Or che la mia ombra mi precede
E di inconsulti sentimenti puri
Non sento più di stare alla mercede
Dell’ esistenza si aprono gli scuri:

L’ aurora è punto gelido del giorno
Che tasta il polso e non sa malattia;
Poi, come che il sole scalda torno torno
Il miele arrosta, un cigno vola via.

Ma è con la sera che l’ arte si fa fina:
Ridono i campi, ravviva la collina
Di cicale; e se nel tosco

Non s’ intende l’onesto col losco
Ben poco invero importa alla mattina
Che tace e spiana col suo bacio di brina.

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