di Eleonora Ceccomancini

Chiamata così perché attraversata dal fiume Nera e incorniciata da valli verdeggianti, montagne e paesini ricchi di storia, la Valnerina rappresenta una meta molto conosciuta ed amata della regione Umbria e del centro Italia. Premettendo la bellezza di tutta la zona, ci sono quattro tappe importanti da non perdere quando si è di passaggio.

Borgo Cerreto

Borgo Cerreto. Foto di Eleonora Ceccomancini

Borgo Cerreto è un paesino del Comune di Cerreto di Spoleto attraversato dai fiumi Nera e Vigi. Sorto nel XV secolo, alla confluenza dei due fiumi, costituiva il borgo commerciale e fortificato del sovrastante Castello di Cerreto. Anche se oggi l’assetto architettonico originario del paese è stato in parte alterato con la costruzione della SS Valnerina che lo attraversa, rimane comunque abbastanza visibile una delle quattro porte della cinta muraria e la torre di avvistamento, trasformata nel campanile di San Paterniano. La chiesa principale del luogo è la Chiesa di San Lorenzo, patrono del paese, sita in prossimità del ponte, ricostruito ed inaugurato proprio quest’anno, che attraversa il fiume Nera.

Da non perdere il Museo delle Mummie e, per gli amanti del trekking e della natura, il percorso dove un tempo passava lo storico trenino della Valnerina che collegava Norcia a Spoleto, per ammirare le bellezze paesaggistiche del luogo rimaste incontaminate.

Evento imperdibile del posto, è la Sagra del Fungo, che ogni anno si tiene dal 12 al 15 agosto dando rilievo ad un’altra imperdibile meraviglia del posto: il cibo.

 

Vallo di Nera

Vallo di Nera (foto di Eleonora Ceccomancini)

Di origini romane, anche se testimonianze archeologiche fanno pensare ad insediamenti autoctoni già nell’VIII secolo a.C., Vallo di Nera si è splendidamente conservato così dal 1217 d.C., quando la città di Spoleto concesse agli uomini di Vallo di costruire un castello a difesa della valle sui resti di una rocca longobarda. L’impianto urbanistico presenta ancora il cassero, buona parte della cinta muraria e la possente torre munita di mensoloni e caditoie. Due porte simmetriche, Portélla e Porta Ranne, permettono l’accesso al paese ed una volta dentro sembra di essere tornati nel Medioevo con vicoli stretti, preziose chiese romaniche e portali in pietra.

Senza dubbio sono da visitare le chiese di Santa Maria Assunta e di San Giovanni Battista che al loro interno conservano affreschi di rilievo e, per chi volesse provare un’emozione in più, c’è il centro rafting.

Ogni anno, nel mese di giugno, si svolge Fior di Cacio, evento gastronomico in cui è possibile degustare tutte le varietà di formaggi di Vallo di Nera e della Valnerina.

 

Scheggino

Scheggino (foto di Eleonora Ceccomancini)

Scheggino fu edificato sulla riva sinistra del Nera, ed il suo nome deriva dal latino “Schiaginum”, “scheggia”, come richiamo alle ripide formazioni rocciose su cui è sorto. Al vertice, della sua forma triangolare, è ben visibile il cassero e la torre d’avvistamento che, data la posizione strategica sulla valle fluviale, attribuiva al paese la funzione di guardia di un passaggio obbligato nell’antica strada della Valnerina. L’antico castello che dominava dall’alto il borgo cinto da mura, appartenne inizialmente ai domini imperiali soggetti al duca Corrado D’Urslingen ed in seguito, dalla fine del XII secolo, al Ducato di Spoleto.

Da visitare è sicuramente la Chiesa di San Nicola, in pieno centro storico e il Museo Urbani, in prossimità della piazza principale, dedicato al tartufo, che racconta la storia dell’omonima azienda.

Evento da non perdere è Scheggino il Diamante Nero, manifestazione che ogni anno attira molti turisti amanti della cucina tipica del posto e soprattutto del tartufo.

 

La Cascata delle Marmore

Cascata delle Marmore (foto di Eleonora Ceccomancini)

Costruita dai romani nel 271 a.C. e sita alle porte della città di Terni, si tratta della cascata a flusso controllato tra le più alte d’Europa. È formata dal fiume Velino che, vicino la frazione di Marmore, defluisce dal lago di Piediluco e si tuffa nella sottostante gola del Nera. Per chi è amante di miti e leggende sicuramente troverà interessante quella sulle origini della Cascata. Si narra infatti che una creatura fatata, una ninfa di nome Nera, si innamorò di un giovane pastore di nome Velino, ai quali però era vietato frequentarsi perché appartenevano a due mondi troppo diversi. Un giorno Giunone li scoprì e su tutte le furie trasformò la ninfa Nera in un fiume e Velino, disperato, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore credendo che Nera stesse annegando in quelle acque che prima non c’erano. Giove, per evitargli la morte, durante il volo lo trasformò in acqua, così da salvarsi e ricongiungersi con Nera per l’eternità, dando vita alla Cascata delle Marmore.

La Cascata può essere visitata in determinati orari, attraversando cinque diversi percorsi con la possibilità di accedervi da due ingressi. Sicuramente percorrere i sentieri che la costeggiano ripensando all’unione eterna della ninfa Nera e del pastore Velino donerà al luogo un’aura ancora più speciale.

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