Nasce oggi la nuova sezione di Artwave.it dedicata interamente alla poesia, un luogo in cui troveranno spazio poesie edite e inedite di poeti affermati o emergenti.

Perché “Granelli di sabbia”? Il titolo di questa sezione nasce da una delle poesie di Wistawa Szymborska, la poetessa polacca, Premio Nobel per la Letteratura nel 1996: “Vista con granello di sabbia”.

Granello dopo granello vorremmo creare una distesa poetica, un universo in cui poter navigare, perdersi e ritrovarsi perché a volte basta una parola per farci stare meglio, o un verso per comprendere cose, o una poesia intera per sentirci totalmente parte di questo mondo.

Inauguriamo questo spazio proprio con la poesia che dà il titolo alla sezione, con l’augurio che possiate trovare ogni giorno qualche minuto da dedicare a voi stessi, leggendo qualche verso e scoprendo la forza disarmante di una poesia.

 

Vista con granello di sabbia

Lo chiamiamo granello di sabbia.
Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia.
Fa a meno di un nome
generale o individuale,
permanente, temporaneo
scorretto o corretto.

Del nostro sguardo e tocco non gli importa.
Non si sente guardato e toccato.
E che sia caduto sul davanzale
è solo un’avventura nostra, non sua.
Per lui è come cadere su una cosa qualunque,
senza la certezza di essere già caduto
o di cadere ancora.

Dalla finestra c’è una bella vista sul lago,
ma quella vista, lei, non si vede.
Senza colore e senza forma,
senza voce, senza odore e senza dolore
è il suo stare in questo mondo.

Senza fondo è lo stare del fondo del lago
e senza sponde quello delle sponde.
Né bagnato né asciutto quello della sua acqua.
Né al singolare né al plurale quello delle onde,
che mormorano sorde al proprio mormorio
intorno a pietre non piccole, non grandi.
.

E tutto ciò sotto un cielo per natura senza cielo,
ove il sole tramonta senza tramontare affatto
e si nasconde senza nascondersi dietro una nuvola ignara.
Il vento la scompiglia senza altri motivi
che quello di soffiare.

Passa un secondo.
Un altro secondo.
Un terzo secondo.
Tre secondi, però, solo nostri.

Il tempo passò come un messo con una notizia urgente.
Ma è soltanto un paragone nostro.
Inventato il personaggio, fittizia la fretta,
e la notizia non umana.


di Wislawa Szymborska
(traduzione di Pietro Marchesani)

Wisława Szymborska, Kraków, 1984; photograph by Joanna Helander

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