I due aspetti che colpiscono di più chiunque visiti la Corsica per la prima volta sono: l’immenso tesoro naturale di cui è custode, che, per gran parte, sembra essere rimasto inalterato nel tempo, e la bassissima densità demografica dell’isola.

Ph. Alessandro Mancini

Nonostante, infatti, l’isola sia sempre stata considerata una terra ambita e strategica, prima dai romani, poi dai pisani, in seguito dai genovesi e, per ultimi, dai francesi, le caratteristiche morfologiche e geologiche di questo territorio non ne hanno consentito (per fortuna?) l’urbanizzazione massiccia, come avvenuto, invece, sulle maggiori isole del Mediterraneo, che vantano una densità demografica e un numero di abitanti ben più alto di quelli della Corsica.

Si pensi che, per un’estensione di 8 680 km², quest’isola conta solamente 330 000 abitanti, con una densità di circa 38 ab./km². Ben diversi sono, invece, i numeri della vicina Sardegna che conta ben 1 milioni e 640 000 abitanti per un’estensione di 24 100 km², o di Malta, che, con appena 316 km² di superficie, conta ben 416.000 abitanti.
È bene specificare che quest’impressione viene falsata durante l’alta stagione, in particolare ad agosto, quando l’isola si riempie di turisti e di residenti stagionali, facendo lievitare il numero delle persone presenti sul territorio.

Tramonto osservato da Porto di Ota. Ph. Alessandro Mancini

La Corsica, sia per la sua estensione sia per le sue caratteristiche geografiche sia per il suo ecosistema così ricco e vario, merita di essere visitata da nord a sud, dal mare alla montagna, toccando tutti i suoi centri cittadini e balneari più importanti, spostandosi dalla costa frastagliata all’interno selvaggio e roccioso.
Per questo vi consigliamo di organizzare un piccolo viaggio “on the road” a tappe, della durata di almeno 10 giorni, che vi permetta di scoprire tutte le bellezze e i tesori che offre quest’isola.

Alcuni consigli utili prima di organizzare il vostro tour

* Vi consigliamo di scegliere, per il vostro viaggio on the road, una macchina comoda e di media grandezza. Meglio ancora un fuoristrada, perché adatto a percorsi accidentati e strade sterrate o con ghiaino. Queste infatti, spesso, rappresentano l’unica via per raggiungere le spiagge e le insenature più belle dell’isola.

* Se possibile, vi consigliamo di organizzare il vostro piccolo tour in bassa o media stagione. In questo periodo, infatti, l’isola è meno affollata, più vivibile e più affascinante. Senza il turismo di massa, di cui è diventata meta privilegiata proprio negli ultimi anni, è possibile così godere del volto più selvaggio e autentico dell’isola, che l’ha resa famosa in tutto il mondo.

* Attenzione: nonostante la vicinanza geografica e culturale all’Italia, la Corsica resta pur sempre un territorio appartenente allo Stato francese e, per questo, la lingua ufficiale, i piatti e le abitudini più diffuse sono quelle tipicamente francesi. Scordatevi perciò di utilizzare l’inglese come lingua di comunicazione fra voi e i corsi. Quasi nessuno di loro, tranne nelle località più turistiche come Ajaccio e Bonifacio, parla o comprende infatti questa lingua (ne siamo testimoni diretti). Per questo, se conoscete il francese, vi consigliamo di sfoderare le vostre abilità linguistiche, altrimenti parlate tranquillamente italiano: la maggior parte dei corsi comprende bene l’italiano, essendo il dialetto corso fortemente influenzato da quello toscano e dal sardo.

