A volte ritrovo cose che dimentico di avere. Che dimentico addirittura esistessero. Ritrovo un foglio bianco tra le pagine di un libro, strano che non manchi qualche pezzo, non sembra quasi il mio. Ma scorro tra le righe, riconosco la mia scrittura.

Sono io, che scrivo a me stesso.

Io che ricordo a me stesso delle mie scelte, dei miei valori.

Che bisogno c’è di ricordarli, penso. Poi penso ancora.

 

Ti svegli una mattina.

Ti prepari un caffè, vai per la tua giornata.

Torni a letto, ma c’è qualcosa di sbagliato, qualcosa ti tormenta, non ti fa dormire. Dove hai sbagliato?

Eppure lo sai.

Dove si è cacciato tutto il tempo che hai perso? Tutto il tempo che hai sprecato? Dove sono finite le promesse che ti sei fatto? I buoni propositi? Le scelte?

Quelle stesse scelte che hai scritto in quel foglio di carta sepolto tra le pagine di un libro.

Penso ancora.

Ti svegli una mattina.

Ti prepari un caffè, vai per la tua giornata.

Torni a letto, ma stavolta non c’è niente di sbagliato. Cadi in un sonno profondo, dolce. Sogni persino.

Forse ne ho bisogno. Ho bisogno di ricordarmi delle mie scelte, di quello che sono, di quello che voglio essere. O meglio, di seguirle.

Di farlo fino in fondo, farle mie, sceglierle nonostante le difficoltà, nonostante il desiderio di rinunciare che preme alla porta.

Nonostante il desiderio di scegliere l’altra strada, quella facile.

Perché non esiste un’altra strada. È solo un’illusione, e per quanto possa sembrare reale, resterà comunque un’illusione. Come la felicità che sembra portare.

Ma nessuno ha detto che sarebbe stato facile, giusto?