Ricordo le prime volte, in una caffetteria a Dublino, prendere un cappuccino aspettando che la pioggia fuori smettesse o perlomeno, mi permettesse di uscire senza bagnarmi completamente.

 Ricordo di essermi sentito bene, veramente bene.

Anni dopo, in una caffetteria non so dove, prendo un cappuccino aspettando che la pioggia fuori smetta o perlomeno, mi permetta di uscire senza bagnarmi completamente.

Ma la pioggia non smette e io non mi sento bene allo stesso modo.

Da quella volta a Dublino, ho preso tanti (forse troppi) altri caffe, in tante altre caffetterie. Sempre cercando di sentirmi come quella volta tanti anni fa.

Non ci sono mai riuscito.

Ho avuto momenti di gran lunga migliori, a volte peggiori, ma mai una volta uguali a quelli precedenti. Potrei cercare per tutta Dublino quella stessa caffetteria, ordinare lo stesso cappuccino eppure non avrebbe lo stesso sapore.

Io ero più piccolo, era il mio primo take-away e questo non posso cambiarlo.

Deprimente? Forse. Forse no.

 

Forse mi aiuta a svegliarmi motivato la mattina. Ad assaporare ogni momento.

Ogni piccola cosa.

Forse mi aiuta a non smarrirmi nel passato, a non chiedermi quello che è o quello che sarebbe stato.

Forse mi aiuta a non pensare ma ad agire, alzarmi e cercarne di nuovi di momenti.

Perché se è vero che non ce ne saranno mai due uguali, non è necessariamente vero che non ce ne siano di migliori.

Forse ogni età ha i suoi momenti e belli o brutti che siano, non voglio farmeli scappare. C’è un limite alle storie che posso raccontare. Ma fammi parlare di momenti e potrei anche non fermarmi mai.

 

Mi guardo attorno, e mi dico di farlo con attenzione, perché tutto è un attimo e potrebbe non tornare. Allora scatto nella speranza di fermare, anche se per un solo attimo, un momento, un sorriso, un pezzo di vita.

Foto di ©Alessio De Santis