Sigaretta n° 11 della giornata.
Soundtrack: Che Sia Benedetta – Fiorella Mannoia


Buonasera lettore,
benvenuto nel momento più intimo della mia giornata: la sigaretta della buonanotte.
La sigaretta della buonanotte è quel lasso di tempo in cui mi confronto con le mie giornate, lascio fluire i pensieri, mi ritrovo avvolto dal fumo dei dubbi e delle domande che magari reprimo durante il giorno.
Non posso farmi garante degli argomenti di cui tratterò in questo blog, potrebbero abbracciare tematiche davvero varie e a volte sconnesse le une dalle altre, perché non mi interessa in fondo inibire i miei stati d’animo, e in questo momento mi permetto di essere davvero me stesso.
Nonostante passi gran parte del mio tempo a contatto con la musica, le mie orecchie sembrano non stancarsi mai e le note sono un sottofondo prezioso che scandisce i secondi tra una boccata e l’altra, aiutando i pensieri ad uscire allo scoperto. Vi renderò partecipi anche di questo all’inizio di ogni articolo.

Francesco Gabbani alla 67° edizione del Festival di Sanremo  (ANSA/CLAUDIO ONORATI)

Ci troviamo nei giorni immediatamente successivi al Festival di Sanremo e il brano che sto ascoltando è sicuramente uno dei più significativi di questa edizione, il secondo classificato, che ha incorniciato il ritorno in grande stile della Mannoia sul palco dell’Ariston: interprete sublime, con un’eleganza invidiabile. Se avesse vinto nessuno avrebbe gridato allo scandalo, e sinceramente nemmeno io.
Ha creato invece una frattura il nome del vincitore, tra chi non si capacita di come sia potuto accadere e chi invece si schiera a favore di un rinnovamento generazionale.
Gabbani è un artista che ha fatto la gavetta, ha portato un pezzo poco convenzionale (pur con grande credibilità) contornato da una serie di elementi che hanno rafforzato il tutto: il balletto, la scimmia ed un video irriverente che sicuramente non guasta.
Nel periodo delle idee, la voce è paradossalmente passata in secondo piano nei canoni discografici e questo fa si che i criteri di valutazione siano vari e non si fermino alla sola canzone. Il concept da presentare abbraccia sempre più ambiti, per questo funziona un artista come Rovazzi (lungi dal volerlo paragonare al vincitore di Sanremo).
Internet rende tutto più fruibile, dà diritto di parola alle masse e concede ad ognuno di noi il diritto di dire la propria. Questo porta a cercare spasmodicamente lo scoop o la notizia dell’ultimo minuto, più che a valorizzare l’arte: “nel bene o nel male, basta che se ne parli”, giusto?
In finale Occidentali’s Karma si focalizza proprio sulla potenza del web: coca dei popoli, oppio dei poveri. Nell’era degli internettologi, il brano di cui cercate il significato con tanta dedizione, fondamentalmente parla proprio di voi che vi cimentate in critiche da discografici quali non siete, sbrodolandovi con paroloni postati sulla vostra bacheca Facebook, quando l’unica cosa che dovreste fare è ascoltare la musica, o al massimo, imparare il balletto.

La sigaretta è spenta nel posacenere.

Buonanotte.

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