Notepads

Impressioni

E i mille palcoscenici della mente di - 22.04.2019

Ho passato la maggior parte del mio tempo a correre, senza sapere esattamente a cosa stavo correndo dietro.

Vedo un arco stagliarsi alla fine di una lunga fila di edifici. La strada è trafficata e il cielo si colora sempre più di blu.

Sono immagini brevi, sfuggevoli, ma lasciano un’impressione che conservo a lungo. Le uso come mete immaginarie, scenari possibili, palcoscenici da riempire.

Potrei essere io, in un’altra città, in un altro periodo, in un’altra vita.

Forse è una corsa disperata, cercando di costruirsi, mentre le situazioni cambiano.

 

BolognaSanLuca

 

L’ombra degli alberi addolcisce la luce del sole sul mio viso. Difficile stare un po’ con sé stessi, ma per un attimo riesco a rallentare.

Riesco a pensare, e dura un secondo, che ho già corso tanto e ho bisogno di ricalibrare il percorso. Scegliere cosa tenere dentro e cosa lasciare fuori. E se c’è una cosa, che sono sicuro di voler tener dentro, forse sono proprio quelle impressioni.

Non so che farci, ma odorano di libertà.

 

 

La libertà che viene dal sognare dolcemente mentre si è distesi su un prato, accanto a un lago fresco e con un libro in mano. La libertà di una sera d’estate, l’aria fragrante, la pelle abbronzata e le ossa stanche.

Possibilità che si ricamano su una tela, che troppo spesso tengo chiusa in qualche remoto angolo della mente. Ma la primavera è arrivata, forse dovrei cominciare a tirarla fuori.

Ci passerò la mano lentamente cercando altre estati e altri edifici. Altre strade in cui espormi o evitare gli sguardi. Altri libri in cui rifugiarmi, altri taccuini da riempire.

 

 

Mi alzo. Ora correre ha un altro sapore. Forse non sto nemmeno correndo.

Credo di essermi fermato in uno di quegli edifici, di aver salito le sue scale anguste e impolverate e di essere arrivato in cima. L’aria è diversa o diversa è la vita stessa. Forse non sono nemmeno più io, ma fra poco sarà notte e le luci risalteranno sullo sfondo scuro.
E non posso che starle a guardare.

 

 

Copyright foto © Alessio De Santis

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