È strana, a tratti spaesante, sicuramente bizzarra. Qualcuno ne parla come di un luogo a metà tra Disneyland e Las Vegas, un guazzabuglio più o meno finto e più o meno reale di palazzi, stili, statue e assurdità che probabilmente eleggono Skopje a capitale europea del kitsch. Ma parlarne in queste termini, e parlarne senza conoscerne la storia, è riduttivo.
È vero, la capitale della Repubblica di Macedonia del Nord, coinvolta con il progetto ‘Skopje 2014’ in un imponente, costosissimo e per certi versi anacronistico restyling, ad un primo e distratto sguardo sembra un parco giochi messo su per i pochi turisti che si spingono a curiosare nella parte più a sud-est del nostro continente.

Skopje © Ph. Anna Frabotta

Lussuosi palazzi in stile neoclassico, ma di recentissima costruzione, adornati da led fluorescenti, fanno da controcanto a scarne e decadenti palazzine di epoca titina. Nel mezzo vascelli e galeoni dei pirati che ospitano ristoranti di dubbio gusto e centinaia, forse migliaia, di bronzi a celebrare la memoria di eroi nazionali, scrittori, poeti, artisti e politici. E ancora palazzi in costruzione a ogni angolo, chiese ortodosse e moschee, e la più variegata umanità che si scontra e incontra nelle piazze, nei locali alla moda e nelle affollate stradine del bazar.

Ma la facciata tirata a lucido di Skopje forse mette ancora più in risalto le contraddizioni di questa nazione di appena due milioni di abitanti. Se da un lato si ostenta ricchezza e coesione, dall’altro vi è una popolazione povera e arrabbiata, ma anche orgogliosa, depredata da continue invasioni e devastata da un terribile terremoto che nel 1963 ha quasi completamente raso al suolo la sua capitale.

Dopo secoli d’invasioni e l’avvicendarsi di diverse dominazioni (slavi, bizantini, normanni, bulgari, serbi e ottomani), la Macedonia ha ottenuto l’indipendente nel 1945, anche se annessa alla Repubblica Federale di Jugoslavia fino al 1991. Ed è proprio dal ’91 che sono iniziati i dissapori con la Grecia, restia a prestare nome e simboli ai vicini di casa, dissapori solo in parte sopiti lo scorso gennaio con il cambio di nome del piccolo Stato balcanico: da Repubblica di Macedonia a Repubblica di Macedonia del Nord.

Macedonia Square © Ph. Anna Frabotta

Andando oltre la sua storia travagliata e i suoi conflitti irrisolti, quello che resta è il ritratto di una città incredibilmente unica e in costante evoluzione, da visitare oggi e rivisitare tra qualche anno.
Per vedere Skopje vi basterà un fine settimana. Potete prendere uno dei tanti voli della compagnia Wizz Air che partono dalle principali città italiane e, una volta arrivati nel nuovissimo aeroporto della città, potete raggiungere il centro spendendo poco più di due euro con un comodo autobus. Una volta giunti a destinazione il nostro consiglio è di godervi lo stupore iniziale e quella straniante sensazione che l’eclettismo della città vi regalerà (nel bene e nel male).

Per iniziare il vostro tour della città, raggiungete Macedonia Square, la nuova piazza su cui svetta la gigantesca, e con questo intendiamo letteralmente fuori misura, statua equestre di Alessandro il Grande, ribattezzata dopo l’ennesimo litigio con i greci, “Guerriero a Cavallo”. Da qui, attraversando il Ponte di Pietra risalente al 1400, una delle poche costruzioni storiche e autentiche rimaste in città, dirigetevi verso il Museum of Macedonian Struggle (il biglietto costa circa cinque euro incluso di visita guidata). Aperto nel 2011 in occasione del 20° anniversario d’Indipendenza della Macedonia, il museo ripercorre la storia della nazione dal dominio Ottomano fino al 1991. Vi consigliamo di visitarlo non solo per conoscere la storia della Macedonia, raccontata forse in modo un po’ tendenzioso, ma anche per rendervi conto del forzato tentativo di antichizzazione e costruzione di un’identità nazionale messo a punto dal progetto “Skopje 2014”. Il sito, kitsch e bello al contempo, sembra quasi un museo delle cere (si, ancora statue!) con enormi quadri commissionati ad hoc che narrano battaglie, vittorie, ma anche tragedie.
Accanto al museo, troverete anche il Memoriale delle Vittime dell’Olocausto, uno dei pochi palazzi in città costruito con uno stile figlio del nostro tempo.

Da questa piazza, in cui si trova un’altra imponente statua che si staglia addirittura nello skyline della città, quella del generale Vasil Chekalarov, potete raggiungere il Bazar di Skopja, secondo per grandezza solo a quello di Instanbul. Qui, nella città vecchia vi consigliamo di fermarvi a degustare alcuni dei piatti tipici della Macedonia: borek, travche gravche chepab, accompagnati dalla birra locale Skopsko o dal Vranec, vitigno autoctono del posto.

Nei pressi del Bazar, non perdete l’occasione di visitare il principale mercato di Skopje dove, in un’atmosfera caotica e anche leggermente claustrofobica, troverete davvero qualsiasi cosa: dalla verdura alle scarpe, dalla carne ai vestiti, ma anche giocattoli, fuochi d’artificio, generi alimentari di ogni tipo e tantissimo tabacco da pipa.
Restando in zona, raggiungete la Fortezza Tvardina Kale, una magnifica struttura in pietra tipica dell’architettura ottomana, per godere di una vista unica sulla città.

Per vivere la movida locale, è d’obbligo una passeggiata lungo il fiume, che di sera si anima con locali alla moda dove sorseggiare drink ascoltando musica dal vivo, o lungo il corso Macedonia, pieno di negozi e ristoranti che regala anche una surreale vista sull’Arco di Trionfo macedone. Continuando a girovagare in zona, troverete anche il Museo Civico, ospitato all’interno della vecchia stazione ferroviaria, il cui orologio in pietra è rimasto fermo alle 5:17, ora preciso in cui ci fu la violenta scossa di terremoto la mattina del 27 luglio del 1963.

Se avete tempo, fate anche una passeggiata nella prima periferia di Skopje, qui scoprirete una città caratterizzata dal suo caotico traffico, ma anche da ritmi lenti, pulizia delle strade, verde curato e una generica sensazione di tranquillità. In particolare vi consigliamo di visitare il quartiere di Debar Maalo, la zona bohemien e gourmet della città.

Curiosità

• Skopje è forse l’unica città al mondo dove ci sono negozi di ascensori con tanto di vetrine per metterli in bella mostra;

• Avete presente i tipici bus rossi londinesi? Anche Skopje ha i suoi e sono identici agli originali;

• Il centro della città è disseminato di chioschi che strabordano di libri usati, purtroppo la maggior parte sono in cirillico;

• La bandiera della Macedonia in passato era diversa, ma è stata modificata perché il vecchio simbolo del sole che vi era riportato creava attriti con i greci. Ci hanno raccontato che però viene rispolverata in occasione dei match di calcio contro la Grecia;

• Nonostante l’attenta opera di antichizzazione messa in atto dal Governo che sta irrimediabilmente trasformando il volto della città, a Skopje possono ancora scorgersi strane architetture in stile futurista-brutalista, come il Palazzo delle Poste. Questo stile così particolare si è diffuso negli anni ’80 durante la ricostruzione che seguì il terremoto del 1963 e i maggiori artefici furono gli architetti Kenzo Tange, giapponese, e il macedone Janko Konstantinov.