Sali sull’autobus, mostri il biglietto, trovi un posto a sedere. Apri il Metro, sapendo già che non troverai niente che valga la pena leggere. Ma non riesci proprio a sopportare quei 20 minuti senza intrattenerti in qualche modo. Sfogli distrattamente l’oroscopo, poi posi il giornale e ti guardi attorno. Qualcosa cattura la tua attenzione. Realizzi che questo viaggio è come se l’avessi vissuto in una bolla, senza accorgerti di quello che hai intorno. Allora osservi, osservi e osservi. E ti senti d’un tratto parte di questo carro.

© Ferdinando Scianna

 

 

Cominci a notare espressioni, gesti, particolarità. Sono dettagli, ma dicono molto più di una persona di quanto possano dire mille conversazioni vuote. Il modo in cui quell’uomo inarca le sopracciglia quando legge. Quello in cui quella donna sorride dopo aver ricevuto un messaggio. C’è un ragazzo di fronte a me che è così preso dal suo telefono che non si accorge che qualcuno gli sta parlando. Arrivi in città e se ti capita di essere su un auto a due piani, è come avere una vista privilegiata sul mondo. Puoi cogliere frammenti di conversazioni, espressioni di rabbia, tristezza, felicità. Storie e possibilità che non conoscerai mai. Nodi impossibili da sciogliere. Tutto questo dura non più di un attimo. Il tempo di cogliere un dettaglio e ti ritrovi già in un altra strada, in un’altra vita.

 

 

© Ferdinando Scianna

 

 

L’autobus svolta, si ferma, cambia direzione. Sei ormai in un’autostrada ma non vuoi smettere di meravigliarti. Guardi quel cartello e ti domandi chi ce l’abbia messo. Guardi quella casa in lontananza e ti chiedi chi ci abiti. Guardi le persone attorno a te e pensi a quali storie possano portarsi dentro. Quali desideri, quanti rimpianti? Se una persona guarda cosi intensamente fuori dal finestrino, vuole veramente trovarsi dove si trova ora?  Pensi a questo mondo e a quanto è vasto, diverso. Pensi a quanto la vita possa offrire. Quanta tu ne sia disposto a vivere. Un suono interrompe i tuoi pensieri. Devi scendere, e la magia si spegne. Ricominci a pensare al lavoro, a quante cose hai da fare, a cosa mangiare questa sera e a quanto è maledettamente fastidioso dimenticare di caricare l’Iphone prima di uscire di casa. Rimetti le cuffie e dimentichi velocemente cosa abbia significato, per una manciata di attimi, essere vivo e parte di qualcosa.

 

 

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