Di Chiara Andolina

#CHIAVEUMBRA nasce nel 2014 come spin-off delle manifestazioni legate a Frantoi Aperti, iniziativa, giunta alla sua XXI edizione, dedicata alla valorizzazione dell’Olio extravergine di oliva DOP Umbria e del turismo in campagna nel periodo della frangitura. 

La mostra #CHIAVEUMBRA rappresenta, all’interno della manifestazione, il versante di ricerca e sperimentazione, al fine di individuare chiavi di lettura del territorio inesplorate e del tutto inedite, tanto che i luoghi sono aperti da gente del luogo (parroci, pensionati, imprenditori, proprietari …) che offrono il loro tempo per il godimento dei cittadini e non solo.

La mostra d’arte contemporanea si diffonde in ambienti poco noti e scarsamente accessibili del territorio olivato umbro che, invero, rappresentano la vera essenza del territorio, palesandone, in qualche modo, l’identità paesaggistica e antropologica.

Per la IV edizione, gli artisti selezionati sono stati invitati a riflettere sul rapporto civiltà/natura con opere stampa, che si integrano ad altri mezzi espressivi, per sollecitare riflessioni d’ordine estetico, emotivo e personale.

#CHIAVEUMBRA vi invita in luoghi carichi di echi della storia, per lo più lontani dalle rotte del turismo di massa ove potrete liberamente entrare solo per questo weekend.

Tre il numero perfetto. Tre artisti e tre luoghi selezionati, nell’Umbria più profonda ed inesplorata.

1) Comune di Magione, Monte del Lago, presso la Ziraia della fattoria Luca Palombaro. In “Olivagando” di Silvia Camporesi sarà presso la facciata della Chiesa della Madonna.

Nella suggestiva frazione di Monte del lago, su un colle mollemente adagiato sul lago Trasimeno, tra olivi e ville nobiliari, vi è un piccolo scrigno di storia e cultura contadina: la ziraia della fattoria Luca Palombaro. Un ambiente colmo di orci che vanno dalla metà dell’800 alla metà del ‘900 ove veniva una volta conservato l’olio. Oggi non più utilizzati, testimoniano una cultura della produzione che, sebbene in continua evoluzione, non dimentica le proprie radici e guarda avanti preservando la storia. In questo ambiente, si inserisce una piccola selezione delle poetiche e suggestive immagini della fotografa Silvia Camporesi. Sono qui esposte alcuni scatti della serie Atlas Italiae e Mirabilia. Rispettivamente una ricerca su luoghi abbandonati e in via di “dissolvimento” e luoghi invece di suggestiva e unica bellezza. Con uno sguardo puro e limpido, dalle tinte mai troppo contrastate ed anzi di delicata poesia, i luoghi e il tempo che essa effigia sembrano sospesi in uno spazio della memoria che pare ancorato al nostro vissuto. La natura domina ora taluni scatti echeggiando bellezza e incanto ora il Tempo e lo scorrere delle cose mostra lo sfaldarsi di luoghi, oggetti, edifici e il loro lento riassorbirsi nella Natura.

2) Comune di Foligno, di Cancellara, presso Comunanza Agraria, n 5, sarà presente l’opera “In Autunno (fuori) piazza” di Miriam Colognesi (foto autoscatto in natura)

A Foligno si aprirà eccezionalmente un locale della comunanza agraria di Cancellara, colle completamente coltivato a olivo e abitato da poche centinaia di persone. Una vecchia casa contadina ospiterà la mostra: tre sale in pietra locale che presentano, in un alternarsi di nicchie e anfratti, forni, lavatoi, una vecchia mangiatoia, grotte per la stagionatura dei salumi. A esporvi sarà la fotografa Miriam Colognesi con una serie di autoscatti. In una natura selvaggia e incontaminata, Miriam, denudandosi e rappresentandosi nella sua essenza femminea, tenta di raggiungere un contatto totale e non mediato con l’ambiente. Tornata a uno stadio di naturalezza, ella stessa, si incastona nei paesaggi o li contempla come a voler riconquistare, in un tentativo di rinnovata fusione, lo strappo che lo sviluppo della civiltà ha determinato nella dialettica natura/uomo.

3) Comune di Spello, presso la Chiesa di San Martino, sarà esposta l’opera “L’oro di Spello” di Daniela Darielli (foto iphone)

Una piccola chiesa edificata tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo, risolta secondo il modello architettonico romanico, San Martino, appartiene alle cosiddette chiese “povere” di Spello e, proprio per la sua sobrietà e asciuttezza, ha un fascino tutto particolare. Per questo spazio, Daniela Darielli, ha realizzato un intervento che riprende tale minimalismo, arricchendolo di suggestione poetica e spirituale. È un piccolo video collocato all’interno dell’acquasantiera nei pressi dell’abside, da cui l’ha anche girato. Il sonoro e la luce del displayfungono da richiamo sensoriale. In esso vi è rappresentato semplicemente un dito che si immerge nell’acqua Santa così come hanno fatto per secoli tutti i fedeli che entrano in chiesa, compiendo questo rituale di purificazione. Un omaggio all’acqua, elemento naturale che ha sempre svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo delle civiltà e delle culture. Simbolo che rievoca con semplicità e poesia la presenza di tutti i Fedeli, vivi e morti, che a novembre, mese dei Santi e dei Morti, sembrano tornano metaforicamente in chiesa.

Arte, natura e luoghi inesplorati. Il preludio di un perfetto weekend.

I luoghi saranno raggiungibili anche grazie ad un servizio navetta messo a disposizione da Frantoi Aperti.

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare i seguenti link:  www.facebook.com/Chiaveumbra.

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