 

Le tappe del nostro viaggio on the road

 

1) Saint-Florent, la cittadina incantevole del nord

Il centro storico di Saint-Florent. Ph. Alessandro Mancini

Se arrivate in traghetto da Livorno o da Genova, la prima immagine che la Corsica vi regala di sé è quella della città di Bastia, costruita su una scogliera a picco sul mare, con la sua cittadella arroccata sopra il Vieux Port. Che abbiate caricato la macchina sulla nave o che dobbiate noleggiarla una volta scesi, vi consigliamo di lasciarvi subito Bastia dietro le spalle (torneremo qui alla fine del nostro tour) e dirigervi verso ovest. Ad appena 23 km da Bastia, affacciata sulla costa occidentale e con un paesaggio completamente diverso da quello che vi ha accolti all’arrivo, si trova la piccola cittadina di Saint-Florent: la prima perla che troverete lungo il vostro indimenticabile viaggio on the road.

La sua atmosfera chic e patinata ricorda vagamente Saint-Tropez e per questo suscita nei visitatori sentimenti contrastanti, ma a noi, a dirla tutta, ci ha letteralmente stregati. Con il suo ampio golfo, la sua lunga Plage de la Roya di sabbia dorata, il piccolo porto gremito di yatch e il centro storico con le sue piazzette, i vicoletti caratteristici e l’antica cittadella, Saint-Florent è la prima cartolina che vi regala questa terra dai mille volti e dai mille colori.

Il porticciolo di Saint-Florent. Ph. Alessandro Mancini

La città conobbe il suo massimo splendore sotto il dominio dei pisani e, grazie alla sua posizione strategica, che offriva un riparo sicuro di fronte al porto militare francese di Tolone, svolse un ruolo cruciale nello scontro con i genovesi. Restò abbandonata per anni finché, dopo la ricostruzione del porto, il turismo non la riportò agli antichi splendori.

Da non perdere è la Cittadella, caratterizzata da un acceso color sabbia, che sembra ricordare una delle fortezze che si possono ammirare nel Marocco meridionale. Del complesso originario, risalente all’epoca del dominio genovese, oggi non resta che il corpo centrale, poiché i bastioni furono distrutti nel corso di molteplici attacchi. Quasi sempre chiuso al pubblico, purtroppo questo monumento non è valorizzato come dovrebbe, ma ha il pregio di offrire una vista spettacolare sul golfo.

Tramonto dalla spiaggia di Saint-Florent. Ph. Alessandro Mancini

2) La selvaggia Île-Rousse e la malinconica Calvi

Seconda tappa del nostro viaggio on the road è la deliziosa Calvi, posizionata su un’ampia golfo e oggi rinomata località balneare.

la penisola di granito rosso dell’Île-Rousse. Ph. Alessandro Mancini

Prima di raggiungere la vostra meta, vi consigliamo, però, di ammirare lo splendido panorama che vi si presenta fuori dal finestrino e di fare tappa obbligata all’Île-Rousse (Isula Rossa), incantevole cittadina di 3 000 abitanti, immersa in un paesaggio di rara bellezza. La città vecchia è infatti adagiata sulla sponda di un’ampia baia, delimitata su un lato da una bella spiaggia di sabbia bianca affiancata da un piacevole lungomare, e dall’altro dalla penisola di granito rosso, da cui deriva il nome della cittadina. Vi consigliamo di lasciare la macchina nei pressi del centro abitato e di fare una rilassante passeggiata fino al faro (vento permettendo), situato sull’estrema punta della penisola e costruito su imponenti rocce dal colore rossastro: un paesaggio misterioso e quasi lunare.

Il centro di Calvi visto dalla Cittadella. Ph. Alessandro Mancini

A questo punto potete proseguire il vostro viaggio verso Calvi, animata e vivace località di villeggiatura estiva ma anche interessante centro storico, ricco di rassegne legate alla cultura e alle tradizioni locali. In quanto città corsa geograficamente più vicina alla Francia continentale, questa antica roccaforte genovese ha iniziato ad affermarsi come una delle località turistiche più importanti dell’isola già a partire dagli anni ’20 del secolo scorso. Da allora la sua notorietà è andata sempre crescendo, rendendola una delle mete preferite dei turisti durante il loro soggiorno corso.

