Il pensiero dominante

Dolcissimo, possente

dominator di mia profonda mente;

terribile, ma caro

dono del ciel; consorte

ai lùgubri miei giorni,

pensier che innanzi a me sì spesso torni.

Di tua natura arcana

chi non favella? il suo poter fra noi

chi non sentì? Pur sempre

che in dir gli effetti suoi

le umane lingue il sentir proprio sprona,

par novo ad ascoltar ciò ch’ei ragiona.

Come solinga è fatta

la mente mia d’allora

che tu quivi prendesti a far dimora!

Ratto d’intorno intorno al par del lampo

gli altri pensieri miei

tutti si dileguàr. Siccome torre

in solitario campo,

tu stai solo, gigante, in mezzo a lei.

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