di Wildfell Hall, le cui protagoniste sono donne che incontrano e affrontano con coraggio le difficoltà di una vita sottoposta a convenzioni e ferrei principi morali. Afferma la critica che la sottostimata opera della più giovane delle Bronte sia una conseguenza del tempismo di due fattori: la pubblicazione successiva a Jane Eyre, e l’inserimento di Agnes Gray in un cofanetto in cui due dei tre volumi venivano occupati dal travolgente Cime Tempestose.

Nella scrittura di Anne, a differenza di quella delle sorelle, prende vita in modo più diretto e vigoroso la voglia di autodefinirsi nonostante tutto, costruendosi un angolo di libertà; la protagonista di La Signora di Wildfell Hall, Helen, abbandona un marito violento e fedigrafo per proteggere lei stessa e suo figlio, re-inventando un’esistenza, in quella che era una vera e propria rivoluzione dei costumi nella rigida società ottocentesca in cui tutto ruotava attorno l’istituzione del matrimonio. La sua rappresentazione dell’amore non è ossessionato e ossessionante, come quello romantico raccontato dalle sorelle: il rapporto affettivo da lei descritto si basa sul rispetto, sull’affinità, sul sostegno reciproco.

Anne, come le sue protagoniste, aveva coraggio e fame di vita, progetti, emozioni, in contrasto con una salute cagionevole che la vita le aveva riservato. Anne, come il suo alter ego Agnes, voleva solo “andare fuori, nel mondo, agire per sé, esercitare le sue qualità nascoste, mettere alla prova le sue potenzialità sconosciute”. Le sue parole si facevano foriere di verità in modo da infondere in chi le riceveva quella morale pacata ma mai cieca o bigotta; non c’è perfezione nel mondo descritto da Anne ma spine, tentazioni e definizioni ragionate e umane di virtù.

Notevole è inoltre la sua produzione poetica, intrisa di candida malinconia e atmosfere gotiche, tra cui spicca la delicatezza di Night, come il racconto delle ore più calme e silenziose si trasformino in un ricordo passato che si fa voce e sospiro, una sfida al tempo e alla morte, oltre le distanze dell’infinito spazio che c’è tra chi ancora vive e chi no:

Night

I love the silent hour of night,
For blissful dreams may then arise,
Revealing to my charmed sight
What may not bless my waking eyes.

And then a voice may meet my ear,
That death has silenced long ago;
And hope and rapture may appear
Instead of solitude and woe.

Cold in the grave for years has lain
The form it was my bliss to see;
And only dreams can bring again,
The darling of my heart to me.

Anne Bronte nel film BBC To Walk Invisible. Fonte: telegraph.co.uk.

La voglia di scoprire il mondo di Anne si spegne a causa della tubercolosi, malattia che ha accompagnato la sua giovinezza fino a consumarla. Di lei rimane un’opera da scoprire e apprezzare attraverso la modernità e la determinazione di eroine tangibili e femministe, la cui emancipazione ha probabilmente offuscato la sua pubblicazione e diffusione, in un Ottocento inglese in cui ancora bisognava firmarsi come un uomo per essere ascoltata.

Immagine di copertina: Caspar David Friederich, Frau vor untergehender Sonne. Fonte: Wikipedia Commons.
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