Il conte Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa nasceva 155 anni fa, il 24 novembre 1864 ad Albi, una città nel sud della Francia da una famiglia aristocratica. A causa di una malattia congenita alle ossa, la sua salute era precaria e alcune rovinose cadute gli provocarono fratture alle gambe che mai si sanarono impedendo il loro sviluppo, condizione che lo costrinse a lunghi periodi di degenza durante i quali l’unico conforto era la passione per il disegno e la pittura.

Henri de Toulouse-Lautrec foto del 1892, Fonte Wikipedia.org

A Parigi compì i suoi studi liceali e conobbe  Maurice Joyant che diventò un famoso fotografo e suo amico per tutta la vita, fondando alla morte dell’artista il museo Lautrec ad Albi, sua città natale. Toulouse-Lautrec frequentò le lezioni in atelier dapprima del pittore accademico Alexandre Cabanel, ma ben presto si trasferì nell’atelier di Léon Bonnat e infine in quello di Fernand Cormon, dove venne in contatto con importantissimi artisti come Emile Bernard, Eugène Lomont, Albert Grenier, Louis Anquetin e Vincent van Gogh. Nel 1884 lasciò ogni legame con gli atelier di Bonnat e fondò un suo atelier trasferendosi a Montmartre, il quartiere più mondano e vivido di Parigi, affollato di locali notturni, café chantant e maisons closes, abitato da artisti, bohémien e prostitute, vivendo egli stesso come un bohémien, con disappunto della sua facoltosa famiglia, trasformando la sua vita in un turbinio di dissolutezza e genio, una vera e propria arena di gioie acrobatiche ed alcolismo. Divenne parte integrante di un mondo vissuto di notte, apprezzato negli ambienti estrosi dei locali notturni, sempre in prima fila a ritrarre dal vero artisti, cantanti, ballerine o semplici avventori. I tratti del suo disegno e poi del pennello sono rapidi, come istantanee fotografiche, egli restituisce con pochi tocchi sprazzi di vita congelati in eccentriche pose. Il tutto senza un gusto giudicante, ritrae la realtà non l’ideale o ciò che è da moralizzare. I suoi soggetti preferiti, accanto agli artisti, ai circensi e alla gente comune divengono ben presto le prostitute delle case di piacere del quartiere del Moulin Rouge. Assurge a cronista della Parigi della belle époque, ne è il promotore con le sue affiche pubblicitarie e invischiato nel caleidoscopico mondo dorato fatto di lustrini, piume, alcool e assenzio.

Ben accetto nelle maison closes ritrae momenti di vita quotidiana delle donne dai capelli tinti di rosso, prostitute di tutte le età che negli interni di salotti di velluto rosso si intrattengono con clienti o li attendono mollemente adagiate su cuscini di seta, con gli sguardi un po’ spenti un po’ annoiati. Molti di questi disegni e dipinti fotografano l’amore proibito, quello privato di un mondo femminile celato agli occhi degli uomini, la parte privata ed intima di una categoria che stentava ad avere una vita privata.

Risale al 1892 la serie di dipinti di prostitute lesbiche colte in attimi di intimità a letto, come le opere: “ bacio”, “il bacio a letto” e i due dipinti chiamati “a letto” che sono anche un esempio della maturità artistica del pittore che passa dal postimpressionismo, al liberty, al giapponismo e mostra di anticipare le tematiche, il linguaggio e la tavolozza dell’espressionismo.

Il tema dell’amore saffico è trattato dall’artista senza alcuna morbosità o volgarità, ma sempre con lucido realismo intimista. Queste opere svelano la verità delle tante prostitute lesbiche che lavoravano nelle case chiuse per nascondere la loro identità sessuale.

In particolare il dipinto “a letto” conservato presso il Museo d’Orsay di Parigi è un emblema di questo mondo celato agli occhi di una frenetica città, di una vita chiassosa che nasconde i veri sentimenti di donne emarginate. L’opera fu realizzata ad olio su cartone montato su legno e misura 54 x 70,5 cm con la predominanza del colore rosso della coperta in contrasto con le tonalità bianco verdastre delle lenzuola stropicciate. A letto vi sono due donne con capelli scomposti, entrambe di profilo con gli occhi e labbra appena dischiusi. E’ l’alba e la loro tenera complicità riempie la stanza, si stanno svegliando insieme e il pittore ferma l’attimo in cui le donne possono ancora godere del loro amore, senza le ingerenze di un mestiere logoro e logorante, per un istante ancora, il corpo appartiene a loro, così come la vita.

Lautrec, a letto, Musee d’Orsay, Fonte Wikipedia.org

Il tratto del pennello è del tutto simile a quello di Degas, di cui Toulouse-Lautrec era un estimatore. Ma all’eleganza raffinata del tratto di Degas, Toulouse-Lautrec sostituisce un tratto più nervoso ed impetuoso, ma che rende le sue immagini più immediate e spontanee, meno pensate volte sul piano della sensibilità interiore.

Questi dipinti di Henri de Toulouse-Lautrec rappresentano pochi secondi di vita vissuta ma rappresentano anche momenti infiniti, dove un bacio e un abbraccio accompagnano lo sguardo dello spettatore attraverso ogni piega del lenzuolo, ogni piega della pelle. L’artista racconta così le storie di persone nascoste, dimenticate o bollate con etichette superficiali, che le relegavano ad un destino di occultamento e ombra.

Lautrec, a letto, particolare, Musee d’Orsay, Fonte Wikipedia.org

Non ci sono moralismi, giudizi, sentimentalismi o abbiette forme di comprensione in questi dipinti, ma solo l’immediatezza di un’immagine rispettosa che cattura un momento, quello più autentico delle prostitute francesi di fine Ottocento, egli stesso diceva della sua pittura: “dipingo le cose come stanno. Io non commento. Io registro”.

Il suo talento si spense troppo presto, l’abuso di alcool e malattie veneree minarono ben presto la sua già precaria salute, lasciando un gran numero di capolavori intrisi di eros come il piacere squallido e claustrofobico delle prostitute nelle case chiuse e di thanatos come una morte precoce, triste epilogo di una vita spinta al limite. Morì nel settembre del 1901 a due mesi dal compiere 37 anni. Muore logorato dagli stessi piaceri che l’avevano anzitempo salvato, lascia una Parigi in trasformazione, proiettata verso il nuovo secolo con i suoi enormi cambiamenti che sarebbero avvenuti di lì a poco.

Immagini di copertina Lautrec, a letto, Musee d’Orsay, Fonte Wikipedia.org
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