Il Mundi Festival, dopo l’incredibile successo della prima edizione che ha visto 1500 partecipanti, due serate musicali, otto artisti dal mondo, due mostre, otto proiezioni, tre presentazioni di libri, due workshop, è pronto alla seconda edizione.

Nella corte del Castello di Federico II a Sannicandro si terrà una esposizione collettiva intitolata “l’Ultima Spiaggia” per esplorare la definizione liquida ed inafferrabile del mare del sud, tra ecologia, identità e migrazioni.

Il tema del Festival infatti è proprio il mare. Il mare come luogo d’incontro tra culture, come punto di scambio di merci, come luogo da salvare dal crescente inquinamento che divora giorno dopo giorno la sua bellezza e salubrità. Il mare è anche un luogo apparentemente di nessuno eppure al tempo stesso di ognuno di noi. Mare che non conosce alcuna legge se non la propria, quella del soccorso.

Questo è lo spirito che anima il Mundi Festival, con un programma ricco di arte, musica, cinema, workshop ed Incontri.

Fonte Giuseppe Amapani e Piero Percoco

Scopo principale del Mundi Festival e della sua progettazione è quello di aggregare e non dividere, di unire e non separare, concetti che, sia pur nella loro semplicità, di questi tempi possono apparire più che rivoluzionari. Il Mundi Festival offre un luogo fisico, una piattaforma per l’incontro tra discipline, culture e territori; creare segni tangibili, artistici e solidali di connessione tra il Sud del Mondo.

È proprio questa idea di condivisione e connessione che fa da base al festival che nasce proprio in collaborazione con l’associazione Meridians Onlus, impegnata nella realizzazione e nel consolidamento di un centro dialisi e di un laboratorio di immunopatologia renale nell’ospedale universitario di Mbarara, in Uganda. Onlus che si occupa altresì della formazione professionale di medici, infermieri e tecnici in collaborazione con la Scuola di Medicina del Policlinico di Bari e degli Ospedali Riuniti di Foggia. Come per la passata edizione, i proventi del MUNDI verranno devoluti a questo progetto di solidarietà, segno tangibile della cooperazione pugliese allo sviluppo.

L’evento sarà inaugurato dall’allestimento in presa diretta di un’istallazione multimediale di dimensioni davvero monumentali tanto che si estenderà sull’intera superficie della piazza antistante al complesso federiciano, dal nome “le chant de l’exile”, riprendendo l’omonima opera del poeta congolese Kama Kamanda e realizzata ad hoc dallo studio di progettazione creativa Folklore Elettrico in collaborazione con il grafico Jime Ghirlandi, il sound designer Marco Malasomma e il designer Fabio Stasi.

Sarà un vero e proprio omaggio al mare e più precisamente a chi è costretto ad imbattersi nelle sue leggi. Un omaggio a migliaia di uomini e donne che ogni anno lo affrontano nella speranza di ottenere un futuro migliore sulla sponda settentrionale del Mediterraneo.

Fonte Giuseppe Amapani e Piero Percoco

“L’Ultima Spiaggia”

La mostra collettiva “l’Ultima Spiaggia” si concentra sulle potenzialità espressive della tecnica fotografica, declinata nelle sue forme più varie, complicando il gioco e rendendo i materiali reperiti sulle spiagge l’unico soggetto per l’intera esposizione. L’Ultima Spiaggia non accusa ma offre soluzioni: mette a paragone non tanto le riflessioni inerenti al tema dell’inquinamento, quanto le soluzioni compositive ed estetiche che da esso possono derivare. Interpellando personalità artistiche dalle esperienze e dai linguaggi contrastanti, Balázs Csizik, Paolo Moretti e Nicolò Tauro, l’Ultima spiaggia crea un confronto tra la fotografia suprematista di Csizik, la poetica descrittiva e malinconica di Moretti e il pop macabro di Tauro.

Infatti, Balázs Csizik fotografo professionista e lettore presso la Budapest University of Technology and Economics, dove si è specializzato in Visual Communication, già presente alla prima edizione del Mundi festival dopo numerose partecipazioni tra Budapest, Shanghai, Vienna, Pechino; sarà ospite del festival tenendo anche un workshop in collaborazione con la scuola di fotografia e filmmaking Spaziotempo.

La sua serie waste supremarism è ispirata alle geometrie dell’arte suprematista con le quali l’artista eleva e condanna la spazzatura del Mare ad elemento d’arte attuando delle composizioni formali estremamente ragionate.

Paolo Moretti nativo di Monopoli, il mare lo conosce bene e sa che al contrario di quello che qualcuno tenta di farci credere, non si tratta di un confine ma piuttosto di una via che porta ovunque. Con la serie coast to coast è facile rendersene conto anche solo osservando i rifiuti portati in riva dalla corrente. Al festival tenterà di mostrare la realtà delle cose, partendo dai minimi dettagli spingendo l’osservatore a guardare in faccia la realtà. Vi saranno degli enormi pannelli luminosi dell’artista che ritraggono questi viaggiatori inalterabili portandoli a confronto con i luoghi in cui approdano.

Ultimo ma non ultimo Nicolò Tauro, anche lui monopolitano, con la grinta pop della serie mare moriens approfondisce l’impatto dell’inquinamento sulla fauna marina. Le sue composizioni materiche, a tratti ironiche, a tratti macabre, diventano fotografie per un motivo semplice: essere sottratte all’inevitabile decomposizione. In questo modo pesci, crostacei, tubetti di plastica e sacchetti danno vita ad improbabili nuove specie ittiche e diventano spunto di riflessione sull’alterazione della biodiversità marina derivante dall’attività dell’uomo.

Il Mundi Festival si presenta un evento davvero imperdibile, sia per il senso che le anima sia per i temi di riflessione proposti, in un momento storico, in cui, di riflettere, ce n’è davvero tanto bisogno.

(Fonte immagine di copertina Giuseppe Amapani e Piero Percoco)

Dettagli evento

Luogo:
Castello Normanno Svevo, Sannicandro di Bari
Date:
31/05/2019 - 2/06/2019
© riproduzione riservata