Imperatore del Sacro Romano Impero, Giuseppe II d’Asburgo-Lorena è passato alla storia come l’insigne rappresentante del dispotismo illuminato, ovvero di quella strategia di governo che pur esercitando un potere assoluto, mirava a favorire, pur entro rigorosi limiti, la libera espressione anche nella sfera culturale. Così quando seppe che a Vienna si era trasferito Mozart, già onusto di gloria, cercò subito di valorizzare il suo genio commissionandogli un’opera per il nascente teatro nazionale. Il musicista, che aveva rotto i rapporti con la nativa Salisburgo dove troppi vincoli frenavano e condizionavano la sua ispirazione (pessimi erano i suoi rapporti con l’arcivescovo Colloredo) accettò con entusiasmo la proposta. Sul libretto di Gottlieb Stephanie, Mozart musicò “Il ratto del serraglio”, dove il suo virtuosismo musicale torreggia, fino a raggiungere vette eccelse. Quando fu rappresentata per la prima volta, il 16 luglio 1782, l’opera riscosse una stentorea ovazione: gli attori furono acclamati, Mozart osannato. Poi dietro le quinte, l’imperatore, seguito da un codazzo di dignitari, volle congratularsi con il musicista. E alla presenza anche di belle dame sontuosamente abbigliate, pensò bene di darsi l’aria da intenditore suggerendo a Mozart di “togliere qua e là alcune note” dallo spartito: una volta eseguita questa operazione di bonifica, l’opera, sentenziò la testa coronata, sarebbe stata “perfetta”. Nel dare tale improvvido suggerimento, Giuseppe II cercò l’approvazione degli astanti, tra cui figurava Antonio Salieri (celeberrima la sua invidia per Mozart). Il compositore di Legnago, pur consapevole (chi più di lui!) che quello spartito non era affatto gravato da note superflue, disse di condividere l’opinione dell’imperatore. Ferito nell’orgoglio e visto deprezzato il suo genio, Mozart tuttavia non si scompose, non degnò di uno sguardo Salieri e, rivolgendosi all’imperatore, forgiò, intinta nel vetriolo, una replica impeccabile come la sua musica: “Maestà, mi dica quali note togliere!”.

Martin van Meytens, Cena di nozze fra Giuseppe II e Isabella di Parma, 1763 (dettaglio)

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