Questa poesia è stata scritta più di un anno fa, in occasione delle manifestazioni di piazza a Bucarest contro la legge ‘salva-corruzione’, portata avanti dal partito socialdemocratico del PSD. La legge prevedeva enormi sconti di pena per i casi di corruzione e abuso di potere. Il decreto, varato nella notte del 31 gennaio 2017 ha suscitato l’ondata di proteste di massa più grande dalla caduta del comunismo nel 1989. È stato un momento molto toccante per Ioana Craciun che ha scritto di getto questa poesia, la quale, proprio per questo, si trova oggi orfana di un titolo.

 

Stasera andrò a dormire con
Una scheggia nel cuore
E macigni negli occhi
E sognerò quella piazza
un Paese più giusto,
che promette e poi mantiene
in cui la Libertà è una boccata d’aria gelida dei Carpazi,
non un gas nervino.
Sognerò un Paese
da cui non dover più fuggire
come fecero i nostri
che persero tutto pur di darci
il pane
Una schiera di occhi giovani, ardenti
di fermezza e spirito, pensiero sordo che scopre
di saper parlare
Gli occhi stremati di chi non dorme più
da un po’
E sognerò di me
in mezzo a loro
A gridare
perché i nostri sogni spezzino
le loro catene.