Vennero sconfitti, ma fu come se avessero vinto loro. Durò tre giorni la battaglia delle Termopili (480 a. C.), combattuta da un’alleanza di poleis greche, guidata dal re di Sparta, Leonida I, contro l’impero persiano governato da Serse I. I soldati, 299, riuscirono a bloccare, temporaneamente, l’avanzata dell’esercito persiano, composto da oltre 70.000 unità: solo dopo la “soffiata” di un abitante del luogo, Efialte, che rivelò a Serse I una via secondaria per aggirare le linee greche, la strenua resistenza di quel manipolo di eroi fu piegata. I persiani invasero quindi la Beozia per poi entrare in Atene. I greci, con la loro flotta, avrebbero successivamente preso la rivincita contro i rivali nelle battaglie di Salamina e di Platea.

Sia nell’antichità che nei tempi moderni la battaglia delle Termopili ha rappresentato il classico esempio del risultato sorprendente che sovverte ogni pronostico quando a combattere sono soldati i quali, pur clamorosamente inferiori di numero rispetto al nemico, sono motivati dalla fiamma dell’amor di patria. Prima di cadere sul campo di battaglia, quei 299 soldati, arringati da Leonida I, uccisero più di duemila persiani. Il loro disperato gesto eroico valse a rivestire di un imperituro manto di celebrità anche il passo delle Termopili, che altro non era che un semplice tratto di strada angusto e tortuoso, sebbene di valenza strategica.  Per commemorare quei 299 soldati il poeta Simonide compose un epitaffio e in onore di Leonida I fu eretto un monumento. Al momento della partenza, in vista dell’epico scontro con i persiani, Leonida – racconta Plutarco – fu fermato sulla soglia di casa dalla moglie Gorgo che gli chiese che cosa avrebbe dovuto fare se non fosse tornato. “Sposa un brav’uomo e metti al mondo bravi figli”, rispose il re di Sparta, la cui testa, al termine della battaglia, fu conficcata, per volere di Serse I, su un palo. Un’eccezione, questa, che venne a infrangere – tramanda Erodoto – il codice etico militare dei persiani, usi a trattare con sommo onore i valorosi comandanti nemici.

In copertina: una scena del film “300” (2007) diretto da Zack Snyder. Fonte: www.steemit.com.
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