C’è chi lo odia e chi lo adora. C’è chi storce il naso non appena vede in TV un suo film e chi prenderebbe di corsa un sacchetto di pop corn per godersi la visione. Inconfondibile quella sua camminata molleggiata da “piacione de noantri”, tanto quanto quel sorriso sornione che subito può trasformarsi in teatrale drammaticità “paracula”. Insomma Alberto Sordi è forse il simbolo italiano più famoso dopo la pizza!

Alberto Sordi - Photo Credit: Reporters Associati & Archivi Srl

Alberto Sordi nel giardino della sua villa a Roma durante un’intervista, 1974

E in fondo chi non lo sopporta, lo sa che il motivo del suo disprezzo è solo uno: Albertone ha evidenziato e messo sotto il naso di tutti la piccolezza dell’italiano medio. Tutto ciò che di gretto, miserabile ma bonaccione c’è nell’italiano, lui lo ha rappresentato. Quell’arrivismo spicciolo e sempliciotto di chi si sente più furbo di tutti ma che, alla fine, si rivela un “poraccio“, per usare il suo gergo da borgata. Quindi chi lo disprezza, in fondo non sta facendo altro che disprezzare se stesso.

Mentre chi lo ama lo ha sempre visto per quello che è, ovvero il grande caratterista, il gigante della commedia all’italiana.

Photo Credit: Altre Storie

La locandina del film – Photo Credit: Altre Storie

Quest’anno ricorre il centenario della sua nascita e per l’occasione il cinema lo omaggia con un evento straordinario. Solo il 24, 25 e 26 febbraio arriva sul grande schermo Permette? Alberto Sordi, un film imperdibile per la regia di Luca Manfredi con Edoardo Pesce nei difficili abiti del mattatore romano. Il film ripercorre gli esordi, le amicizie, gli amori e tanti aneddoti degli anni del debutto nel mondo dello spettacolo e andrà in onda prossimamente su Rai 1.

Inoltre verrà inaugurata il 16 settembre una mostra-omaggio, dal titolo Il Centenario – Alberto Sordi 1920 – 2020. Prevista a gennaio e rimandata a causa del lockdown seguito all’epidemia fin Covid-19, la mostra sarà fruibile dal 16 settembre 2020 al 31 gennaio 2021. Sarà possibile entrare nella famosissima Villa romana dell’attore, mai prima d’ora aperta al pubblico, per celebrare il grande artista.

Alberto Sordi - Photo Credit: Reporters Associati & Archivi Srl

La villa di Alberto Sordi vista dall’esterno nel 1959. Archivio storico Luce.

La leggendaria Villa di Alberto Sordi, progettata negli anni ’30 dall’architetto Clemente Busiri Vici, è immersa nel verde di Caracalla e si affaccia, anche se nascosta, su piazzale Numa Pompilio. Uno scenario eccezionale che permetterà di immergersi nella vita quotidiana di un attore tanto esuberante al cinema quanto poco conosciuto nel privato.

“È una grande festa quella che Roma ha voluto dedicare ad Alberto Sordi in occasione del centenario della sua nascita. Per la prima volta l’abitazione dell’attore, una meravigliosa villa degli anni 30 dove Alberto ha vissuto e dove viene conservata la sua storia di uomo e di artista, verrà aperta al pubblico. Una villa che fa parte del patrimonio storico della città e che, grazie all’impegno e alla volontà di Aurelia Sordi, è stata trasformata in mezzo prezioso per la diffusione e la promozione della cultura” – Virginia Raggi

L’esposizione, che non ha precedenti, si snoderà tra i vari ambienti della casa e del giardino per illustrare la lunga carriera e la vita di Alberto Sordi attraverso documenti inediti, oggetti, abiti, fotografie, video, curiosità. Oltre alla Villa, il Teatro dei Dioscuri ospiterà una seconda sezione con un importante focus su Storia di un italiano, il programma TV degli anni ’70, a cui  l’Albertone nazionale era particolarmente affezionato.

Alberto Sordi - Photo Credit: Reporters Associati & Archivi Srl

Alberto Sordi in casa con i suoi cani. 26.11.1955

Questa mostra monumentale si prefigura, dunque, come un’esperienza immersiva e totalizzante. Un viaggio spettacolare alla scoperta dell’artista e dell’uomo, un ritratto completo in tutti i suoi risvolti e le possibili sfaccettature. Un racconto che lascia emergere il contributo unico e insostituibile che ci ha lasciato in eredità.

Sordi è entrato a gamba tesa nella memoria collettiva, attentissimo come era all’evoluzione della società da cui traeva ispirazione per le storie e i personaggi da portare sullo schermo. Ci ha confezionato il ritratto di un’epoca e restituito la storia del nostro paese dagli anni a cavallo della seconda guerra mondiale fino al boom economico e agli anni ’60. I suoi film e i suoi personaggi sono lo specchio della società dell’epoca raccontata con sottile ironia che riesce a cogliere, con profonda leggerezza ma anche ferocia, voli e cadute, speranze e delusioni, altezze e miserie umane, con uno sguardo sempre arguto e geniale.

Vi lasciamo con le splendide parole che Vincenzo Mollica ha dedicato al suo “compagnuccio della parrocchietta”.

“Il volto di “Alberto Sordi” narra l’avventura umana.
Nel suo cuore balla l’anima del mondo.
Nella sua casa che ora viene rivelata, convivono risate e malinconia e tutto si fa magia come se fosse l’androne del mago.
Federico Fellini diceva che i comici sono benefattori dell’umanità.
Sordi lo è stato fin da quando è nato e lo è ancora oggi e per me non se ne è mai andato.
Campagnuccio della parrocchietta Sordi sempre sia lodato!”

Nel suo cuore balla l’anima del mondo. 

 

La mostra:

Dove:

Villa di Alberto Sordi, Piazzale Numa Pompilio, Roma
Teatro dei Dioscuri al Quirinale, Via Piacenza 1 Roma

Quando: 16 settembre 2020 – 31 gennaio 2021

Informazioni:
06.85353031 | info@centenarioalbertosordi.it

La mostra promossa da Fondazione Museo Alberto Sordi, con Roma Capitale e con Regione Lazio. Con il riconoscimento del MIBACT Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio. Con il patrocinio di SIAE, con il sostegno di Luce Cinecittà, Acea, Banca Generali Private e con la collaborazione di Rai Teche. È curata da Alessandro Nicosia con Vincenzo Mollica e Gloria Satta, prodotta e organizzata da C. O. R. Creare Organizzare Realizzare.

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