Il treno da Milano arriva tra mezz’ora, sono in buon’anticipo. Sono più di 8 mesi che non torno in questa stazione, ma non la trovo troppo diversa. C’è la stessa confusione, lo stesso viavai di storie che si incrociano e si perdono nel trambusto della capitale. C’è la stessa confusione, che trovo confortante quando voglio sparire, quando voglio essere anonimo. Entro in libreria, che a questo punto sembra quasi un’oasi di pace, rispetto al trambusto che c’è fuori. Non voglio niente, non cerco niente. Sono qui quasi solo per camminare, per navigare tra gli scaffali e i volumi colorati. Mi sentirò sempre a mio agio in una libreria, penso. Sarò sempre affascinato da queste copertine e da queste storie, penso. Un libro ruba la mia attenzione ma decido di non comprarlo. Il treno arriva e mi dirigo alla banchina.

©Gueorgui Pinkhassov

 

 Ricordo che quel giorno, di librerie ne ho visitate altre tre. E in tutte e tre ho cercato lo stesso libro, che ho deciso di non comprare quella stessa mattina. È l’effetto che mi fa la lettura. Non riesco a staccarmene, è più forte di me. Ricordo quella frase di Umberto Eco che diceva che leggere è come un’immortalità all’indietro, come aver vissuto 5000 anni. Forse spiega perché, anche dopo aver letto decine di libri, io mi senta sempre così quando ne vedo uno nuovo. È come rinascere in un altro corpo, in un altro tempo, in un’altro luogo. Non si tratta soltanto di leggere delle avventure di qualcuno, se la scrittura è buona, sembra quasi di viverle assieme al protagonista. E mi sembra, che leggendo, io aggiunga un pizzico di magia alla mia vita: è come ritornare un po’ bambino. Come tornare a camminare col sole in fronte e le scarpe sporche di fango, per i sentieri che mi hanno accompagnato anni fa, quando da piccolo immaginavo un futuro grandioso per me stesso.

 

 ©Christopher Anderson

Nonostante faccia cose e veda persone alla fine mi ritrovo sempre lì, a sfogliare pagine piene di inchiostro. È che se ho fatto avverare qualche sogno forse è anche perché non ho mai smesso di leggere e mai smesso di crederci un po’ a quei sogni, impressi nella carta. Mai smesso di credere che arrivati alla sera, le cose veramente importanti si contano su una mano. E posso dire con certezza, che la lettura si trova tra quelle.

 

 ©Gueorgui Pinkhassov

 

Photo credits:

©Gueorgui Pinkhassov 

©Christopher Anderson