Credo nel movimento. Sono le distanze che copro e le parole che scrivo. I posti che vedo e quelli che lascio. A volte ho bisogno di scappare ma non è mai veramente una fuga. È piuttosto un ritorno. Sono stato lontano da me stesso troppo a lungo e ho bisogno di tornare. Di guardarmi allo specchio e di ritrovare il mio coraggio.

 

Voglio ispirare ma per ispirare ho bisogno di credere, forse a qualcosa più grande di me stesso. Forse mi illudo o forse è parte di me. Guardare ciò che ho di fronte, guardare con sguardo fermo quello che mi aspetta ed affrontarlo. Forse sta in questo, il coraggio. Essere abbastanza coraggiosi da dire ciò che si pensa, abbastanza coraggiosi da poter aspettarsi qualcosa dal domani. Abbastanza coraggiosi da prendere rischi e vedere dove ci portano. Abbastanza coraggiosi da capire che non è siamo quello che ci succede, ma la maniera in cui reagiamo.

 

 

Ed è per questo che dico di credere. Che sia ad un fantomatico domani, che sia al proprio stomaco o alla propria curiosità. Vedo come tutti gli anni in cui non ho ascoltato siano serviti. Perché ho ascoltato me stesso, ho imparato a credere nel mio giudizio.  E ho scoperto che il futuro non è poi così spaventoso se si ha il coraggio di affrontarlo.

 

 

Photo credits: © Alessio De Santis