La cittadella, vera chicca della città, è arroccata su un promontorio situato a nord-est della città bassa. Eretta dai genovesi alla fine del XV secolo, di fatto costituisce un quartiere a se stante, preso meno d’assalto dai turisti. Passeggiando per i suoi vicoli, potrete imbattervi nei cinque bastioni eretti a partire dalla fine del XV scolo, da cui è possibile ammirare uno splendido panorama sulla baia e sulla città.

Per vivere al meglio la sua atmosfera festaiola, vi consigliamo di recarvi per cena e dopo-cena dove si concentra la maggior parte della movida di Calvi, e quindi lungo il quai Landry, la via che costeggia il porto turistico, Avenue de la République, boulevard Wilson e Avenue Christophe-Colomb.

 

3) Le meraviglie del Golfe de Porto

In escursione in barca per ammirare le Calanques de Piana. Ph. Alessandro Mancini

Dite la verità, non vorreste più andar via da qui! Ma il viaggio deve proseguire e le meraviglie della Corsica da scoprire sono ancora tantissime! Accendiamo il motore e via… si parte di nuovo.

La prossima tappa non è una città ma niente meno che un sito dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1983: il Golfe de Porto. Forse uno dei luoghi più belli della Corsica, questo golfo deve la sua fama alle incredibili falesie di porfido che si gettano a picco sul mare, alla Réserve de Scandola con il suo incredibile sistema di grotte e di faglie di origine vulcanica, alla suggestiva marina Porto di Ota e alle Calanques de Piana, sorprendente sistema roccioso di granito, scolpito nei millenni dall’azione dell’acqua e del vento, così da assumere le forme più bizzarre e spettacolari.

Vostro punto di riferimento di questa tappa sarà Porto, piccola marina del borgo montano di Ota, cresciuta molto in fretta grazie all’afflusso di turisti stagionale, attirato dalla sua posizione estremamente suggestiva ai piedi di una torre quadrata, eretta su uno sperone roccioso dai genovesi nel XVI secolo per proteggere il bellissimo golfo dalle incursioni dei saraceni.

Consigliamo vivamente di prenotare, presso una delle tantissime agenzie dislocate nella baia di Porto, un’escursione in barca che vi permetterà di ammirare più da vicino (e in alcuni casi anche di farsi un bagno) le Calanques de Piana, la Réserve de Scandola e Giornata. Attenzione però al tipo di imbarcazione che scegliete: il mare in quel punto è spesso agitato e se soffrite di mal di mare è meglio evitare imbarcazioni troppo piccole e poco attrezzate!

 

4) L’elegante Ajaccio e le solitarie Isole Sanguinarie

Il colorato centro di Ajaccio. Ph. Alessandro Mancini

Con ancora negli occhi le stupefacenti bellezze naturali del Golfe de Porto, è ora di dirigersi verso la prossima meta: Ajaccio.

Principale città dell’isola e prima per numero di abitanti (66 000 abitanti circa), Ajaccio è la vera ‘capitale’ della Corsica. D’altronde già in passato lo era stata, soppiantando Bastia a seguito di un decreto emesso da uno dei suoi figli più illustri: Napoleone Bonaparte.

Fuochi d’artificio sulla baia di Ajaccio per il 250esimo anniversario della nascita di Napoleone. Ph. Alessandro Mancini

Oggi Ajaccio è una città piuttosto viva e caotica, in estate congestionata da un traffico infernale, ma, nonostante queste pecche, resta sicuramente una delle città più affascinanti di tutta l’isola, con il suo elegante lungomare, il pittoresco porto di pesca, gli ampi viali e le piazze incorniciate dalle palme e gli stretti vicoli della città vecchia.

