Piccola e apparentemente in precario equilibrio, lo sperone di roccia sul quale si erge lo storico borgo di Calcata incanta già dal primo sguardo. Ormai disabitata e poco frequentata dagli originari abitanti, la rocca è una perla del territorio laziale che costituisce un alter ego inanimato di Calcata Nuova. Quest’ultima, centro cittadino popolato tanto da storici abitanti del borgo, quanto da nuovi inquilini, ha sostituito il suo predecessore. Cisterne misteriose, scorci romantici e artigianato locale: vi parliamo di Calcata, perla senza tempo del Viterbese.

Complice la montagna di tufo su cui è stata costruita, Calcata è un dedalo di vicoli che si inerpicano tra le piccole case di pietra dall’aria accogliente. Ogni singolo masso incastonato tra gli altri trasuda un’avvolgente sensazione di tradizione genuina e famigliare, complici le decine di botteghe artigiane, non sempre facilmente identificabili, che si affacciano timide sulle stradine. Ogni angolo rappresenta un invito a procedere, ad esplorare, a salutare chi si incontra per la strada. Ogni scorcio invoglia ad affacciarsi, a curiosare, a rimanere senza fiato davanti alla distesa di alberi ai piedi del rilievo.

Botteghe, forni e ristoranti

La chiesa del Santissimo nome di Gesù del XIV secolo affaccia sulla piazzetta principale, al centro della quale una fontanella e due grandi poltrone di pietra movimentano la scena. Un antico forno vende dolci di ogni genere, un’artigiana non originaria del luogo ma che nel tempo ha fatto di Calcata il proprio laboratorio, espone le proprie creazioni, una giovane coppia gestisce un eclettico negozietto vintage. Verso metà mattinata iniziano ad accendersi le luci dei ristoranti, che espongono all’esterno menù, ricette ed eloquenti messaggi che invitano ad entrare. Il proprietario di un’azienda agricola della zona invita i passanti ad assaggiare i prodotti della propria terra. Impossibile non trovare il Museo della Civiltà Contadina, indicato e pubblicizzato in tutto il borgo: costituisce un’ottima occasione per approfondire la cultura del luogo.

Foto di: Francesca Maria De Matteis

Cisterne nascoste

Armatevi di una torcia e scarpe comode, perché a Calcata, se si cerca bene, ci si può imbattere in un’antica cisterna. Nascoste al piano inferiore di botteghe e laboratori artigiani, scavate nel tufo e liberamente esplorabili, questi spazi sotterranei dall’odore ancestrale, dietro al loro aspetto spoglio e apparentemente poco accogliente, testimoniano un passato privo delle comodità tecnologiche recenti. Oggi come allora, le cisterne mantengono costante la temperatura dell’aria al loro interno, rappresentando un luogo fresco d’estate e tiepido d’inverno.

Interno di una cisterna, Calcata.
Foto di: Francesca Maria De Matteis

Storia

Citata nell’Ulysse di James Joyce e nel celebre romanzo di Josè Saramago Il vangelo secondo Gesù Cristo, Calcata sorge su una montagna di tufo, alle cui pendici rimbomba il corso del fiume Treja. Siamo a circa 45 chilometri da Viterbo e si narra che proprio a Calcata, nella prima metà del XVI secolo, fu catturato uno dei Lanzichenecchi. Era il 1527, lo stesso anno del Sacco di Roma, evento al quale costui prese parte, in quanto mercenario arruolato nell’esercito del Sacro Romano Impero Germanico.

Come arrivare

In meno di un’ora di macchina, partendo da Roma e percorrendo la Cassia bis, si arriva in prossimità della rocca sulla quale sorge Calcata vecchia. Attraversare l’entroterra laziale, in una limpida mattina soleggiata, abbandonando la soffocante frenesia urbana, aiuta ad entrare nello stato d’animo migliore per godersi al meglio la classica gita fuori porta domenicale. Un breve tratto di strada a serpentina conduce a diversi parcheggi, collegati da un agevole sentiero all’ingresso del borgo. Le aree di sosta sono quasi tutte a pagamento, ad eccezione di una prima zona con una decina di posti con le strisce blu. Arrivare la mattina presto, seppur non necessario ai fini della visita di Calcata, vi permetterà di non dover pagare il parcheggio.

Consigli

Il piccolo borgo, ormai disabitato, si popola, durante le feste, di una spensierata e allegra folla di turisti, curiosi e avventurieri, in solitaria, in sella a una bici o con la famiglia. Calcata, eccellente occasione di svago in tutti i periodi dell’anno, si presta a una tranquilla passeggiata di poche ore, a prescindere dalla temperatura atmosferica. La sua vera delizia, però, sta nel perdersi in chiacchiere con gli artigiani del luogo, con i proprietari di aziende agricole venuti a vendere i propri prodotti, con i nostalgici che periodicamente tornano sui propri passi. Prendetevi, quindi, del tempo per passeggiare senza una meta precisa, ammirare la sapiente arte dei bottegai, assaggiare le specialità della zona, curiosare tra i vicoli e dietro gli angoli più nascosti. Calcata, come molti altri borghi laziali, si presta come una tranquilla meta per una domenica all’insegna della tradizione.

Passetto del Bacio, Calcata
Foto di: Francesca Maria De Matteis

Non pensateci troppo: mettetevi in macchina e partite. Esplorate, chiedete, assaggiate e riempitevi gli occhi di bellezza, ma soprattutto, non lasciate Calcata prima di aver trovato e attraversato il dolcissimo Passetto del Bacio!

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