Warning: getimagesize(): Filename cannot be empty in /home/icittait/public_html/artwave.it/templates/qhtml5/html/layouts/joomla/content/blog_full_image.php on line 15

Gli abiti ispirati all'arte di Dior fanno rivivere le atmosfere delle creazioni di celebri impressionisti come Monet, Manet, Renoir Degas e Morisot.

Tra tutti i templi greci che possiamo ammirare ai nostri giorni il Partenone è senza dubbio il più maestoso e famoso, ma questo antico tempio dalla perfezione strutturale, e fonte inesauribile di bellezza, non è i l'unico importante monumento dell'antica civilizzazione greca.

I templi dell'Antica Grecia, archetipi delle strutture rinascimentali e contemporanee, sono stati progettati e realizzati da molteplici artisti, che hanno dato sfogo al loro estro architettonico, realizzando monumenti, acropoli e templi famosi in tutto il mondo.

Alcuni di questi sono molto conosciuti, come il Partenone realizzato nel 447 a.C. da Ictino e Callicrate, mentre altri, a volte, sono poco conosciuti a discapito della loro bellezza e della storia impressa nelle pietre con cui sono stati edificati.

L’influenza dell’architettura greca ha attraversato i secoli, ispirando i più famosi architetti, sino ad arrivare ai giorni nostri, tramandando la sua eredità. I calcoli matematici e le proporzioni armoniose su cui si basavano questi edifici sono tutt’ora modelli di riferimento per le strutture contemporanee.

Vediamo alcuni dei più straordinari templi greci giunti fino a noi.

Il tempio greco dell'Eretteo

Rimanendo sempre sull’Acropoli di Atene, più e più volte ricostruita nel corso dei secoli, troviamo un altro tempio, un santuario più precisamente, chiamato Eretteo, dal nome di uno dei primi re mitici della città, costruito intorno al 421 a.C. In questo luogo venivano venerati molteplici dei e antichi eroi e si potevano ammirare i “segni” lasciati dalla folgore di Zeus e dal tridente di Poseidone.

La parte più conosciuta dell’Eretteo è la Loggia delle Cariatidi, sei statue di fanciulle adibite a colonne, vestite con un peplo sottile e un mantello fissato alle spalle che non cela il corpo ma ne evidenzia le rotondità. Paradossalmente, la parola “cariatide” indica una donna anziana.

Nel complesso dell'Acropoli di Atene è possibile ammirare alcuni dei più meravigliosi templi greci (fonte: wikimedia commons)
Nel complesso dell'Acropoli di Atene è possibile ammirare alcuni dei più meravigliosi templi greci (fonte: wikimedia commons)

Il tempio greco dedicato ad Atena Aphaia sull’isola di Egina

Spostandoci sull’isola di Egina, nel Golfo Saronico, troviamo un antichissimo tempio dedicato ad Atena Aphaia, datato VI secolo a.C. Nel tempio, di ordine dorico, troviamo i primi accorgimenti e correzioni ottiche studiate per alleggerire la pesantezza che trasmetteva la struttura.
Tutto l’alzato era animato da una vivace policromia, prevalentemente rosso e blu.

La parte più importante di questo tempio è sicuramente la decorazione dei frontoni, famosissimi, che raffigurano episodi della Guerra di Troia: la differenza stilistica tra il frontone orientale (più arcaicizzante) e quello occidentale (più innovativo) è ancora motivo di dibattito tra gli storici dell’arte.

Il tempio greco di Zeus ad Olimpia

Ormai completamente distrutto, il Tempio di Zeus ad Olimpia, è ancora oggi uno dei siti archeologici più ricchi di fascino e storia. La località infatti era legata ai giochi olimpici che, dal 776 a.C. in poi, si sono svolti ogni quattro anni.

La leggenda vuole che le gare furono istituite da Ercole in persona in onore del mitico re Pelope che aveva sconfitto suo suocero Enomao in una gara di corsa della quadriga. Quest’ultima leggenda è riportata, con sculture a tutto tondo, sul frontone est del tempio.
Dalla parte opposta troviamo invece la Centauromachia, la mitica lotta tra i Lapiti e i Centauri.

Il tempio greco di Apollo a Bassai

Unico nel suo genere, il tempio di Apollo a Bassai, in Arcadia, è anch’esso attribuito a Ictino e Callicrate, che in questa struttura hanno sperimentato una nuova divisione dello spazio.

Passato il pronao troviamo la cella o naos che viene separato dall’adyton, area riservata ai sacerdoti, da una sola colonna centrale che presenta un capitello corinzio a foglie d’acanto. L’opistodomo, invece, era l’area dove si conservavano i tesori e le donazioni auree per il tempio.



Salvatore Scapini
Salvatore Scapini

Editor della sezione cultura

Docente e amante della cultura rinascimentale, ho scelto di collaborare a questo progetto per uscire dalla mia zona di comfort. Non avevo mai scritto per un giornale online.