Capolavoro architettonico, materializzazione del genio di Renzo Piano, il santuario di San Pio da Petralcina è la principale attrazione per gli avventori della località di San Giovanni Rotondo, nell’entroterra garganico.

La sacralità di questo luogo attrae ogni anno milioni di pellegrini, rendendolo sicuramente uno dei maggiori siti di fede in Italia. La basilica però, come spesso accade, è anche una meta agognata dai cultori dell’architettura e dell’arte. In generale, quest’edificio lascia senza fiato chiunque sappia apprezzare la bellezza, che ivi si declina in innumerevoli forme.

Il Santuario di Padre Pio

Attraversando l’immenso sagrato, costeggiato da campane e sormontato da una monumentale croce in pietra, si è istintivamente attratti verso l’interno, complice la leggera inclinazione della pavimentazione voluta dall’architetto italiano.

Varcata la soglia, ci si sente più leggeri, quasi in estasi, dinnanzi all’eleganza degli archi in pietra di Apricena, alla bellezza delle vetrate variopinte attraversate dalla luce, alla ricchezza dei mosaici parietali. L’uomo sembra un essere così piccolo, davanti a una tale meraviglia.

Nonostante l’innegabile splendore di questo edificio, la sua costruzione, commissionata dal dall’ordine dei frati minori cappuccini della provincia di Foggia, ha suscitato perplessità ed è stata oggetto critiche. Queste ultime riguardano, principalmente, lo stile contemporaneo dell’opera, divergente rispetto alle forme più canoniche di chiesa riconosciute dall’opinione pubblica.

Forse, però, i dubbi che vanno sollevati dovrebbero essere di altro genere.

Predicare bene, razzolare male

Il santuario è dedicato a Padre Pio, un uomo di fede che ancora oggi viene ricordato e glorificato per la sua semplicità, umiltà e abnegazione. Queste stesse virtù contraddistinsero già la persona di San Francesco d’Assisi. Proprio per questo, le decorazioni musive del corridoio di collegamento tra chiesa superiore e inferiore, rappresentano in parallelo scene di vita dei due santi.

Eppure, proprio il luogo in cui si celebra l’emblema del “buon cristiano” è teatro di attività che stridono fortemente con l’eredità ideologica dei due santi, nonché con i precetti del cristianesimo stesso.

A San Giovanni Rotondo, infatti, si è di fronte all’ennesimo esempio di commercializzazione della fede. È un continuo lucrare, ovunque è possibile, partendo dal caffè per arrivare alle sistemazioni nelle svariate case di riposo presenti sul territorio. Appare come una vera e propria frode, perpetrata proprio ai danni di chi crede nel modo più innocente.

Come, tristemente, accade in tanti altri luoghi cosiddetti sacri, per monetizzare ci si beffa quasi dell’idea stessa della fede. Aforismi casuali del santo troneggiano su manifesti e brochure, per attirare i fedeli negli innumerevoli negozi che vendono rosari, ceri, calendari e statue a grandezza naturale. Il sito web della località offre persino la possibilità di accendere una candela da remoto.

In questo modo, però, passa in secondo piano non solo la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, ma soprattutto la celebrazione dei valori e delle virtù di un uomo straordinario come Padre Pio. Un luogo così pregno di sacralità dovrebbe invece essere epicentro di una rinascita etica e morale, autonoma rispetto ad ogni credenza e religione. Così si terrebbe fede all’opera del santo, cercando di trasmettere i suoi ideali guida ad ogni pellegrino e visitatore.

Fonte immagine di copertina con S. Giovanni Rotondo: Wikipedia 

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