Aver avuto la possibilità di visitarla in pieno inverno e leggermente innevata, nonostante il freddo, ci ha permesso di assaporarla con tutta la sua magia. Raccontarla per intero sarebbe impossibile, ragion per cui ci concentriamo sui simboli della città da poter scoprire anche con pochi giorni di viaggio a disposizione.

Punto centrale della città, da cui è poi possibile intraprendere qualsiasi itinerario, è senza ombra di dubbio la regina di tutte le piazze europee: la Grand Place. Trovarsi esattamente al centro della piazza dorata, girare su sé stessi e perdersi tra quegli immensi palazzi reali dorati dovrebbe essere un rituale quotidiano per tutti i visitatori. Non a caso nel 1998 è stata inserita nella lista del patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Nonostante il “bombardamento di Bruxelles” da parte delle truppe francesi nel 1695, che ha gravemente colpito l’originaria piazza, oggi questa continua a mostrarsi in tutto il suo splendore. Si salvarono dall’attacco la facciata del Municipio con la sua torre, e la Maison du Roi, oggi divenuta polo museale. La piazza, grazie alle varie corporazioni, fu costruita in meno di quattro anni. Circondano, altresì, la piazza la Maison des Ducs de Brabant, complesso architettonico neoclassico con radici stilistiche fiamminghe, composto dalle sei case della gilda; Le Pigeon, la casa in cui visse Victor Hugo nel 1852 durante il suo esilio in Belgio, nonché Le Renard, Le Cornet e Le Roy d´Espagne, sedi della Gilda.

Addentrandosi tra i vicoli della piazza, imperdibile è la visita al simbolo indiscusso della città: il Manneken Pis.

Si tratta di una statuina originariamente in pietra del 1388, di circa 50 centimetri, che raffigura un bimbo nudo, che urina dall’alto di una fontana. Dopo vari tentativi di furto, fu collocata, una copia in bronzo della statua originale in pietra, realizzata nel 1619 da Jérôme Duquesnoy, artista belga dell’epoca.  L’attuale statua è una copia che risale al 1965, mentre l’originale è conservato nel Museo della Città. La statua incarna il loro senso dell’umorismo e la loro apertura mentale.

Ne esistono riproduzioni di ogni tipo e in qualsiasi contesto. Diverse sono le leggende: secondo alcuni spense una fiamma urinandoci sopra, salvando così la città da un incendio; secondo altri durante la battaglia di Ransbeke, il figlio di Godofredo di Lorena, appeso nella sua culla sui rami di un albero, uscì dalla culla e urinò. È talmente tanta l’importanza della statuetta che nel 1698 un governatore avviò la tradizione di vestirlo, regalandogli la sua prima tunica, il primo dei 650 vestiti che gli regalarono i presidenti del governo in visita a Bruxelles. Nei vari momenti dell’anno il Comune di Bruxelles veste con abiti originali la statuetta. Noi l’abbiamo trovato vestito da poliziotto!  La curiosità ci ha spinto oltre e abbiamo ricercato anche la versione femminile Jeanneke ed il cagnolino Zinneke.

Allontanandosi dal centro storico, ove è possibile ammirare l’immensa struttura della Borsa e le sue sculture, molte delle quali commissionate Auguste Rodin, consigliamo di dirigersi verso l’imponente Palazzo di Giustizia. Per arrivarci, ideale è introdursi nel quartiere Marolles, cuore dell’agitazione proletaria del XX secolo, successivamente dei diseredati quando le fabbriche vennero chiuse, oggi luogo di passeggiate domenicali e di mercati. Da lì, anche se quasi impercettibile, è possibile scorgere un ascensore di vetro, che permette di raggiungere il Palazzo di Giustizia ed ammirare un panorama mozzafiato, soprattutto all’ora del tramonto.

Vista al tramonto dal Palazzo di Giustizia di Bruxelles. Photo credit: Chiara Andolina

Impossibile non intrattenersi dinnanzi all’immensità del Palazzo che con la sua cupola dorata per i cittadini funge da punto di riferimento privilegiato. Questo fu commissionato dal re Leopoldo I, con l’intento di rappresentare la giustizia invincibile e temibile e sembra esserci proprio riuscito.

Proseguendo nel nostro itinerario, racchiusa tra i rami del boulevard du Midi, è possibile scorgere la Porte de Hal, l’ultima delle sette porte che si susseguivano un tempo lungo la seconda cinta muraria di Bruxelles. Dopo aver svolto la sua funzione di prigione fino al 1842, oggi vi risiede un centro di cultura urbana che ripercorre la storia della città.

Da lì, basterà prendere un semplice tram che vi porterà in uno dei quartieri più suggestivi della città, anche se meno gettonato: Saint-Gilles e IIxelles. Nonostante i drastici mutamenti degli anni ’50, è possibile ancora scorgere resti dell’art nouveau, visibili attraverso la visita al Musée Horta, realizzata dall’omonimo architetto. Si tratta della sua dimora che, come lui stesso scrive nelle sue memorie, non poteva essere dispendiosa. Sede della casa privata e dello studio dell’architetto, la casa è davvero un gioiello sia dal punto di vista architettonico sia per il suo arredamento interno.

Proseguendo negli itinerari artistici, imperdibile è la visita del musée Magritte, che oggi riunisce le creazioni dell’artista surrealista. Prendetevi tutto il tempo che avete a disposizione per esplorare le sue opere nei minimi dettagli. A pochi passi dal museo dell’artista, per gli amanti della musica è possibile dirigersi verso il MIM, uno dei musei degli strumenti musicali più antichi e più ricchi del mondo. Andate all’ultimo piano dell’edificio, anch’esso, realizzato in perfetto stile Art nouveau e concedetevi un buon caffè, per scorgere la città belga dall’alto.

Vista dall’ultimo piano del MIM. Photo credit: Chiara Andolina

Parlare di Bruxelles, senza menzionare il quartiere europeo sarebbe come togliere a Parigi la sua Tour Eiffel. Il quartiere europeo di Bruxelles è ricco di piazze, in totale sono quattro, e tutte animate da negozi originali, musei, e grandi aree verdi. Il cuore è chiaramente costituito dalle istituzioni europee, prima fra tutte, il Parlamento.

La visita all’interno è estremamente interessante, tanto da un punto di vista politico quanto artistico. All’interno del Parlamento, infatti, vi sono oltre 600 sculture e opere d’arte, provenienti da artisti di tutto il mondo.

Ultimo ma non ultimo, simbolo della città, è senza ombra di dubbio l’Atomium. Costruito in occasione dell’EXPO nel 1958 e progettato dall’architetto Andrè Waterkeyn, è situato nel parco Heysel di Bruxelles. È una costruzione in acciaio che rappresenta i 9 atomi di una cella unitaria di un cristallo di ferro. Si riferisce alle scienze e agli usi dell’atomo, temi importanti e in pieno sviluppo all’epoca. Se vi resta tempo, concedetevi una passeggiata tra gli alberi di magnolia e ippocastano nell’adiacente parco di Laeken.

Atomium. Photo credit: Chiara Andolina

Ora non vi resta che prenotare il biglietto, destreggiarvi tra i simboli di questa città e concludere le giornate con l’ultimo simbolo di Bruxelles: birra, patatine fritte e cozze!

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