Come spesso capita, i luoghi più sorprendenti da visitare e vivere sono i meno conosciuti e i meno gettonati. È anche vero, però, che non è sempre necessario dover raggiungere i posti più reconditi del pianeta per appagare il nostro desiderio di avventure. Vi portiamo così, oggi, alla scoperta di una piccola perla andalusa poco conosciuta, dove è possibile conciliare alla perfezione l’attività balneare, turismo sia naturalistico che cittadino e la sfrenata movida spagnola…

Tramonto su La Manga.
Fonte: Wikipedia

Atterriamo all’aeroporto di Alicante. Ancora prima che l’aereo toccasse terra, dal finestrino si percepiva il caldo afoso del Sud della Spagna. Il riverbero del sole sull’asfalto della pista d’atterraggio sembra attutire l’impatto delle ruote con il suolo. La voce del comandante ci dà il benvenuto ad Alicante, provincia della comunità autonoma di Valencia: non sa che per noi il viaggio continua, senza, purtroppo, lasciarci il tempo di esplorare la città dove siamo appena atterrati e i suoi dintorni. La grande baia sul Mediterraneo, al centro della quale si trova, merita, infatti, più di qualche giorno di vacanza, come anche il Monte Benacantil con il Castillo de Santa Barbara.

Veduta del porto di Alicante dal Castello di Santa Barbara.
Fonte: wikicommons.org

Ci vengono a prendere con la macchina agli arrivi dell’aeroporto di Alicante-Elche e, senza perdere tempo, imbocchiamo l’autostrada alla volta della Regione di Murcia, la seconda comunità autonoma che attraverseremo. Passando dall’aria condizionata dell’aereo a quella dell’aeroporto ad, ancora, a quella della macchina, riusciamo a malapena a percepire il caldo che, invece, mette a dura prova la resistenza fisica degli andalusi e dei turisti. Superiamo senza rimorsi lo svincolo per la città di Murcia e, attratti dall’idea di un bagno refrigerante nelle acque del Mediterraneo che lambiscono la costa della località di San Javier, sfrecciamo verso sud.

San Javier è un comune della Regione di Murcia che, assieme a quelli di San Pedro del Pinatar, Los Alcázares e Cartagena, condivide l’affaccio sul Mar Menor. Esso è costituito da una laguna semicircolare, collegata al Mediterraneo da un solo stretto navigabile: è, infatti, delimitata da una stretta lingua di terra edificata, chiamata La Manga del Mar Menor. Lunga 22 chilometri, ha una larghezza che va dai 100 ai 1200 metri; la sua formazione risale a milioni di anni fa, grazie all’accumulazione di sedimenti che, con il passare del tempo, l’hanno resa pianeggiante ed ospitale.

Arcobaleno su La Manga, San Javier, Murcia. Fonte: Wikicommons.org

Parcheggiamo la macchina davanti a una delle tante case basse e bianche. Dal cancelletto del cortile esterno proviene un profumo familiare. Trasciniamo il trolley all’interno della cucina: al centro del tavolo un’enorme padella fumante contiene un esagerato quantitativo di paella. Ci sono trentacinque gradi, percepiti quaranta, ma non importa. Stanchi dal viaggio ed elettrizzati dal posto da cartolina nel quale siamo capitati, ci sediamo a tavola. Dalla finestra, nel frattempo, scorgiamo la spiaggia: il profilo calmo dell’acqua passa in secondo piano, quando mettiamo a fuoco i contorni affusolati delle palme che ombreggiano il lungomare. Sullo sfondo, non c’è la linea dell’orizzonte, ma i profili degli alti edifici che affollano La Manga, l’isola barriera che consente al Mar Menor di sviluppare un particolare ecosistema autosufficiente. Quasi non sembra di stare in Spagna, quasi ci sembra di essere volati in una qualche città costiera degli Stati Uniti.

Vista dall’alto de La Manga, la cui larghezza massima raggiunge i 1200 metri.
Fonte: wikipedia.org

Il tempo di indossare costume e infradito, arraffare l’asciugamano e spalmarci a vicenda un leggero e veramente poco accurato strato di crema solare: siamo in acqua. La temperatura del mare è sorprendentemente alta e questo ci consente di tuffarci senza timori, anche se ci siamo alzati da tavola da meno di un quarto d’ora. L’acqua non è limpida e il fondale è ricoperto da un tappeto di alghe che, al primo contatto, ci fanno leggermente rabbrividire. Ma sono proprio esse, ci spiegano, a rendere l’ambiente così particolare e, soprattutto, salubre. L’acqua così popolata, poco profonda e protetta da La Manga, si mantiene sicura e accogliente, perfetta per le famiglie ma anche e soprattutto per i giovani. Fino a poco tempo fa, accoglieva tartarughe e foche; oggi, a causa dell’insediamento umano, rimane luogo di passaggio per decine di uccelli acquatici, come i fenicotteri.

Profilo degli edifici costruiti su La Manga.
Fonte: wikipedia.org

Chiringuitos, locali e discoteche popolano la zona, spostando, nel periodo estivo, il baricentro della movida notturna dalle città alla costa. Da San Javier sono raggiungibili, inoltre, in auto le principali e le più famose città dell’Andalusia, dove la cultura araba delle popolazioni che vi abitarono convivono con il carattere e le abitudini spagnole, ma anche alcune meno conosciute e non per questo meno degne di una visita. Tra tutte, consigliamo senza remore Cartagena, anche solo per una cena e una passeggiata sul lungomare. Partire per esplorare le spiagge limitrofe è anche uno dei passatempi più gettonati ed ambiti: la riva di Calblanque, situata all’interno di una riserva naturale e, per questo, attraversabile solo a bordo di pullman autorizzati, è sicuramente una di quelle che offre il panorama più selvaggio ed intrigante, oltre ad un’acqua cristallina che guarda al Marocco.

Un’esperienza che vale la pena provare almeno una volta nella vita. A poche ore d’aereo dal Bel Paese.

Veduta della spiaggia di Calblanque, all’interno di una riserva naturale.
Foto di Francesca Maria De Matteis

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