di Alessandra Anelli

L’appellativo di “Piccola Parigi” non è molto amato dagli abitanti del luogo.
Viene raccontato con un velo di tristezza, tra gomitate, sorrisetti e un pizzico di sarcasmo dai cittadini dei comuni della vallata.
Venne affibbiato per gioco e negli anni prese sempre più piede, a causa del ripetitore di segnale RAI che capeggia all’interno dell’antichissimo borgo di Fumone.
Come una moderna Tour Eiffel, senza arte né parte, se non quella di deturpare una vista mozzafiato.
Si trova lì da oltre 30 anni e sovrasta il centro storico del paese.

Fonte: mapio.net

Fatta questa eccezione, passeggiando per le strade di Fumone, si ha l’impressione che il tempo si sia fermato.
Parliamo di una cittadina di antichissime origini, probabilmente abitata già dagli Ernici, antica popolazione risalente al VII secolo a.C.

Fonte: girocitta.com

È durante il medioevo che Fumone raggiunge il suo massimo splendore.
Luogo di vedetta e comunicazione, prende il nome dall’antica usanza di inviare segnali di fumo per segnalare pericoli incombenti.
È celebre il detto “Quando Fumone fuma, tutta la campagna trema”, che si riferisce proprio a questa pratica difensiva, possibile solo dall’alto dei 793 m s.l.m. sui quali è costruito il borgo.

A partire dal X secolo d.C. la storia di Fumone è strettamente legata alla chiesa.
Il castello divenne una prigione pontificia ed ospitò prigionieri politici come l’antipapa Gregorio VIII (il cui cadavere non fu mai trovato), e il santo Papa Celestino V, colpevole di aver abdicato rinunciando alla tiara papale. Morì dopo 10 mesi di prigionia tra atroci sofferenze, in un loculo senza giaciglio su cui dormire.
La notte del 19 maggio 1296, con la morte di Celestino V, si compì un miracolo che segnò la storia del paese e lo fece diventare un luogo di culto spirituale: d’improvviso, sulla porta della cella apparve una croce splendente che pendeva a mezz’aria, numerosi testimoni oculari affermarono la veridicità del fatto.

Ma le stranezze e i misteri del castello di Fumone non finiscono qui.
Nel 1800 fu il luogo della morte del marchesino Francesco Longhi, di soli 5 anni. Si vocifera che fu ucciso dalle sue sette sorelle per questioni ereditarie.
Venne avvelenato tramite dei piccoli pezzetti di vetro inseriti nel cibo, che gli provocarono dolori e danni irreparabili nel tempo.
È possibile tutt’oggi vedere il marchesino Francesco.
La sua mamma, la duchessa Emilia Caetani, fece imbalsamare il suo corpo e lo ripose all’interno di un secretaire di vetro e legno.

Fonte: treminuti.eu

Per tutta la sua vita, la duchessa continuò a parlargli, spogliarlo, vestirlo… come se nulla fosse accaduto.
Moltissime persone, ancora oggi, affermano di aver udito i lamenti del marchesino con lo stomaco dilaniato e della sua mamma disperata.

Altre invece affermano di aver udito canti tristi e urla di dolore nel Pozzo delle vergini, situato all’ingresso del piano nobile del castello.

Fonte: adnkronos.com

Vi era la macabra usanza di gettare nel pozzo le donne che non rispettavano lo Ius Primae Noctis, legge che obbligava le fanciulle a rimanere pure fino al matrimonio.

ma vi sono anche delle leggende positive sul castello di Fumone.

Uno dei suoi luoghi più belli è infatti il magnifico giardino pensile.
Oltre la fitta vegetazione, lo scenario e la vista che regala questo luogo è incomparabile.
È famoso l’albero dell’amore: come due amanti che si stringono, un gigantesco cipresso “abbraccia” un altro albero.

Fonte: viaggideimesupi.com

Nel viale centrale del giardino posto su due livelli, ci si imbatte nella cima del Monte Fumone, affiorata dal terreno ormai secoli fa.
La leggenda vuole che questa cima sia in grado di regalare prosperità e ricchezza a chiunque la tocchi. Di certo le magiche proprietà del monte hanno fatto bene alla cittadina omonima.
Gli scorci caratteristici, le abitazioni in pietra, gli antichi portali e i vicoletti adornati di fiori sono tutti da fotografare!

Fonte: viaggimedievali.com

Consigliamo la visita a Fumone in una domenica soleggiata.
La maggior parte delle stradine del borgo sono in salita, ma la panoramica sulla campagna ciociara merita di essere vista nel miglior modo possibile!

Il castello e i giardini pensili più alti d’Europa sono visitabili tutti i giorni, senza necessità di prenotazione.
È anche possibile pernottare presso una delle due suite messe a disposizione degli ospiti.

Dev’essere davvero suggestivo riposare in un castello meraviglioso, in un’atmosfera di austera eleganza.
Noi di Artwave non crediamo nei fantasmi, non siamo neppure sicuri che esistano… ma preferiamo rimanere col dubbio e visitare Fumone di giorno!