di Chiara Teodonno

Situata nel cuore della Francia, Lione ha una posizione strategica nella regione del Rodano-Alpi di cui è capoluogo. Sorge alla confluenza di due dei più importanti fiumi del paese, il Rodano e la Saône e si articola in tre grandi aree che comprendono: la zona di Fourvière, chiamata dagli abitanti la “collina che prega” per la presenza della più importante basilica cittadina di cui porta il nome; quella di Croix-Rousse detta invece “la collina che lavora” per le sue fabbriche di produzione e lavorazione della seta, tra le attività principali e storiche della città; la zona di Presqu’lle, la penisola formata nel tempo dall’accumulo di detriti fluviali.

La visita della città non può non iniziare dalla collina di Fourvière, dove è possibile salire a piedi in una passeggiata che attraversa i giardini del Rosaire oppure grazie alla caratteristica funicolare che in pochi minuti arriva in cima. Qui vi è il cuore delle origini antiche di Lugdunum (“fortezza del dio Lug”, suprema divinità guerriera dei Galli), il nome con cui i Romani nel 43 a.C. fondarono la colonia che nel 27 a.C. diventerà capitale della Gallia. L’importanza dell’antica città è testimoniata dai resti ancora visitabili del Teatro Grande, tra i più antichi e grandi di Francia che poteva ospitare più di 1.0000 persone, e del Teatro Piccolo, chiamato Odéon, che nella tradizione romana era il teatro dell’élite, riservato a pochi, dove si tenevano conferenze e spettacoli.

Teatro romano. Fonte happilyontheroad.com

Ma Fourvière è un punto focale anche per la presenza dell’imponente e regale Basilica di Notre-Dame visibile da ogni punto della città e dal cui terrazzo si gode del panorama di tutta Lione. Eretta dal 1872 per un voto alla Vergine fatto dai lionesi durante la guerra Franco-Prussiana, la Basilica è dal 1998 Patrimonio mondiale dell’umanità. L’interno è un trionfo di decorazioni: affreschi, mosaici, vetrate colorate e capitelli elaborati, in contrasto con la sobrietà della cripta dedicata a San Giuseppe, in cui sono esposte immagini della Madonna da diverse parti del mondo. Gli abitanti di Lione sono molto legati al culto e alla venerazione della Madonna alla quale, dalla metà del ‘600, è dedicata la famosissima Festa delle Luci che si tiene ogni anno dal 7 al 10 dicembre e che vede la città accendersi in un’esplosione di colori e luci proiettate sulle facciate di chiese, nelle piazze e tra le strade grazie alla collaborazione di artisti, video maker e designer.

Ai piedi della collina di Fourvière, nel quartiere storico della Vieux Lyon, sorge la Cattedrale di Saint Jean e Saint Etienne, esempio interessantissimo di transizione dallo stile romanico, presente nell’abside, a quello gotico che si evolve dalle navate alla facciata costituita dai tre portali strombati d’ingresso sormontati dal grande rosone che racconta la storia di San Giovanni Battista. All’interno della cattedrale è conservato uno degli orologi astronomici più antichi d’Europa, quello costruito da Lippius nel 1598 e che è stato tarato perfettamente per indicare la posizione del sole e della luna fino al 2019 secondo i parametri dell’epoca. È senza dubbio consigliabile vederlo alle ore 12, alle 14, alle 15 e alle 16 quando si azionano gli ingranaggi che rappresentano scene di animali e dell’Annunciazione in un vero e proprio spettacolo della meccanica.

È nel quartiere della Vieux Lyon che si articolano i celebri traboules, il famoso labirinto segreto di Lione. Parliamo di 315 passaggi segreti coperti che collegano 230 vie tramite l’attraversamento (dal latino transambulare”) di cortili privati, utilizzati in epoca rinascimentale per trasportare merci delicate, come la seta, senza esporle alla pioggia. Ancora oggi è possibile muoversi per questi percorsi nonostante alcuni edifici e cortili restino privati, basta cercare il pulsante di apertura dei portoni all’esterno di essi!

Il quartiere culturale di Lione è concentrato nella penisola di Presqu’lle dove si trovano i più importanti musei e piazze della città. A partire da Place Bellecour, una delle più grandi di Francia e d’Europa con la statua centrale di Luigi XIV e quella dello scrittore lionese Antoine de Saint-Exupery, autore dei uno dei libri più letti al mondo, “Il Piccolo Principe”; sulla Place de Terraux si affacciano l’Hotel de Ville, la fontana di Bartholdi e lo splendido Musée des Beaux Arts che vanta una invidiabile collezione tra cui opere di Perugino, Rubens, Rembrandt, Delacroix, Gericault, e di grandi impressionisti come Monet, Degas, Gauguin e Rodin. Alcune opere di Rodin ornano l’antistante giardino (l’antico chiostro dell’abbazia in cui sorge in museo) sempre visitabile gratuitamente.

Nel punto di confluenza dei due fiumi nel 2014 è stato inaugurato il Musèe des Confluences, una contemporanea struttura in vetro e acciaio nella quale archeologia, antropologia e scienze naturali convergono per articolare un percorso che affronta tutta la storia dell’umanità.

Nel percorso museale infine merita senz’altro una visita il MAC, Museo di Arte Contemporanea progettato dall’archistar Renzo Piano e concepito per ospitare temporaneamente esposizioni di artisti sempre diversi.

Tra i tanti primati di Lione c’è sicuramente quello del cinema, nel senso che gli inventori della cosiddetta “settima arte”, i fratelli Auguste e Louis Lumièreerano originari della città. A memoria di queste origini sorge non lontano dalla Presqu’lle, il musèe Lumière che conserva telecamere d’epoca, le primissime pellicole e tutta una serie di altri oggetti utilizzati nell’industria cinematografica di fine Ottocento.

Infine, ad aggiungersi agli innumerevoli motivi spirituali, culturali e artistici per visitare Lione, ci sono quelli che riguardano l’arte culinaria. Non tutti infatti sanno che Lione è stata definita la capitale gastronomica di Francia, titolo che sembrerebbe riduttivo dal momento che nel 1935 il celebre critico Curnonsky, l’ha consacrata addirittura “capitale mondiale della gastronomia”. È possibile farsi un’idea della cuisine lyonnaise nei bouchons (le tipiche osterie) presenti in tutta la città e al “mercato” di Les Halles del pluristellato chef Paul Bocuse, tra gli ideatori del fenomeno della nouvelle cuisine.