Splendido crocevia di religioni e influssi culturali tipici dell’Est Europa, Sofia è la città dove convivono armoniosamente numerosi tesori architettonici. Attraversarla a piedi è il modo migliore per coglierne a pieno il carattere eclettico, riscontrabile nell’intero Paese , del quale è capitale. La Bulgaria, infatti, può risultare poco attraente agli occhi dei turisti più pretenziosi: pregiudizi e falsi miti, che spesso la sminuiscono, precludono ai più un viaggio ricco di sorprese. Vi proponiamo qui una breve guida, che, scevra di pretese di esaustività, vuole mettere in luce gli aspetti più entusiasmanti che ci hanno colpito durante il nostro seppur breve soggiorno.

Veduta dall’alto della chiesa russa di San Nicola a Sofia.
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Marteniza (o Martenitsa)

Pare sia una delle più antiche tradizioni bulgare: lo scambio del “talismano della primavera”. Si tratta di un braccialetto sottile, fatto di un paio di cordini intrecciati tra loro, fermati da una perlina colorata, del valore monetario di pochi centesimi, ma dal grande valore simbolico. I colori bianco e rosso dei fili che lo compongono rappresentano il bene e il male, il bianco della neve che ormai si sta sciogliendo e il rosso del caldo sole primaverile. Il nome Marteniza non è casuale: deriva dalla parola “marzo”, in bulgaro mart, che appunto indice quel periodo dell’anno in cui finisce l’inverno e inizia la primavera. Lo scambio delle Martenize tra amici assume, quindi, il significato di augurio di una vita lunga e felice. Sparse per la città, appese agli alberi e tra i cespugli, se ne vedono a dozzine.

Braccialetti “marteniza” appesi ad un albero dai passanti.
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Tradizioni

I bulgari, il legame con la propria cultura, lo sentono molto e negli ultimi anni hanno iniziato a trasformarlo nel principale punto di forza, anche e soprattutto a livello turistico. Come la Pasqua cristiana, così anche quella ortodossa si avvicina: ricorrono infatti a pochi giorni di distanza ed entrambi i culti la celebrano con riti particolari e curiosi. Le suggestive maschere di carnevale dei paesi dell’Est Europa, che in Bulgaria prendono il nome di kukeri, celano, sotto ai loro abiti stravaganti, antiche credenze e si pensa siano in grado di scacciare il maligno.

Monumenti

Non lasciatevi allettare da un servizio di trasporti pubblici efficiente ed economico, ma prendetevi il giusto tempo per passeggiare. Incontrerete a breve distanza imponenti edifici di diverse religioni, a testimonianza della varietà di culti praticati dagli abitanti. La più celebre è sicuramente la cattedrale ortodossa di Aleksandăr Nevski: dall’esterno è possibile ammirare la spettacolare compenetrazione di solidi, che ne costituisce la struttura, e le numerose cupole in stile neo-bizantino. Nel mercatino delle pulci di fronte vengono vendute e spesso dipinte sul posto delle icone religiose, tipiche della tradizione ortodossa. Oltre a questa, numerose chiese cattoliche si alternano a una chiesa russa, piccola ma dai colori che ne decorano l’esterno sorprendenti, a una moschea e ad una sinagoga.

Moschea Banya Bashi a Sofia, Bulgaria.
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Gite fuori porta

Tra le mete più facilmente raggiungibili da Sofia, meritano senza dubbio di essere nominate le cittadine di Plovdiv, seconda città della Bulgaria per estensione ed importanza, e Koprivštica, dove si respira ancora l’atmosfera della vita quotidiana e delle tradizioni del diciannovesimo secolo. Per raggiungerle, in macchina o in pullman, si attraversano inevitabilmente campagne quasi disabitate e si scorge da lontano il profilo dei rilievi innevati. Altra città che merita una fermata è Veliko Tarnovo, capoluogo dell’omonima regione e importante punto di riferimento per le vie di comunicazione del Paese.

Fontana davanti al Teatro di Sofia.
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Ristoranti e pub

Il centro della città è ricco di pub e locali dove per pochi Leva, la valuta locale equivalente a circa cinquanta centesimi di euro, si acquistano birre e cocktail. La musica che si sente anche nelle discoteche non sempre rispecchia il gusto più occidentale, limitandosi spesso a vecchi remix. La cucina bulgara è, invece, apprezzabile: degne di nota sono le zuppe, servite in forme di pane scavate, la carne e le verdure. Tra i ristoranti tradizionali consigliamo il centralissimo Hadjidraganov’s Cellars, dove tavoli di legno e pareti sono arricchiti da strumenti ed oggetti che richiamano la vita rurale e i tessuti che fino a pochissimi decenni fa costituivano gli essenziali per la vita quotidiana.

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