Fra le pieghe del vento” (Caosfera, 2016) Azzurra Gianotto lo ha scritto a soli 16 anni. Lo ha pubblicato, però, a 23, quando, con la determinazione di chi crede nel proprio sogno, ha trovato finalmente chi lo avrebbe coronato come si deve. E non gratis. Né tantomeno a spese sue.

Con questo romanzo d’esordio ha potuto così dar voce alla sua più grande passione, quella per la scrittura, scoperta quasi per caso fra i banchi di scuola, ma emersa quasi come una sfida: per dimostrare di cosa fosse in grado di fare chi avrebbe dovuto accorgersene più di tutti, la sua professoressa d’italiano, che invece aveva iniziato a dubitare dell’autenticità dei suoi temi per quanto fossero belli.

Riuscire a pubblicare un libro, soprattutto se così giovani, è certamente un grande traguardo. Ma non certo un punto d’arrivo. Per affermarsi di strada ce n’è molta da fare. Anche se le idee continuano a frullarti in testa come ad Azzurra, che, con umiltà e concretezza quasi disarmanti, ci ha raccontato quel “dopo” di cui quasi mai si parla. E la sua voglia di tornare a scrivere.

Courtesy Azzurra Gianotto

 

“Fra le pieghe del vento”: di cosa parla questo tuo primo romanzo?

“Fra le pieghe del vento” parla della storia di Selenia, una ragazza con tante idee in testa e… della sua sciarpa.

In una giornata d’autunno, il vento gliela porta via, anche se, dentro di sé, sa che un giorno tornerà da lei in qualche modo. È una giovane ragazza che ha appena iniziato a lavorare in un ufficio di grafica, dove, per la prima volta dopo la laurea, deve dimostrare quello che sa fare e farsi valere. Tra i colleghi troverà amici, nemici e non solo: troverà anche lui, che, come un “angelo”, le farà brillare gli occhi come nessuno aveva fatto mai.

E poi?

Come finisce? Questo è un bel mistero!

Anche tu sei una giovane ragazza alle prime esperienze dopo la laurea. Ma il libro lo hai scritto addirittura durante il periodo scolastico. Quanto c’è di autobiografico?

Sicuramente lo sono le riflessioni: intime, profonde e vere. Ma Selenia non è Azzurra. Io racconto solo una stagione della sua vita, quella in cui si è scoperta, quella in cui ha creduto in sé stessa ed è diventata la ragazza che è.

Un’ispirazione segno di grande maturità, quella che ti ha permesso di descrivere i sentimenti di una venticinquenne con quasi dieci anni di anticipo rispetto alla tua età anagrafica.

Può essere. Di certo una cosa è incredibile: a 16 anni ho scritto un libro la cui protagonista ne ha 25 ed oggi, alla sua stessa età, mi ritrovo a rivivere la sua storia. Tutto è nuovo anche per me, sono alla ricerca di un lavoro che mi renda felice e ogni giorno devo combattere contro le mie paure mentre imparo a convivere serenamente con me stessa.

Ma come è nato in te questo soggetto?

In realtà non lo so. O meglio, Selenia si è raccontata da sola. Si è servita di me solo per sbocciare dalla mia penna. I pomeriggi, dopo aver fatto i compiti, mi mettevo a scrivere. È stato stupefacente quando sono arrivata alla parola “Fine” e ho sentito che non c’era nient’altro da raccontare su di lei. Era come se da quel punto in poi avesse voluto lasciare tutto al destino. Come se non ci fosse più nulla da sottoporre alla logica, ma solo da vivere.

E la tua voglia di scrivere: quando l’hai scoperta?

Alle superiori mi piaceva molto scrivere i temi e i saggi. Ed è proprio grazie a un tema scolastico che è iniziato tutto. Ci era stata assegnata una scheda libro, ma al momento della consegna la mia professoressa di italiano di allora non riusciva credere che l’avessi scritta io. Mi ha addirittura richiamata, credendo che l’avessi copiata. Allora, un po’ per gioco e per sfida, le ho voluto provare che era tutta opera mia. Così mi sono iscritta ad un concorso di scrittura e, incredibilmente, ho vinto per la sezione racconti. Poi ho iniziato a seguire un laboratorio di scrittura creativa, nel pomeriggio, dopo scuola. È stata un’esperienza bellissima, che mi ha aiutata a esprimermi e, finalmente, a capire la mia passione.

