L’Arena del Mare si trova proprio in fondo al molo dei Magazzini del Cotone, nell’aerea del Porto Antico di Genova. Durante l’anno qui c’è una delle piazze più suggestive della Superba, affacciata sul mare e con una vista mozzafiato sulla città e le alture che la sovrastano e sulle quali si inerpicano i quartieri. In estate, invece, nasce qui uno spazio inimitabile, che ospita ormai da tempo il Goa Boa Festival: l’Arena ha come sfondo l’acqua del porto più importante d’Italia e offre un scorci unici al pubblico che si riunisce qui per assistere ai concerti di artisti come Calcutta, Gazzelle, Max Gazzè (vi rimandiamo alla line-up completa qui).

Mercoledì 17 luglio è una giornata calda, ma non opprimente: insomma, non c’è la macaia genovese che spesso rende le temperature insopportabili ed il clima è ideale per un concerto all’aperto. Arriviamo all’Arena del Mare dopo aver partecipato ad una chiacchierata “top secret” con i Fast Animals and Slow Kids organizzata dai ragazzi e le ragazze del Buridda, uno storico centro sociale genovese. Qui Aimone Romizi e soci hanno raccontato il nuovo disco Animali Notturni uscito lo scorso maggio, che ha segnato un’evoluzione nella carriera della band umbra (anzi, perugina) che abbiamo avuto modo di testimoniare anche durante il live del quale parleremo più avanti. Il sole comincia ad avvicinarsi all’orizzonte e i colori stanno diventando sbilanciati sui toni caldi quando varchiamo l’ingresso nella piazza, e dopo qualche istante ci accorgiamo che la musica che sentiamo in sottofondo non è diffusa dalle casse ma proviene dalle nostre spalle: il primo live è già iniziato sul secondo palco, più piccolo, posizionato esattamente a specchio del main stage. Le Ophelya addolciscono il tramonto con il loro pop ricercato, cantato in inglese e dalle sfumature vagamente r’n’b. Sono giovani e si sente, ma questo non è un discrimine quando c’è – come in questo caso – la qualità e l’intraprendenza. Il palco “grande” dell’Arena del Mare è in effetti grande, molto grande. Così tanto che, quando ci sale, Giungla sembra quasi invisibile in mezzo a tutti gli allestimenti delle band che la seguiranno. Appena parte la drum machine, però, viene giù tutto: un carro armato, un bulldozer, chiamiamolo come vogliamo, ma il live di Emanuela Drei va dritto al punto e coinvolge il pubblico che è ancora pochino e un po’ distratto in attesa degli headliners di serata. Ecco, se c’è un piccolo peccato in una formula come quella del Goa Boa è quello di richiamare il pubblico principalmente grazie a nomi di spessore, lasciando di conseguenza gli altri artisti in un contorno un po’ trascurato. Poco male, però: sia Giungla che le I’m Not a Blonde (loro sul secondo palco) suonano alla grande e propongono musica di qualità.

Giorgio Canali non ha bisogno di tante presentazioni. E infatti sale sul palco: un po’ciondolante, la figura esile ma resistente e coi suoi Rossofuoco dà inizio alle danze. Il suo è uno show grezzo, schietto, che va dritto al punto senza tanti fronzoli. Una quarantina di minuti di canzoni di merda – come dice lui, ma in molti non sono d’accordo – suonate e cantate dritto per dritto, tra un sorso di bloody mary ed un altro. Intanto il sole è definitivamente scomparso, anche se la luce avvolge ancora le cose. Un salto al bar e qualche chiacchiera ingannano il tempo nell’attesa che salga sul palco Rancore, per il quale in molti già fremono sotto al palco. Il rapper romano è quello, tra gli artisti in line up, ad avere il pubblico più identificabile: magliette e gadget sono numerosi e caricano il concerto di molte aspettative. Lo show è molto ben studiato in ogni dettaglio ed è a tutti gli effetti una data del tour di supporto a Musica Per Bambini, l’ultimo disco uscito a giugno. Suona dal vivo l’Orqestra formata da Jano, Meiden e Giorgio Gallo, accompagnando le rime del rapper che quest’anno ha raggiunto una grande popolarità anche grazie alla partecipazione a Sanremo. Il pubblico è partecipe, sullo sfondo scivolano lenti grandi traghetti che partono dal porto di Genova, l’aria si è rinfrescata e la serata sta per giungere al suo apice.

Rancore

Il palco si libera, lasciando soltanto l’allestimento pensato per il tour di Animali Notturni. Inizia il concerto dei Fast Animals and Slow Kids, che aprono con l’ultimo singolo “Radio radio” e la piazza si unisce ad Aimone urlando a squarciagola i versi di questa come delle canzoni che seguono. La capacità del frontman dei FASK a coinvolgere la platea è rinomata, ma egli ha un bel da fare per trasmettere lo spirito libero e liberatorio dei loro live ad una buona metà di pubblico di fatto neofita, che è alla prima esperienza ad un concerto dei Fast Animals. Dato, questo, ricavato dallo stesso Aimone grazie ad un sondaggio improvvisato per alzata di mano utile anche per riuscire ad unire il più possibile due generazioni di fan: una storica e che proviene dai live nei club e dal pogo selvaggio, un’altra più recente andata consolidandosi con gli ultimi due dischi un po’più – mettiamo molte virgolette – “”pop””.

Fast Animals And Slow Kids

In realtà, comunque, lo spirito dei FASK è sempre quello e la loro verve rimane inattaccabile: possono cambiare la forma, lo scenario, i temi, ma rimangono i soliti amici che parlano della loro realtà e non hanno pretesa alcuna di insegnare niente a nessuno. Proprio per questo piacciono, proprio per questo non sarà un nuovo disco meno incazzato a cambiare qualcosa, anzi: il concerto al Goa Boa ha dimostrato ampiamente che il pubblico sta aumentando insieme alla loro crescita artistica. In fondo, e lo dicevano nella chiacchierata del pomeriggio, chi fa arte vuole arrivare a più persone possibile. E forse puoi permetterti di farlo solo quando sei diventato, come loro, credibile e non hai bisogno di sacrificare niente per questo obiettivo.

La serata al Goa Boa finisce con un dj set e qualche danza, mentre l’Arena del Mare si svuota e si prepara ad altre serate piene di gente e musica a due passi dal mare. Qui trovate il programma delle prossime date!

 

Le foto di questo articolo sono di Elisa Rossi©
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