Il lungomare e il centro storico di Ajaccio. Fonte: Wikipedia

Fondata dai genovesi nel 1492, divenne un fiero centro genovese, tanto che ai corsi fu vietata la residenza fino al 1533, anno in cui la città cadde nelle mani delle truppe francesi e di Sampiero Corso aiutati dal corsaro saraceno Dragut. A seguito di questo episodio, le autorità decisero di costruire l’attuale cittadella. Riconquistata da Genova nel 1559, Ajaccio tornò finalmente ai corsi solo a partire dal 1592. La svolta epocale per la città avvenne con la nascita di Napoleone, il 15 agosto del 1769 (di cui quest’anno ricorre il 250esimo anniversario). Fu con lui che la città divenne capoluogo dell’isola e che si crearono le condizioni adatte a farla diventare il centro prospero e attivo che è oggi.

È sempre in questa città che si trova uno dei musei più importanti di tutta l’sola: Palais Fesch.
Costruito su commissione del cardinale Fesch, zio di Napoleone, per ospitare la collezione di opere d’arte che egli donò alla città nel 1839, il Musée Fesch ha riaperto i battenti nel giugno del 2010, dopo importanti lavori di restauro e risistemazione museografia. All’interno delle sue sale è possibile ammirare un’eccezionale raccolta di quadri italiani realizzati tra il XIV e il XIX secolo, una collezione di dipinti di epoca napoleonica e una dedicata agli artisti corsi. Tra i capolavori presenti, citiamo l'”Uomo con il guanto” di Tiziano e la “Vergine con il Bambino Gesù e un angelo sotto una ghirlanda” di Sandro Botticelli.

Prima di partire alla volta del profondo sud della Corsica è necessario, però, fare una piccola ma imprescindibile tappa alla penisola di Pointe de la Parata, affacciata sulle misteriose e selvagge Isole Sanguinarie. La stretta penisola, su cui svetta una bellissima torre genovese, rappresenta un luogo d’osservazione privilegiato sulle isole, che rappresentano un’importante riserva naturale protetta dove vivono colonie di uccelli marini e 150 specie diverse di piante.

Le Îles Sanguinaires osservate dalla torre genovese di Pointe de la Parata. Ph. Alessandro Mancini

Le Îles Sanguinaires sono quattro e prendono il nome dal colore rossastro della roccia di cui sono composte. La più grande, Mezzu Mare, è stata abitata fino al 1985, anno in cui fu automatizzato il faro. Per chi volesse studiarle e ammirarle più da vicino, è possibile visitare questo affascinante arcipelago con un’escursione in barca.

 

5) Il capolavoro dell’uomo e della natura: Bonifacio

Bonifacio vista dal mare. Ph. Alessandro Mancini

Nel vostro viaggio on the road in Corsica non può di certo mancare la vera attrazione di tutta l’isola, unica al mondo per la sua posizione e per la sua storia: stiamo parlando di Bonifacio.

Prima di arrivare alla nostra agognata meta, vi diamo due preziosi suggerimenti: se vi trovate in questa zona in alta stagione i prezzi degli affitti saranno saliti alle stelle, per questo vi consigliamo di dormire poco fuori da Bonifacio, magari a Figari o in uno dei tanti paesini sparsi fra la costa e l’entroterra. Se invece avete più giorni a disposizione, potreste spezzare il vostro viaggio e fermarvi una notte a Propiano, una piccola cittadina che da modesto villaggio è diventato oggi un porto attivo e una frequentata stazione balneare. Ideale per ricaricare le energie prima di affrontare il tragitto per Bonifacio. Tragitto che vi consigliamo (ecco il secondo suggerimento) di spezzare, di nuovo, per una visita molto speciale: Sartène e i siti preistorici di Sartenais.