Una passione che hai subito messo in pratica, infatti il romanzo lo hai scritto da giovanissima, a soli 16 anni. È stato difficile unire la scrittura allo studio?

Non è stato difficile conciliare la mia vita scolastica con questo progetto. E sai perché? Scrivere mi piaceva e lo facevo volentieri. Anzi era il mio momento preferito della giornata, in cui riuscivo a liberare i miei pensieri e metterli su carta.

Azzurra Gianotto, Fra le pieghe del vento (Caosfera, 2016)

E trovare un editore, quanto è stato difficile?

Trovare un editore non è stato difficile, lo è stato invece trovarne uno che non fosse a pagamento. Non volevo alcun finanziamento dai miei genitori, volevo fare da me. Così, all’inizio ho deciso di “autopubblicarlo” tramite siti specializzati. Dopo qualche anno, però, ci ho ripensato e ho voluto riprovarci inviando il manoscritto a nuove case editrici. Finalmente allora trovato quella giusta che ha voluto credere in me ed è iniziata la pubblicazione ufficiale. Insomma: mai arrendersi!

Ci sono stati momenti di difficoltà in cui hai pensato di lasciar perdere?

No, questo romanzo dovevo scriverlo e basta, non avevo fretta e nemmeno paura. Era un progetto personale perché avrebbe dovuto essere difficile? È frutto solo della mia inventiva, è stato divertente ed emozionante raccontare la storia della protagonista.

Sicuramente il periodo successivo alla pubblicazione sarà stato il più frenetico: com’è stato poi tornare alla vita “normale”?

Scrivere un libro per me è stata una grande soddisfazione personale: veder realizzare qualcosa di tuo, che desideravi tanto, non può che esserlo, ma è la reazione degli altri quando dici di averlo fatto che è incredibile. Io ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, nulla di speciale. I complimenti mi mettono in imbarazzo e alle presentazioni del libro avevo spesso gli occhi lucidi. Però sono stata felice che in quei momenti ci fosse davvero qualcuno lì presente, ad ascoltare quello che volevo dire. Condividere la mia storia con altri è stata un’esperienza che mi ha dato fiducia e mi ha dato nuova energia e forza per altri progetti.

Ora tu lavori: pensi che sia impossibile per un giovane oggi riuscire a dedicarsi completamente a una propria passione artistica? Prendiamo il tuo caso: sarebbe possibile secondo te riuscire a vivere di scrittura?

Sono una persona concreta, anche se vorrei dire che è possibile vivere delle proprie passioni, ci sono tante circostanze che te lo impediscono. Dipende dalle tue priorità e dagli obiettivi che vuoi raggiungere nella vita.

Courtesy Azzurra Gianotto

La tua passione non l’hai mai abbandonata. continui a scrivere per la rivista “La Chiave di Sophia”: quali sono i temi di cui ti occupi? Cosa ti ispira di più?

In questi anni sto continuando a scrivere di filosofia, un’altra mia grande passione: sono editorialista per la rivista “La Chiave di Sophia” e curo una mia personale rubrica che si intitola “Promemoria filosofico”. Scrivo della verità nelle piccole cose, ricordando che in tutti gli attimi della nostra vita c’è un po’ di filosofia e di luce da svelare.

Ma hai pensato mai a scrivere un nuovo libro?

Certo, è tutto nella mia testa. Ci sono diverse storie che devono e vogliono essere raccontate. Forse sarà per questo che in questi anni continuo ad avere forti episodi di emicrania!

Devo solo trovare il tempo di scriverle e dare voce ai miei personaggi.

 

Immagine in copertina: courtesy Azzurra Gianotto
© riproduzione riservata