“Il suo aspetto emana odio e vendetta”, scriveva Paul Valéry a proposito di Sartène; “la più corsa delle città corse” la definiva Prosper Mérimée. Ed è proprio così: al primo sguardo questa città si presenta subito come austera e torva, abbarbicata su alte mura di granito, che le permettono una vista privilegiata sulla Valle del Rizzanese. Il centro storico, raccolto intorno alla piazza centrale, è costituito da una serie infinita di vicoli lastricati stretti e ripidi e da passaggi a volta, su cui si affacciano alte case scure sempre fatte di granito. Nonostante questo suo aspetto “severo”, Sartène, soprattutto in alta stagione, si anima di turisti, incuriositi dalle tradizioni e dalle leggende di questa piccola cittadina. Nel corso dei secoli, infatti, la città si è distinta per una delle più celebri usanze corse: la vendetta. Note sono le rivalità e le faide fra le varie famiglie che abitano il borgo e che per secoli hanno insanguinato le sue strade.

A sud di Sartène, sempre nella regione del Sartenais, si trovano invece due dei siti preistorici più importanti della Corsica: quelli di Cauria e di Paddaghiu. Nel primo si concentrano tre meraviglie megalitiche dichiarate monumenti storici nazionali: gli allineamenti di menhir di Stantari e di Renaghju e il dolmen di Funtanaccia. Nel secondo si possono ammirare circa 260 menhir, il raggruppamento di megaliti più grande del Mediterraneo, che però non è del tutto fruibile poiché la maggior parte di essi sono distesi.

L’ingresso a questi siti, immersi nel foto del maquis corso, è libero; nonostante ciò, queste attrazioni sono ancora poco sfruttate dall’industria turistica e per questo è difficile trovare grandi quantità di persone a visitarle.

Arriviamo così a Bonifacio (Bonifaziu in corso): situata sulla punta meridionale dell’isola, la città è stata edificata sulla sommità di spettacolari scogliere di calcare, scolpite dal vento e dal mare. La cittadella, con le sue viuzze strette e ripide, domina, da quasi 70 metri di altezza, le acque turchesi delle famigerate Bocche di Bonifacio. È impossibile descrivere le emozioni che questa città sa regalare ai suoi visitatori grazie ai suoi scorci, al porto dove mega-yatch fanno a gara di bellezza fra loro, alle bianche scogliere erose dal tempo e dalla forza del mare, alle case costruite a picco sul mare e rivolte verso le coste sarde, a pochi chilometri di distanza.

Ma Bonifacio si ammira meglio, in tutto il suo splendore, dal mare: per questo vi consigliamo di prenotare una delle tante escursioni in barca proposte dai cabinati sul porto. In particolare quella che prevede l’escursione sulla splendida Isola di Lavezzi, riserva naturale protetta (pensate che sull’isola non esistono bar o strutture ricettive) e vero e proprio paradiso terrestre, caratterizzato da un paesaggio lunare, una vegetazione folta e un’acqua trasparente e chiarissima. Oltre a questa, è d’obbligo un passaggio di fronte all’Île Cavallo, isola privata riservata ai milionari e punteggiata di lussuose ville.

Come dicevamo, vista dal ponte di una barca, Bonifacio appare così ancora più spettacolare: arroccata sul promontorio di roccia calcarea, si staglia contro il blu del mare e il bianco della scogliera, quasi a voler competere con la forza e la bellezza della natura.

 

6) Porto-Vecchio: quando storia e movida si incontrano

Panorama dal finestrino della macchina mentre si scende verso sud. Ph. Alessandro Mancini

Restiamo al sud ma ci spostiamo verso la costa orientale: è ora di risalire per tornare al punto di partenza. Il cerchio si deve chiudere! Destinazione: Porto-Vecchio.

Prima di addentrarci fra le strade e i vicoli della città vecchia, facciamo una piccola pausa, è l’ora del bagno! È vero, la Corsica è piena di meraviglie naturali e storiche, però anche il mare non è niente male, e allora ecco qualche spiaggia dove non potrete proprio rinunciare a fare un tuffo:

– Plage de la Tonnara: lunga striscia di spiaggia sabbiosa, nei pressi di Bonifacio, frequentata sia da famiglie che da sportivi, in quanto, grazie alla sua esposizione ai venti, è una delle località migliori della Corsica meridionale per praticare il windsurf e il kitesurf.

–  Plage de la Rondinara: un’insenatura ad arco tra due promontori ricoperti di maquis che si protendono l’uno verso l’altro e tra i quali si stende una sottile striscia di sabbia bianca lambita da acque turchesi. Non a caso è una delle spiagge più fotografate e gettonate dell’intera isola.

 

–  Plage de Palombaggia: la sua distesa di sabbia ornata da pini marittimi, che di dispiega per quasi 3 km davanti alla Réserve Naturale des Îles Cerbicale, la rende la meta balneare perfetta e più affollata di tutta la Corsica del sud. L’acqua è così trasparente da sembrare finta. Un tuffo è d’obbligo.

Plage de Palombaggia. Ph. Alessandro Mancini

Arriviamo, finalmente, a Porto-Vecchio, un tempo nota come “città del sale“, oggi è diventata niente meno che il terzo centro urbano più grande dell’isola, sempre movimentata e affollata durante tutta la stagione estiva. Nonostante la città si sia espansa oltre i suoi confini storici, in preda ad un vero e proprio boom edilizio, per fortuna il centro storico è rimasto intatto, conservando il suo innegabile fascino. Anch’essa di fondazione genovese, situata al fondo di un profondo golfo e quindi più riparata rispetto alle piazzeforti di Bonifacio e Bastia, presenta, in alto, una cittadella fortificata da solide mura, e, in basso, il porto turistico dove d’estate vengono ormeggiate barche e yacht di lusso. Consigliamo una passeggiata nel centro cittadino durante le ore serali e una cena in una dei ristoranti che affacciano sul golfo con una vista che vi lascerà letteralmente senza fiato.

 

7) Bastia, il fascino della decadenza

Il porto vecchio di Bastia. Ph. Alessandro Mancini

Siamo giunti, a malincuore, alla fine del nostro tour e siamo tornati di nuovo al punto di partenza: ora il cerchio si può chiudere.

Abbiamo lasciato Bastia come ultima tappa perché, in realtà, rispetto alle spettacolarità e alle meraviglie che la Corsica ha da offrire, Bastia non si trova sicuramente sul podio. Eppure, se si ha la pazienza e l’interesse di scoprirla, anche questa città saprà sorprendervi. Lontana dalla mondanità dei centri balneari del nord-ovest e del sud, Bastia conserva un’atmosfera rilassata, e a tratti dismessa, di modesto villaggio dalle facciate un po’ scrostate e severe. Un fascino discreto che ci rivela un volto sconosciuto di un’isola tutt’oggi ancora misteriosa. Oltre a questa facciata polverosa e stanca, potrete scoprire, in realtà, una città viva e vibrante, ricca d’arte e di storia, come testimoniano le sue numerose chiese, soprattutto barocche, che si celano nel dedalo di strade della città vecchia. E ancora: il Vieux Port, dominato dai campanili gemelli dell’Église Saint-Jean-Baptiste, che accoglie imbarcazioni più modeste di quelle sfavillanti ed esagerate dei porti di Calvi o di Bonifacio, e la Cittadella, più curata ed elegante, che custodisce altre splendide chiese barocche e il Musée d’Histoire de Bastia.

Bastia vista dalla nave. Ph. Alessandro Mancini

Non c’è posto migliore per salutare quest’isola dall’aspetto selvaggio e seducente che Bastia: il suo aspetto trasandato e a tratti decadente ci parla di un’isola dalla storia lunga e travagliata che, nonostante le continue invasioni e faide interne, è riuscita comunque a mantenere un carattere forte e un’identità ben precisa, caratteristiche che ancora oggi la rendono unica e inafferrabile.

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